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Aggiornato al 18/10/2018

Kume Bryant (Contemporary, Tucson, Arizona) - Artificial Intelligence -2013

 

Nel Futuro, ragionevolezza o dissenno?

di Davide Torrielli

 

Prendo spunto dal recente articolo di Federico per darne seguito e contribuire all’analisi di un quasi ventenne, con una di un quasi 52enne.

L’energia che alimenta tale articolo è certamente indiscutibile e si fonda da un lato sulla conoscenza tecnica dell’argomento e dall’altro su di una visione evolutiva del mondo forse un po’ troppo utopista ma non potrebbe essere diverso.

Le due visioni vanno coniugate con altre due altrettanto importanti, se non di più, a delineare il tavolo della interessantissima discussione.

La terza gamba deve per forza essere l’etica a cui rispondere sempre in un processo a divenire, la quarta, invece, attiene strettamente alla ragionevolezza, concetto cui chi scrive, attribuisce un valore preminente.

Niente da eccepire sul sistema di identificazione personale tramite chip, indifferentemente con una o l’altra tecnologia che in tutti i casi nascono sempre come le migliori e le più sicure, per poi rivelare l’aspetto contrario; niente da eccepire anche al concetto di BCI Brain Computer Interface, andando a inserire un intermedia element tra il nostro cervello, quindi noi nel vero senso della parola, ed il mondo che ci circonda, perseguendo l’aspetto del miglioramento di questo rate o la compensazione, meglio, di deficit di qualsiasi natura.

Bene va meno, invece, quando entra in gioco il concetto di terza e quarta gamba: l’etica valida l’evoluzione e non è un concetto soggettivo, critica che mi aspetto: l’etica è chiara evidente ed intramontabile e non lascia spazio a molte interpretazioni se non a chi vuol farne un uso malsano. L’etica ci dice che iniettare dei microchip per andarli a posizionare in corrispondenza di incroci gangliari per gestire le sinapsi, è una pratica deleteria e non va affatto perseguita neanche teoricamente. La moderazione, gestione, esaltazione e controllo del traffico elettrico e sinaptico è un vero ed autentico obiettivo criminale ed eticamente deprecabile.

L’uso invece della pratica simile tecnicamente ma eticamente positiva di applicare chip esterni od anche interni per la compensazione di disturbi encefalici quali i vari Morbi di Alzheimer o Parkinson, così come l’autismo o l’epilessia, mi trovano perfettamente d’accordo. Il progresso etico come spinta al colmare lacune umane sì, il controllo delle emozioni da parte dei managers dei social, no.

Difficile è vederne il confine e l’etica in questo è lo strumento principe, strumento non proprio nella disponibilità continua e consapevole di noi poveri uomini, di qui il grande dubbio. Quello che in legge si chiama invece in de negata ipotesi, o subordine che dir si voglia, possiamo avanzare come strumento più umano è la quarta gamba ovvero la ragionevolezza, principio meno serio ed autorevole, più aleatorio quanto importante!

La valutazione di persone che si sono fatte impiantare chip nelle caviglie per essere cyborg in grado di percepire i terremoti meglio dei sismografi la dice lunga su come sia facile in un colpo solo, infrangere etica e ragionevolezza oltre a delineare nuove turbe da curare.

Parallelamente occorre inoltre avere chiaro, molto chiaro, quello che sia il mondo e le sue necessità, i suoi problemi e le priorità: sì le priorità. Un pianeta che vede le sue acque diventare plastica, i pesci sparire, il petrolio prendere il posto delle acque cristalline, le falde freatiche diventare sacche di cromo esavalente, la desertificazione che si mangia terreni una volta fonte di vita, milioni di persone che si spostano da dove sono con il solo fine non di scappare da guerre che non esistono o esistono in minima parte, ma per stare meglio e poter sculettare come le veline e andare allo stadio la domenica con la macchina nuova presa a rate.

La fame, la sete, l’aria ammorbata, la mancanza di fede e non solo quella musulmana o cristiana, ma il credere in qualcosa e non sto parlando di religione. Uomini tecnologici in grado di muoversi a 5 o 6g ma senza il necessario bagaglio emozionale, lasciato a terra per correre più veloce. No, così non funziona. Occorre coniugare i chip con il grano e le coltivazioni, il pane caldo con le moderne tecnologie satellitari e l’intervento dell’uomo sull’uomo con etica e ragionevolezza, concetti che, consentitemi, scarseggiano sugli scaffali di Amazon, Facebook, Tesla e quant’altri.

L’amore non ha unità di misura e non si vende né acquista.

Mancano conoscenze per gestire strumenti che stanno generandosi senza il necessario manuale di uso e manutenzione. Non leggendo le istruzioni, si rischia di usare male le nostre macchinette …

Non vedo corrispondenza tra la sconfitta dell’analfabetismo e la conoscenza avanzata in poche curate ed incremate mani, prive di cicatrici e segni del tempo; poca corrispondenza tra chi manovra e le necessità del mondo ben lontane dai chip, dalla fibra, dalla BCI.

Troppo si fa da una parte, troppo poco dall’altra e la grande ed immensa fisica, insegna che quando un sistema manca di equilibrio, crolla.

Per tornare a noi, belle cose, innovative, interessanti ed utili ma poco al servizio dei tanti che ne hanno bisogno e tanto al servizio degli eletti, sempre meno e sempre più colti.

Lavorare per creare cervelli con QI di mille e più o lavorare per essere felici? Non sempre o meglio, quasi mai, le due cose vanno insieme

Chiudo la mia digressione, citando Ford, che non era proprio un cretino quando diceva che la tecnologia è vero progresso quando è per tutti.

Te Curas.

 

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Inserito il:06/04/2018 16:04:28
Ultimo aggiornamento:06/04/2018 16:12:37
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