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Aggiornato al 23/09/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Pierre Auguste Renoir (1841 - 1919) - La colazione dei canottieri - 1882

 

(10) Tra amici ……Il discorso dei talenti

di Gianni Di Quattro

 

Il nostro paese, e non solo lui naturalmente, abbisogna di cambiamento, di innovazione, di rivedere certi modi di fare impresa, di cercare nuove forme organizzative, di studiare meglio e non banalmente lo sfruttamento della tecnologia che ormai è disponibile. Trovare nuovi modi di operare, cercare come sfruttare la tecnologia allo scopo di produrre meglio e soprattutto per conquistare mercati, adottare nuove forme di comunicazione digitale o meno magari dopo aver definito strategie e campi di azione, è la sfida che le imprese, quelle che vogliono durare e crescere, quelle che decidono di non fare solo affari a breve e poi scomparire, devono assolutamente affrontare.

Per tutto questo sono necessari da parte del management e degli imprenditori e di coloro che supportano politicamente e organizzativamente la loro azione, molto più coraggio, fantasia e flessibilità rispetto al passato. In altri termini, la capacità di intraprendere va giocata tutta e non la si può risparmiare per tempi migliori. Questi manager, questi imprenditori hanno bisogno ogni giorno di più nella loro azione di essere aiutati e supportati da veri talenti, come sempre quando si tratta di costruire un futuro e quando si tratta di uscire da situazioni amorfe e incerte. E magari non sarebbe male se qualcuno di loro fosse pure lui un talento.

I talenti nella storia delle imprese sono stati sempre visti come dei rompiscatole, come persone sì interessanti, ma fonte di turbolenze talvolta non facilmente controllabili. Per questo motivo i Direttori del Personale, che sono la categoria di manager più conservatrice che esiste in generale e nel nostro paese in particolare, hanno sempre evitato ove possibile di selezionare e inserire talenti davvero. Questo spiega come si fa a scivolare piano piano nella mediocrità fra le altre cose.

L’unico imprenditore o uno dei pochissimi che la pensava in modo diverso fu Adriano Olivetti che considerava la ricerca e l’inserimento dei talenti come un investimento necessario per una impresa che vuole anche guardare al futuro e per questa attività, infatti, spendeva metà della sua giornata. Questo è uno dei principali motivi della diversità di Adriano Olivetti con la situazione imprenditoriale della sua epoca e del valore mantenuto nel tempo del suo illuminato modo di fare impresa. Il personale come risorsa, come materia prima pregiata era la base da cui partiva Olivetti per disegnare strategie, organizzazioni e valori.

L’epoca nella quale siamo immersi è difficile perché è una epoca di cambiamento, di trasformazione globale di valori e perché grazie alla tecnologia cambiano tutti gli studi, i principi, i paradigmi che sono serviti sino a questo momento per fare impresa, per competere, per inventare, per svolgere con profitto qualsiasi attività economica sui mercati.

Proprio per questo sono necessari dei talenti che possono guidare l’attuale mediocrità generale ad uscire dal torpore, che possono lanciare provocazioni per suscitare interessi, applicazioni, coraggio, soprattutto coraggio.

E allora la politica e le imprese devono riflettere, dedicare a questo problema assolutamente pregiudiziale l’importanza che uomini come Adriano Olivetti gli hanno dedicato e attraverso di esso intraprendere un percorso verso l’intelligenza, il cambiamento, l’innovazione, in poche parole il futuro.

Speriamo che gli imprenditori e i Direttori del Personale se ne facciano una ragione e lo capiscano e speriamo anche che i criteri per ricercare e selezionare le risorse subiscano qualche aggiornamento visto che sono fermi ad altri tempi e ad altri contesti, incluso le tante imprese specializzate, piccole o grandi, nazionali o internazionali, che supportano professionalmente questi Direttori del personale nella loro attività che dovrebbe essere la più delicata e difficile e che spesso è delegata a qualche collaboratore.

Lo stesso Gesù con la famosa parabola dei talenti ci fa capire quanto è importante poter contare sulla capacità dei propri collaboratori.

Inserito il:21/07/2016 17:31:59
Ultimo aggiornamento:21/07/2016 17:35:51
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