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Aggiornato al 26/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) – Valori plastici (1929 ca)

 

Le idee e i contributi della Community “Progettare Insieme. Tecnologia organizzazione Lavoro”

di Federico Butera[1]

 

C’è chi pensa che nella Quarta Rivoluzione Industriale la “gara delle macchine contro il lavoro” sia già persa e che ci aspetta una jobless society, una società senza lavoro. Noi crediamo che invece di una gara sarà possibile una nuova alleanza fra uomini e tecnologie, e che sarà possibile valorizzare il lavoro: piena occupazione di qualità e professionalizzazione di tutti.

Non bastano le manovre economiche e giuridiche per favorire l’occupazione: occorre creare lavoro di qualità nelle organizzazioni e nelle professioni. Non ci sono ricette e soluzioni buone per tutti.

Come? La Quarta Rivoluzione Industriale si baserà su tre pilastri: non solo le tecnologie digitali abilitanti ma anche i modelli innovativi di impresa e di organizzazione e le forme di lavoro qualificato che aumenteranno il valore economico e sociale di ogni unità di prodotto.

I tre pilastri di ogni sistema grande e piccolo andranno costituiti attraverso processi di progettazione congiunta e partecipata di tecnologia, organizzazione e lavoro, joint design of technology, organization and people growth.

La Quarta Rivoluzione Industriale offre l’opportunità di progettare e realizzare nuove idee di lavoro e di organizzazione. È possibile progettare, insieme alle tecnologie digitali, forme nuove di impresa e organizzazione agili, reticolari e a responsabilità distribuita. È possibile progettare ruoli, mestieri, professioni “ibridi” e “aumentati” in virtù della rivoluzione digitale: essi nella concretezza e varietà dei processi produttivi e nella realtà della vita delle persone rappresenteranno nuove idee di lavoro valide, solide, decenti, come per esempio lo furono i lavori artigiani nel Rinascimento, le professioni nell’Ottocento e il lavoro della conoscenza degli ultimi decenni del Novecento.

Potrà essere promossa una professionalizzazione di tutti, per effetto della valorizzazione del lavoro e della crescita continua delle competenze.

Queste organizzazioni e lavori di nuova concezione creano valore economico e sociale sono i principali vettori dello sviluppo sostenibile e la principale arma contro la disoccupazione e la sotto occupazione.

I processi di progettazione e realizzazione delle imprese, pubbliche amministrazioni, piattaforme, ecosistemi, città, territori adotteranno nuove metodologie (forse una nuova sociotecnica) che tenderanno a perseguire insieme obiettivi multipli di economicità, sostenibilità, qualità della vita, con la partecipazione di tutti i soggetti collettivi e delle persone. Il tutto all’interno del nuovo quadro normativo e culturale capace di perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs Sustainable Development Goals).

Questi processi di progettazione consentiranno all’Italia una modalità di sviluppo attraverso grandi e piccoli progetti di innovazione a 360°, a cui partecipino in varia forma gli stakeholder e soprattutto le persone, i lavoratori e i clienti: in sintesi una Italy by design, una Italia sviluppata attraverso progetti.

Purtroppo mentre le STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) stanno guidando questi sviluppi a una velocità senza precedenti, le scienze dell’organizzazione e del lavoro e le relative realizzazioni procedono a un passo troppo lento. Qualcuno dice che esse rappresentano le aree grigie o fumose della Quarta Rivoluzione Industriale. Le metodologie di progettazione e sviluppo d’altronde sono monopolizzate dai fornitori di tecnologia. È un grande rischio, soprattutto per l’accesso delle PMI e della PA alla Quarta Rivoluzione Industriale. Un rischio evitato dai non pochi innovatori - direttori di produzione, ingegneri, tecnici, ma anche sindacalisti, esperti, ecc. - che portano avanti un approccio ragionato e bilanciato, attento alla valorizzazione dell’organizzazione e del lavoro. Si tratta di supportarli e di diffonderne i risultati e gli apprendimenti.

A differenza dei programmi in corso in Germania, Francia, Scandinavia oggi i piani di supporto alle imprese si sono concentrati prevalentemente sulle tecnologie; le informazioni sulle innovazioni sono imprecise e scarsamente utilizzabili dagli innovatori; la formazione digitale non ha ancora trovato strade condivise e efficaci; la partecipazione non dispone di modelli operativi e condivisi. Politiche industriali e educative devono ancora essere realizzate davvero per aiutare le imprese e i lavoratori a rafforzarsi nella transizione.

