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Aggiornato al 05/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Riceviamo da Augusto Senesi il seguente commento all'articolo di Giorgio Panattoni "Elezioni e assenteismo" delo scorso dicembre.
Lo pubblichiamo come Pensiero essendo la sua lunghezza non compatibile con i normalmente brevi commenti agli articoli.

Premessa:

Dell’assenteismo elettorale si parla spesso fra (pochi) amici. Quasi mai però si cerca di identificarne cause e rimedi. Senza pretesa di essere nel gusto, ho cercato di sintetizzare in una paginetta i motivi di una nostra sofferta decisione.
Spero di ricevere qualche segnalazione di “una diversa ragionevole scelta”.
Grazie.
Augusto Senesi

MOTIVO DEL NOSTRO ASSENTEISMO.

CORRUZIONE - ASSENTEISMO PARLAMENTARE - SPRECHI nonché

- INCARICHI ISTITUZIONALI A NON ELETTI;

- ELETTI CHE CREANO NUOVI PARTITI senza partecipazione popolare;

- PASSAGGIO DI ELETTI DA UN PARTITO ALL’ALTRO (cambio di casacca),;

- RETRIBUZIONI / PENSIONI / VITALIZI A CARICO DELLO STATO: pochi euro ai più bisognosi; cifre da capogiro ai soliti noti;

- BENEFITS E PREMI A POLITICI E BUROCRATI

- ELEZIONI PRIMARIE APERTE (una bella trovata per mortificare la democrazia. Gli iscritti al partito in genere vanno in minoranza, la maggioranza continua a restare estranea al partito, vengono eletti i candidati proposti e previsti. Ogni attività del partito resta, per eliminazione, ai soliti noti).

Mi sembra che ce ne sia abbastanza per una giustificata sfiducia nei confronti della politica nonché per il conseguente assenteismo elettorale dei cittadini.
Ma la sfiducia è un sentimento di cui vanno però identificate le cause.
Ci provo e mi chiedo:

- per quale motivo in un paese dichiaratamente democratico come l’Italia (1) il popolo sovrano non esercita il suo diritto di sovranità? (1)

- Perché cittadini e politici non hanno fra di loro un naturale colloquio come previsto dalla costituzione?

- La risposta è forse “la mancata attuazione” dell’art. 49? (2-3)

Se sì, mi sembra di capire che per noi cittadini la democrazia è stata sempre dichiarata … ma mai completamente attuata (4). Infatti non abbiamo ancora gli strumenti per partecipare.

Ma se i politici non ci consentono di partecipare, l’assenteismo elettorale non è forse la giusta, naturale e logica conseguenza?
Senza partecipazione non si ha una diretta conoscenza delle persone e delle attività svolte.
Non si ha quindi la possibilità di valutare la politica del partito, i candidati alle cariche elettive e l’attività dei dirigenti e degli eletti stessi.

Se sono costretto a votare alla cieca, corro il rischio di portare l’Italia a disastrose condizioni … come ad esempio quelle attuali. E questo è inaccettabile!

Concludendo, e tenuto conto della nostra reale situazione, appare coerente per il cittadino italiano senza incarichi pubblici, scegliere l’ASSENTEISMO ELETTORALE.

Esiste per caso una diversa ragionevole scelta?

Grazie per l’attenzione.

Augusto Senesi

PS: a - Fino ad oggi ho partecipato a tutte le tornate elettorali

b - Credo che l’assenteismo può essere combattuto solo affidando al cittadino la sovranità costituzionalmente riconosciuta.

c - Vedere anche —> Vezio Crisafulli —> http://ospitiweb.indire.it/costituzione/percorsi/crisaful.htm

——————-

(1) Art. 1 - L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

(2) Art. 49. - Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

(3) Esistono in merito diversi Disegni Di Legge; uno degli ultimi porta il n. 260/2013. Di questo DDL sorprende il titolo breve (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/39941.htm).

Inserito il:17/08/2015 11:41:01
Ultimo aggiornamento:02/09/2015 17:58:42
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