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Aggiornato al 06/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Pierre Auguste Renoir (1841 - 1919) - La colazione dei canottieri - 1882

 

(12) Tra amici….. Gossip libero e vino bianco

di Gianni Di Quattro

 

Amazon sempre più presente in Italia. Un investimento importante a Torino per lo sviluppo di un centro di ricerca sulla intelligenza artificiale, la creazione a Rieti, nel Lazio, di un grosso centro di distribuzione prodotti sono solo degli esempi. Un beneficio importante per tutto il nostro paese potrebbe anche essere. Sarà interessante osservare come le imprese italiane del settore riusciranno a sfruttare le opportunità e quale collaborazione riusciranno a stabilire con il grande gruppo americano. Penso in particolare ad una grande azienda informatica che ha proprio sede a Torino e che ha sempre avuto attenzione alla tecnologia.

Jeff Bezos tra tutti questi grandi protagonisti della informatica, delle telecomunicazioni, dei servizi si sta dimostrando con la sua Amazon il più innovativo, quello da cui ci dobbiamo aspettare i maggiori cambiamenti per il nostro modo di vivere, per la nostra società attuale.

Certo che, per esempio, i nuovi servizi Amazon avranno una influenza decisiva sul sistema del commercio in generale, sui negozi e sulle botteghe del nostro paese. Se questi servizi cominceranno a funzionare cambierà anche il panorama delle nostre città e molte abitudini e ritmi della gente, chiuderanno molti esercizi. Cosa potrà subentrare? Luoghi di incontro, centri tecnologici, punti di smistamento servizi, centri di reperimento? Se ne parla poco da parte dei sindacati di categoria e dei lavoratori, salvo poi a protestare quando le cose succedono. Perché il termine prevedere nel nostro fatalista paese viene poco usato.

Parte il bando per assumere 200 giovani laureati a Napoli da parte della Apple Academy, iniziativa concordata con il governo italiano qualche mese fa. Li troveranno dite?

Le Poste hanno fatto una azienda che si chiama Poste Mobile per distribuire telefonia cellulare che non pare stia riscontrando un successo. Come mai? Hanno alle spalle una organizzazione distributiva come nessuno, hanno i soldi per competere e le strutture pure (proprie o di altri non ha importanza). Probabilmente mancano di capacità commerciale e non sanno fare marketing, non ci sono altre spiegazioni. Adesso circola voce che potrebbe comprarsela Fastweb e poi bisogna vedere chi si compra Fastweb.

Intanto Fastweb si allea con TIM per lo sviluppo della fibra sul territorio. Alleanza che prevede anche una società ad hoc a maggioranza TIM (80%). In modo da contrastare l’iniziativa di Enel Open Fiber naturalmente. Mai alleanze che parlano di mercato e di clienti! Però comunque tutto questo ambaradan può essere finto e forse sono in gioco più il valore delle azioni, i finanziamenti statali e un po’ di ammoino più che altro, in questo momento in cui i giochi sono tutti aperti.

Pare che Iliad del francese Xavier Neil dopo essere uscita da Telecom Italia e avere acquisito da Wind e H3G torri e licenze per avviare il quarto gestore di telefonia mobile che vuole lanciare low cost sull’esempio della sua azienda francese Free Mobile, stia trattando con Enel Open Fiber per avere una rete con la quale lanciare il prossimo anno anche telefonia residenziale fissa. Apparentemente il nostro mercato è saturo ma si vede che il Sig. Neil ha capito la fragilità commerciale e di marketing delle aziende che operano nel paese e pensa di trovare alcuni importanti corridoi di mercato.

Molto rumore per nulla. Vivendi rinuncia all’acquisto di Mediaset Premium (pay tv) malgrado impegni contrattuali precisi e rinuncia a prendere tutta Fininvest dicendo che al massimo si fermerà al 15%. Era tutto fatto, la strada sembrava tracciata, era un gran colpo per il cavaliere e un buon viatico per Vivendi nel nostro paese dopo l’acquisto di Telecom Italia che avrebbe potuto cedere dopo magari ad Orange (France Telecom) stando alle voci dei palazzi dove vivono questi manager. Cosa può essere successo? Vuoi vedere che magari non corrispondevano alcuni dati di qualche documento contabile?