Il dibattito attuale si concentra per lo più su casi come Google, Apple, Amazon, Facebook, Airbnb, giganti che non stanno adottando modelli di progettazione congiunta e partecipata: ad esse le imprese italiane non possono oggi sostituirsi. La Quarta Rivoluzione Industriale sta marciando, spinta dalle grandi imprese multinazionali tecnologiche, ma troverà la sua realizzazione in grandi e medie imprese di produzione e di servizi, ben rappresentate in Italia. Ci sono in Italia moltissimi casi virtuosi che sviluppano insieme tecnologie abilitanti, organizzazioni efficaci, efficienti e sostenibili, lavori professionalizzati.

Senza dover rinnovare nostalgie della Olivetti di Adriano Olivetti, aumentano in Italia i casi di esperienze condotte da imprese che hanno sviluppato un originale modello di Italian Way of Doing Industry, centrato su simbiosi con il mercato, internazionalizzazione, alto livello tecnologico, cura delle risorse umane, organizzazione flessibile, governance rafforzata. È il caso di imprese poi diventate grandissime come Ferrero e Luxottica, Zambon, Esaote. È il caso di imprese medio-grandi internazionali come Illy, Frau, Tecnogym, IMA, Cucinelli e altre. È il caso anche di imprese medie in grande espansione come Bonfiglioli, H Farm, Cefriel, Loccioni.

Programmi pubblico/privato a dimensione territoriale che hanno il loro focus nella creazione di impresa e di lavoro qualificato sono per esempio il “Patto per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna”, che mette insieme tutti gli stakeholder del territorio concordando un obiettivo condiviso quale la riduzione del tasso di disoccupazione dall’11 al 5%; il “Programma Manifattura Milano”, in cui le politiche del Comune mirano alla reindustrializzazione della grande città attraverso innovative forme di impresa, lab, community, adottando tecnologie digitali e valorizzando lavori artigiani e intellettuali vecchi e nuovi.

Studi e ricerche su questi e altri casi sono stati pubblicati da Berta, Magone e Mazali, Segantini, Bartezzaghi, Pero, Ponzellini, Secchi, De Toni e Rullani, Seghezzi.

I partner della Fondazione Irso (Sebastiano Bagnara, Federico Butera, Giorgio De Michelis, Sebastiano Di Guardo, Gianfranco Dioguardi, Roberta Morici, Paolo Perulli, Alessandro Sinatra) insieme con Edoardo Segantini e Ruggero Cesaria si assumono la responsabilità di promuovere una più vasta Community denominata “Progettare Insieme. Tecnologia Organizzazione Lavoro”. https://irso.it/community-progettare-insieme/

Essi impegnano in questo progetto la propria reputazione e lunga esperienza maturata in imprese olivettiane, scuole di formazione prestigiose, progetti sociotecnici e partecipati, comunità scientifiche interdisciplinari. Ciò facendo, continuano un lungo percorso. Nella seconda rivoluzione industriale (quella del superamento delle catene di montaggio chapliniane) avevano contribuito a progettare i team autoregolati di produzione e ricerca, cominciando dalla Olivetti, e avavano partecipato all'International Council for Quality of Working Life, guidato da Trist, Emery, Davis, Thorsrud del Tavistock Institute. Nella terza rivoluzione industriale (quella dell'automazione di fabbrica) avevano contribuito a progettare complessi sistemi socio-tecnici in produzione e nei servizi come il Nuovo Treno Medio della Dalmine e il sistema di Customer Care della Vodafone e avevano contribuito ai lavori sull'automazione dell’ILO/BIT di Ginevra, dell'European Council for the Improvement of Living and Working Condition di Dublino. Il convegno internazionale su Joint Design of Technology, Organization and People Growth organizzato dall’istituto Irso fu straordinario sia perché con cento protagonisti internazionali aveva tratto un primo bilancio di questi progetti e studi, sia perché si svolse dentro gli stupefacenti affreschi di Tintoretto nella Scuola Grande di San Rocco a Venezia. Ora, di fronte a una velocissima Quarta Rivoluzione Industriale che prospetta rischi ma anche opportunità enormemente più grandi per il lavoro, sentiamo l'obbligo di dare ancora un contributo insieme alle molte persone e istituzioni che stanno lavorando in modo avanzato sulla progettazione congiunta e sulle politiche industriali e del lavoro.

