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Aggiornato al 09/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Apple vs. US:  è giusto decriptare o no?

I fatti :

Due terroristi lo scorso dicembre assaltano un centro di Assistenza a San Bernardino ( US)  uccidendo 14 persone. La Fbi trova e consegna l’iPhone 5 di uno dei due killer alla Apple, chiedendo di intervenire nel decriptare i dati contenuti; azione che necessita di uno sviluppo Sw ad hoc.

Apple: “We believe security shouldn’t come at the expense of individual privacy.”

“Sbloccare l’iPhone di uno degli autori della strage di San Bernardino sarebbe “un male per l’America” e stabilirebbe un precedente legale che potrebbe ledere molti americani.“

Lo ha detto il Ceo di Apple Tim Cook durante un’intervista ad Abc News, la prima rilasciata dopo l’ordine ricevuto dal tribunale. “Alcune cose sono difficili, e alcune cose sono giuste, e alcune cose sono entrambe - questa è una di quelle cose”, ha detto Cook. Per l’ad di Apple la richiesta di sblocco del governo è “l’equivalente software del cancro”, e la compagnia è perciò pronta ad andare “fino in fondo”, arrivando fino alla Corte Suprema se fosse necessario. «Saremo pronti a portare avanti fino alla fine questa questione», ha poi aggiunto spiegando quindi che Apple continuerà i ricorsi contro l’ordine del giudice federale della California fino all’ultima istanza, appunto la Corte Suprema degli Stati Uniti.

Le testate giornalistiche d'oltreoceano, ovviamente, hanno raggiunto i principali big del settore per conoscerne l'opinione. Fra i tanti, sia Huawei che Bill Gates hanno sostenuto che, di fronte ad avvenimenti del genere, il diritto alla privacy dovrebbe venir meno. In particolare, il fondatore di Microsoft ha sostenuto che Apple dovrebbe creare la backdoor solo per permettere le indagini sull'attentato di San Bernardino, senza che questo possa costituire un precedente per casi meno importanti. Huawei, dal canto suo, ha sostenuto che ogni produttore dovrebbe mettersi a disposizione dell'Autorità giudiziaria, qualora questa ne faccia richiesta.  Invece, il fondatore di Telegram, Pavel Durov, si è schierato dalla parte di Apple, sostenendo che se ben 100 milioni di persone hanno scelto il suo client in luogo di quelli alternativi è proprio perché tutela il diritto alla privacy.

La questione, quindi, si fa sempre più intricata, tanto da dividere l'opinione pubblica americana: persino i parenti delle vittime dell'attentato si sono divise sul punto. Ad esempio, la madre di uno dei ragazzi morti in seguito all'attentato si è schierata a favore di Apple, sostenendo che il diritto alla privacy contribuisce "a rendere grande l'America", mentre alcuni sopravvissuti sostengono esattamente il contrario.

Il caso rappresenta l'ultimo episodio in una disputa che dura da molto tempo tra le aziende tecnologiche e le forze dell'ordine nella decrittazione dei messaggi cifrati. I funzionari del governo hanno avvertito che l'uso esteso di crittografia ostacola la sicurezza nazionale e le indagini penali. Esperti di tecnologia e sostenitori della privacy contestano tale posizione del governo, sostenendo che l'indebolimento della crittografia al fine di contrastare le attività criminali avrebbe come effetto solo quello di rendere i dati privati più vulnerabili agli attacchi degli hacker, minare la sicurezza di Internet e dare un vantaggio competitivo alle imprese di altri paesi. 

Ma in questo caso……così cruento  o in casi simili, leggere le modalità con le quali si è attuato l’attentato……, deve proprio prevalere la Privacy? Personalmente pur arrivando dal mondo Internet dove ne ho sempre difeso la piena libertà , bene su questo caso…..ho difficoltà a schierarmi con chi difende la Privacy.

 

Inserito il:25/02/2016 16:54:07
Ultimo aggiornamento:11/03/2016 09:52:33
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