Può esserci anche un’altra strategia in atto da parte di Bollorè di Vivendi che mira a prendersi tutto al minor prezzo possibile. Qualcosa c’è in ballo insomma, la vicenda non è così semplice come sembra!

Se un politico, malgrado la sua giovane età, dice che c’è la lobby dei malati di cancro non fa una gaffe, ma dimostra il suo cinismo, il suo egoismo, la sua superficialità, la sua incoscienza. Sul piano personale lo salva la giovane età, sul piano politico non lo salva niente e nessuno.

Se poi un politico per attirare l’attenzione passa alle offese volgari verso protagonisti istituzionali specialmente se donne perché pare gli venga meglio, allora il problema è veramente clinico e sarebbe da discutere in sede ospedaliera.

La nuova giunta di Roma fa un comunicato stampa per dire che elimina le auto blu. E tutti ad applaudire e a dire finalmente con questi si fa sul serio. Poi leggendo bene si scopre che il provvedimento riguarda tre auto su cinque a disposizione della Presidenza dell’Assemblea. Ed allora viene lo scoramento perché si pensa che nulla si crea e nulla si distrugge in questo paese quando si tratta di interessi, egoismi e palle da raccontare.

Non è strano che Berlusconi decida di fidarsi di Parisi per assumere il coordinamento di Forza Italia e se possibile del centro destra. Pare l’unico con capacità di mediazione, serio e in grado di fare un progetto, con il necessario carisma per attirare giovani e nuove valenze. I personaggi che attualmente si muovono nel centro destra sembrano tutti morsi da qualche forte tarantola e per la verità non in grado di tentare di condurre una operazione politica seria. Certamente strilleranno tutti come aquile anche se in cuor loro sanno che è giusto e che alla fine Berlusconi sa leggere la politica meglio di loro.

Il comportamento di alleati o pseudo alleati o potenziali alleati come Matteo Salvini della nuova Lega e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia sarà presumibilmente molto buffo. Perché questi personaggi hanno molti slogan da esibire, ma nessun progetto che possono mostrare e con una destra liberale, conservatrice, razionale non hanno niente a che fare. Forse Salvini prima o dopo lo farà fuori Maroni con il supporto di Bossi che ha ancora amici e qualche influenza e Meloni nell’assenza per il parto verrà sostituita da qualcuno che avrà voglia di ritornare a sedere su qualche poltrona che conta.

La pubblicazione degli emolumenti dei dipendenti della Rai è sicuramente un primo passo ed è giusto farlo trattandosi anche di una azienda pubblica e quindi capire la logica con la quale si remunerano i dipendenti da parte dei cittadini è importante. Intanto accanto al nome e alla retribuzione sarebbe utile sapere che fa questa gente in modo da capire per ogni ruolo quanti soldi ci vogliono e soprattutto capire se c’è gente che non fa niente e che prende soldi. La varietà degli stipendi che si cominciano a conoscere e i loro valori comunque testimoniano che sinora la gestione di questa azienda è stata assolutamente politica quando non anche cervellotica almeno negli ultimi anni. Però i media l’analisi che fanno è superficiale, forse perché ci sono connivenze anche personali?

Il Presidente del Consiglio ha sponsorizzato a suo tempo la nomina di Antonio Campo Dall’Orto amministratore delegato della Rai con poteri mai dati prima a nessun capo di quella azienda, nemmeno al mitico Bernabei. Adesso fa capire, anzi dice chiaramente che non è soddisfatto, che in RAI non sta succedendo quello che lui si aspettava e non solo lui per la verità. Bene, è bello segnalare un atto di onestà, un politico che ammette senza girare attorno alla corda di essersi sbagliato. Bisognerebbe prendere di più questa abitudine, la gente capirebbe di più e forse potrebbe giustificare qualche errore quando è fatto in buona fede e spiegato.