La Community è un think tank, indipendente, apartitico, senza fine di lucro costituito da persone che sono champion del campo del progettare insieme sistemi integrati con ambiziosi obiettivi multipli e insieme con gli stakeholder. Gli aderenti alla Community sono studiosi, imprenditori, pubblici amministratori, sindacalisti, insegnanti, giornalisti di diverse appartenenze disciplinari, culturali e politiche ma tutti accomunati da elevata competenza, reputazione e visibilità e dal rilievo dei contributi generati negli anni nelle politiche e nella progettazione del lavoro, organizzazione, tecnologie. La partecipazione alla Community è personale e non avviene in rappresentanza della impresa, associazione, università, giornale, partito, sindacato di appartenenza. L’adesione è senza oneri economici.

La Community è un nodo di promozione e connessione di diversi network, un sounding board non in alternativa ma di supporto alle diverse comunità: un nodo che non ha altro interesse se non quello di diffondere buone pratiche e di contribuire a far accadere le cose.

La Community non ha un suo budget e non svolge direttamente operazioni di ricerca, consulenza, formazione ma promuove il dialogo e diffonde le attività e i progetti delle persone e delle altre comunità con cui è in contatto, anche attraverso i partner aderenti.

L’adesione alla Community è su invito , avviene su base personale e non contempla alcun contributo economico. L’attività della Community non prevede investimenti poiché non svolge direttamente attività ma sostiene e diffonde le iniziative virtuose in linea con il suo manifesto. Ogni membro della Community inoltre, se vuole, può contribuire a progettare, realizzare, diffondere specifiche attività in linea con il Position Paper, a cui eventualmente può chiedere il contributo di uno o più membri della Community.

 

Le persone della Community

I promotori

Federico Butera, Fondazione Irso e Professore Emerito Università Bicocca; Federico Maria (Fredi) Butera, Fondazione Irso e Professore Emerito Politecnico di Milano; Sebastiano Bagnara, Fondazione Irso , Vice Segretario International Ergonomic Association, Università di San Marino; Ruggero Cesaria, Manager; Giorgio De Michelis, Fondazione Irso e Professore Senior Università Bicocca; Sebastiano Di Guardo, Fondazione Irso e Direttore Azienda Multiservizi Farmacie; Gianfranco Dioguardi, Fondazione Irso e Presidente Fondazione Dioguardi; Roberta Morici, Fondazione Irso e Cefriel; Paolo Perulli, Fondazione Irso e Ordinario Università del Piemonte Orientale; Edoardo Segantini, Corriere della Sera; Alessandro Sinatra, Fondazione Irso, già Rettore LIUC.

Hanno aderito finora

Luca Attias, Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale; Carlo Batini, Professore Ordinario Università Bicocca; Emilio Bartezzaghi, Professore Ordinario Politecnico Milano; Stefano Battini, Presidente SNA Scuola Superiore dell’Amministrazione; Luca Beltrametti, Direttore del Dipartimento di Economia, Università di Genova; Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM CISL; Patrizio Bianchi, Assessore alla Ricerca, Formazione e Lavoro Regione Emilia-Romagna, già Rettore Università di Ferrara; Massimo Bonini, Segretario Camera del lavoro di Milano; Tiziana Bocchi, Segretario Nazionale UIL; Paolo Borzatta, The European House-Ambrosetti; Armando Branchini, Vice Presidente di Altagamma; Vittorio Campione, Direttore Astrid; Antonio Calabrò, Consigliere Delegato e Direttore Fondazione Pirelli; Federico Cabitza, Università di Milano Bicocca; Carlo Calenda, già Ministro dello Sviluppo Economico; Carlo Carraro, Presidente Fondazione Nord Est, già Rettore Cà Foscari; Mimmo Carrieri, Professore Ordinario Università Sapienza; Carlo Castellano, Membro del Consiglio Superiore della Banca d’Italia già, Presidente di Esaote; Mauro Ceruti, Professore Ordinario IULM, già Senatore; Mauro Chiassarini, Vice Presidente di Assolombarda; Alberto Cipriani, Responsabile Organizzazione del Lavoro FIM CISL; Vincenzo Colla, Segreteria Generale CGIL; Angelo Colombini, Segreteria Generale CISL; Claudio Cominardi, Sottosegretario di Stato al Lavoro; Mariano Corso, Ordinario di Ingegneria Gestionale e Responsabile Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano; Giovanni Costa, Professore Emerito di Economia Università di Padova e Membro del Board of Directors Intesa San Paolo; Nicola Costantino, Ordinario di Ingegneri Gestionale e già Rettore Politecnico di Bari e già Amministratore Unico Acquedotto Pugliese; Mariano Corso, Ordinario di Ingegneria Gestionale Politecnico di Milano; Luca De Biase, giornalista Sole 24 Ore; Domenico De Masi, Professore Emerito Università Sapienza Roma; Francois De Brabant, Vice Presidente di Jakala Group, già fondatore di Between e Reseau; Alberto De Toni, Rettore Università di Udine e Segretario Generale CRUI; Dario Di Vico, Corriere della Sera; Riccardo Donadon, Presidente H Farm; Francesco Raphael Frieri, Direttore Generale CFO, Real Estate, HR, Organization, EU policies, ICT, Local Government della Regione Emilia Romagna; Alfonso Fuggetta, Professore Ordinario Politecnico di Milano e Amministratore Delegato e Direttore Scientifico di Cefriel; Paolo Gubitta, Ordinario di Organizzazione Aziendale Università di Padova; Domenico Favuzzi, Presidente Exprivia-Italtel; Alessio Gramolati, responsabile coordinamento delle politiche industriali CGIL nazionale; Andrea Illy, Presidente Illycaffè SpA, Presidente Altagamma; Nicola Intini, Manager Bosch Ravensburg, Task Force Federmeccanica 4.0; Bruno Lamborghini, Presidente Prometeia, già Vice Presidente Olivetti; Marco Leonardi, Professore Ordinario di Economia Università di Milano, già Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Gianluigi Mangia, Ordinario Università Federico II e Docente stabile della SNA, Membro del Direttivo dell’EGOS; Franca Olivetti Manoukian, Psicosociologa; Mauro Magatti, Professore Ordinario Università Cattolica; Annalisa Magone, Presidente Torino Nord Ovest; Giovanni Mari, Ordinario di Filosofia Università di Firenze; Marcello Martinez, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale Università della Campania e Presidente di Assioa; Giorgio Merli, Vicepresidente di Efeso International; Stefano Micelli, Professore Ordinario Università Cà Foscari; Enzo Mingione, Professore Emerito Università di Milano Bicocca; Serafino Negrelli, Professore Ordinario Università Bicocca; Emilio Paccioretti, Senior Manager FAI; Marco Panara, La Repubblica; Adalberto Perulli, Ordinario di Diritto del Lavoro Università Cà Foscari; Monica Poggio, Amministratore Delegato Bayer Italia; Annamaria Ponzellini, Apotema Etica ed Economia; Gianfranco Rebora, Professore Ordinario LIUC già Presidente ARAN; Enzo Rullani, Professor of Knowledge Economy Venice International University; Maurizio Sacconi, già Ministro del Lavoro; Sergio Scamuzzi, Ordinario di Sociologia e Prorettore Università di Torino; Raffaele Secchi, Dean Business School LIUC; Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione Adapt; Luigi Serio, Docente Università Cattolica; Luca Solari, Ordinario Università Statale di Milano; Cristina Tajani, Assessore Comune di Milano a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane; Michele Tiraboschi, Professore Ordinario di Diritto del Lavoro Università di Modena e Reggio Emilia, Coordinatore Scientifico Adapt; Francesco Tomasone, Docente SNA e Corte Costituzionale; Sergio Tosato, già AD Tenaris; Francesco Venier, Associate Dean MIB Trieste School of Management; Giorgio Ventre, Ordinario di Sistemi Informativi Università di Napoli Federico II, Direttore della Developer Academy Apple di Napoli; Danilo Viviani, Presidente Core Consulting.

 


[1] Professore Emerito di Scienze dell’Organizzazione Università di Milano Bicocca e Roma Sapienza. Presidente Irso- Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi. Direttore di Studi organizzativi. Già Dirigente della Olivetti.

 

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Inserito il:14/12/2018 15:49:49
Ultimo aggiornamento:14/12/2018 16:11:19
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