Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni dei cookie clicca su Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK, ho capito]
Aggiornato al 26/09/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Paul David Bond (1964 – Guadalajara Mexico) – Happiness in Perpetuity

 

Le parole belle: felicità.

di Gianni Di Quattro

 

È bello amare le parole perché le parole hanno la forza di interpretare il pensiero e perché consentono di elaborare una emozione e trasformarla in una sensazione, di assorbirla, di sentirla, di sapere come registrarla e di come richiamarla in ogni momento.

Tutte le parole sono belle dunque, ma alcune sono più belle di altre, sono quelle che al solo pensarle, nel pronunciarle rimescolano dentro di noi sentimenti e pensieri, spingono verso la bellezza e cioè verso la vita. Forse il fascino delle parole dipende anche dal fatto che sono femmine ed è nella loro natura sedurre.

Una parola bella, affascinate, amata e sospirata è felicità.

Ecco dire felicità, solamente dire questa parola si sorride senza accorgersene, sembra di vedere gente sorridere e di sentire questo sorriso rimbombare nella propria mente. Felicità non è una cosa definibile, anche se su vari dizionari come su vari testi se ne trovano spiegazioni e riferimenti. Tutti a partire dai grandi filosofi, come Platone, ci hanno provato per farci capire cosa è e cosa si prova se c’è. Ma la verità è che si tratta di un esercizio difficile, forse persino inutile.

Felicità è quello stato personale che fa pensare alla parola felicità senza bisogno di cercarla e che a sua volta fa capire che c’è felicità. Un testa coda della natura di straordinaria genialità. Si tratta di una condizione di benessere provocata dal piacere di essere in un luogo, dalla vicinanza di una persona, dalla conclusione di un percorso personale o professionale, dal sapere capire e apprezzare quello che si ha e che si sta vivendo.

La felicità non è una cosa che ha una durata, un termine e un inizio, che si sa dove trovare e mantenere. La felicità è la rappresentanza più evidente della impermanenza, della dinamica, del cambiamento, dell’alternarsi di momenti e di sensazioni che riempiono la nostra vita, alcuni bellissimi, spesso senza che ce ne accorgiamo e senza che riusciamo a capirlo per goderli in tempo.

Ci sono quelli che vivono all’erta sempre pronti a prendere i momenti di felicità che arrivano e quelli che si distraggono magari pensando di arrivare dove hanno pensato di trovare la felicità, mentre la hanno persa strada facendo. I primi hanno la filosofia nel sangue ed hanno lungamente riflettuto. I secondi hanno quello che molti definiscono il successo nel sangue e hanno solo copiato le illusioni diffuse.

La felicità dunque è un modo di essere di fronte al mondo, nel cortile virtuale dove tutto passa e dove si possono incrociare e scegliere sentimenti vari dall’odio all’amicizia, dal piacere di vincere a quello di vivere, dal piacere di conoscere e partecipare a quello di contemplare, dall’amore ai suoi tanti surrogati. Dipende da ciascuno di noi e per questo si dice che ogni uomo è arbitro del proprio destino, nel senso che la felicità va cercata e costruita in modo assolutamente personale.

Ed ancora la felicità non dipende dalla classe sociale, dai denari posseduti, dal luogo in cui si dimora, ma appunto solo dal proprio approccio alla vita, dalla voglia di averla, dal desiderio di considerarla importante. E non è invece solamente un premio destinato a coloro che perdono secondo gli standard più comuni di pensiero e che così si possono consolare con la illusione della felicità, come molti che si considerano protagonisti della vita ritengono.

Felicità è una parola bellissima, perché non solo provoca un grande piacere al pronunciarla, ma anche perché racchiude una filosofia, una interpretazione dello stare al mondo, indica le priorità, consente di capire come prenderle e rincorrerle, di goderle. E rappresenta l’unico sistema vero, profondo per classificare e capire e giudicare le persone, proprio in relazione a come amano, prendono o lasciano la felicità. Infatti, essa non è un paradiso oltre la vita, ma è il viatico sublime per sentire e stare nella vita.

Tutto in una parola!

Inserito il:21/06/2016 11:27:59
Ultimo aggiornamento:21/06/2016 11:32:02
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
Questo sito utilizza cookies.
Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology