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Aggiornato al 01/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Leonardo Da Vinci (1452-1519) - Uomo Vitruviano – penna e inchiostro su carta 34x24 (1490)  Gallerie Dell’Accademia, VE  - (Immagine scelta dall’Autrice)

 

Numeri

di Iman Zahra Favretto

 

Cos’è un numero?  Chi è “io”?  Forse sono parte di una stessa domanda, come può una persona dare importanza ad un numero non conoscendo l’essenza dell’ “io”?!  Spesso ci ritroviamo circondati da numeri eppure ognuno di essi esprime un significato ed un valore diverso.

Fra l’uno ed il due esistono infiniti numeri, come facciamo a riconoscere questi da quelli reali e concreti?

I numeri sono infiniti, non come le parole, come l’essenza che siamo. I numeri danno vita e la tolgono, tormentano e portano sollievo, i numeri sono sempre costantemente intorno a noi; per questo forse devono essere più importanti dell’essenza di noi stessi?

Un numero: come può esprimere una persona, come può descriverla, come può conoscerla.

Siamo certi che un numero determini il futuro di un individuo? Non siamo forse noi stessi a stabilirlo sulla base delle conoscenze che acquisiamo nel corso della vita?

I numeri hanno portato molto dolore all’umanità eppure solo essi possono risollevarla.

Il tempo è scandito dai numeri, questo significa che il tempo è infinito?  E se così fosse, allora la morte della nostra essenza non esisterebbe! Come si può parlare di numeri non conoscendone le infinite ed intricate regole? La matematica aiuta a conoscerli ma non a comprenderli, le parole li descrivono ma non possono concretizzarli, è come ricercare una risposta senza conoscere la vera domanda.

Un cane alla ricerca della propria coda, troppo lontana eppure così vicina per poterla prendere, e poi cosa avviene dopo? L’immobilità del cane in una posizione dolorosa che lo porta a mollare la coda per poi rincorrerla in futuro, questo prima che lui stesso si renda conto che è parte di lui e che non potrà mai staccarla come un gioco.

Ormai ogni persona è un numero, un numero in ambito scolastico, un numero per alcune persone, un numero per la società, un numero per il mondo ed è questo che svalorizza l’essenza stessa della persona, paragonata a qualcosa della quale non si conosce neanche l’entità.

Nella seconda guerra mondiale, gli ebrei venivano marchiati con dei numeri. Rimanere un numero per volere di altri logora l’anima poiché essa non conosce la sottile astrattezza dell’infinità numerica che la circonda, essa è libera da queste regole fittizie.

Poi ci sono i numeri che si ripetono, sono coloro che spesso portano alla pazzia, quando uno stesso numero si ripete nel tempo e nella vita di uno o più individui porta ad uno squilibrio naturale della bilancia vitale. I mesi, le settimane, gli anni, i giorni, i secoli, le ore, i millenni, i secondi, tutti scanditi da numeri. Allora forse i numeri sono solo il tempo che si presenta sotto forma di una entità matematica astratta!

Io sono nata il 15/10/2000 e questo giorno si ripete ogni anno, questo mese si ripete ogni anno, eppure l’anno non si ripeterà mai più; allora non esiste l’infinito nei numeri! Quest’anno non tornerà mai più, come il prossimo e come quelli prima della nostra nascita.

Tuttavia continuiamo a definirli infiniti, forse perché crediamo di non poterli contare, ma secondo me essi acquisterebbero un valore e una realtà diversa se conoscessimo l’ “io” poiché esso ci permette di vederli, modificarli e concretizzarli.

Quindi forse la vera domanda è:  l’ “io” interiore è forse un numero?  Eppure nemmeno questa è la vera domanda. Ognuno di noi un giorno si farà una domanda diversa da quella di qualsiasi individuo e quella domanda sarà la risposta che ognuno di noi cerca.

Quindi i numeri sono importanti?  Io non lo so, come non so quale ne sia il ruolo nel nostro mondo, pur conoscendo il loro valore storico, scientifico e matematico.

Nella mia vita i numeri sono una condanna, mi hanno ferita nella realtà e nell’immaginazione, ma alcuni di loro mi hanno aiutato a sopravvivere combattendo contro ogni forma di sofferenza.

Non è il mio caso ma a titolo di esempio, perché dare la colpa ad una ragazza per la sua anoressia? Lei ogni giorno si pesa e i numeri la sconvolgono perché sono troppi, sono sempre troppi e sono infiniti, allora perché non riuscire a vedere questo particolare? I numeri si ripetono nel cibo, nelle bevande, nel peso, in tutto e la ragazza che li vede è solo colei che conosce cosa le hanno procurato.

I numeri mi portano a porre infinite domande, ogni popolazione sin dalla preistoria li ha usati a prescindere dalla loro rappresentazione formale, è come se loro stessi ci avessero cercato.

Forse per alcuni possono rappresentare il peccato e magari per altri la redenzione, ma essi creano e distruggono, hanno un potere che nessuno comprende forse per colpa della loro finita infinità.

I numeri quindi sono solo una parte infinita della nostra realtà.

“Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato” (Albert Einstein)

Inserito il:28/07/2016 08:16:23
Ultimo aggiornamento:28/07/2016 08:21:33
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