Il Salone del Libro, la manifestazione più importante del settore che si tiene tradizionalmente a Torino da diversi anni, dal prossimo anno sarà a Milano secondo la decisione degli editori, in particolare quelli più grandi per dimensione. Un danno per Torino economico e di prestigio, un vantaggio per Milano. La decisione susciterà polemiche a non finire. Il discorso è semplice: gli editori preferiscono una piazza con maggiore movimento di gente e dove si paga meno (soprattutto), la formula è antica e sempre valida come in questo caso.

Se la Exor, holding della famiglia Agnelli trasferisce la sua sede legale e fiscale in Olanda perché in quel paese tutto è più semplice e la fiscalità è più favorevole si possono accusare i soci? Di che cosa, di tradimento? Forse non è quello che farebbero tutti, senza molte eccezioni? E forse si può accusare il Governo di non trattenerli? Come potrebbe fare senza ricorrere a norme dittatoriali e a forme di ricatti personali? Forse si dovrebbe accusare la politica del paese degli ultimi decenni e gli uomini politici che la hanno gestiti che ci hanno portato fuori dalla competitività internazionale.

In casi come quello Exor, introdurre un regime socialista, chiudere le frontiere e mettere in galera coloro che decidono cose contrarie all’amor patrio potrebbe essere la soluzione alternativa sicura (da qualche parte già sperimentata). Ma forse non potrebbe avere molta durata questa alternativa a causa di sollevazioni popolari perché la gente quando non ha più libertà e soprattutto pane può reagire anche con violenza, anche se il nostro paese non ha mai conosciuto nella sua storia una rivoluzione (e non è un appunto da poco).

Un esempio di populismo? Un sindaco che decide di affidare al popolo attraverso Facebook quali progetti cittadini finanziare con priorità. La strada per il dilettantismo, la superficialità e la retorica della vita. Il niente!

I giornali del futuro devono essere più fedeli all’inserzionista o al lettore? In questo secondo caso devono avere un sostentamento derivante da abbonamenti e vendite più che dalla pubblicità. Ciò che vuol dire disporre di una piattaforma tecnologica nella quale il lettore può vedere quello che gli interessa quando può e vuole e trovare quello che cerca in una integrazione tra digitale e cartaceo. Questo vuol dire anche allargare il più possibile il numero dei lettori, dei fruitori della propria piattaforma, piuttosto che puntare su lettori di nicchia e magari di una nicchia politica pregiudiziale. Inoltre i giornali del futuro devono in qualche modo prevedere una partecipazione maggiore dei lettori ma non con sole domande, anche con articoli, proposte, segnalazioni, indicazioni, denunce e interpretazioni. In definitiva i giornali e l’industria editoriale hanno bisogno di una strategia diversa e di una classe di professionisti diversi da quelli che oggi frequentano i loro uffici così come è chiaro che non tutti i giornali di oggi potranno sopravvivere.

Pare che nel nostro paese siano operanti circa due milioni di scambisti sessuali, di cui 500 mila molto attivi. Vuol dire che questo settore di mercato è molto interessante economicamente e per questo si cominciano ad osservare molti investimenti in locali di incontro, crociere ad hoc, iniziative dedicate, servizi vari. Le vie del marketing non finiscono mai!

Molti pensano che Lombroso non aveva tutti i torti e le sue teorie si stanno, anche in ambienti seri e scientifici, rivalutando. D’altra parte basta guardare alcune persone che giocano nella politica nazionale, magari in ruoli attuali o prossimi di primo piano, per non avere dubbi sulla validità del pensiero dello studioso torinese.

Inserito il:28/07/2016 07:52:12
Ultimo aggiornamento:28/07/2016 07:57:14
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