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Aggiornato al 22/07/2017

Hubert Sattler (Salzburg,1817 – Wien,1904) – Blick auf Luzern

 

Sicurezza del lavoratore isolato (2)

di Pietro Bordoli

 

(Precedente - 1)

 

“Una persona è sola al lavoro quando non può essere vista o sentita da un’altra persona”.

 “Una persona al lavoro è «meno sola» se può contattare sempre qualcuno ed è «più sicura» se può richiedere immediata assistenza”.

 

Nel panorama delle normative che riguardano il lavoro in solitario concepite ed applicate nei diversi paesi europei, una posizione particolarmente significativa è occupata da quanto stabilito in Svizzera dalla SUVA.

Suva (Schweizerische Unfallversicherungsanstalt) è la più importante organizzazione per l’assicurazione dei lavoratori contro gli infortuni e si occupa anche di prevenzione, controllo e consulenza in materia di sicurezza sul lavoro.

La storia della Suva inizia con l'avvento dell'industrializzazione, fonte di enormi cambiamenti nelle condizioni e nei rischi di infortunio sul posto di lavoro. 
La prima tappa fondamentale verso l'istituzione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni risale al 1877 quando, nell'ambito di una votazione popolare, viene accolta la legge federale sul lavoro nelle fabbriche, norma che limita l'orario di lavoro e tutela in particolare i bambini e le donne. 

Nel 1912 entra in vigore la legge che istituisce a livello nazionale l'assicurazione contro le malattie e gli infortuni, obbligatoria per una quota consistente di lavoratori. Nello stesso anno, la Confederazione assegna l'incarico di fondare l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, l'attuale Suva.
Oggi la Suva è la più grande assicurazione infortuni privata della Svizzera. Nella sede principale di Lucerna, nelle 18 agenzie sul territorio nazionale e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion occupa circa 4200 collaboratori.

Alcune cifre:127.000 imprese assicurate per una massa salariale di 143,5 miliardi di franchi svizzeri; 4,2 miliardi di premi e corrispondenti prestazioni assicurative, 2milioni di persone assicurate.

I rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della Confederazione Helvetica siedono nel Consiglio di amministrazione della Suva la quale si autofinanzia, non gode di sussidi e i suoi utili di bilancio ritornano agli assicurati sotto forma di riduzioni del premio assicurativo.

In una pubblicazione specifica, la cui data di prima edizione risale al luglio del 2014, Suva tratta in modo esauriente ed approfondito la tematica della possibile pericolosità del lavorare da soli, illustrando a quali condizioni una persona impiegata nel settore dell’artigianato o dell’industria è autorizzata a lavorare da sola.

Il documento contiene informazioni sui requisiti che devono soddisfare le persone tenute a lavorare da sole e i piani di emergenza in base alle disposizioni di legge e all’esperienza.

La mancanza di contatto con i colleghi può infatti aumentare considerevolmente il rischio di infortunio e la solitudine può a volte causare, oltre a quello fisico e intellettuale, anche un notevole stress psichico (sensazione di isolamento o in particolari condizioni addirittura paura).

Di fronte a eventi eccezionali aumentano le probabilità di prendere decisioni sbagliate, commettere errori o agire in modo potenzialmente più pericoloso.

In condizioni normali si presuppone, in caso di infortunio o di fronte a una situazione critica, la possibilità di prestare soccorsi immediati. Per chi lavora da solo questo aiuto tempestivo non è più garantito: le conseguenze di un infortunio o di una situazione critica possono risultare notevolmente peggiori.

Si è di fronte a una «situazione critica», ad esempio, quando una persona non riesce più ad aprire con la propria forza la porta di una cella frigorifera. Questa persona non deve essere necessariamente ferita: ciò che le occorre è un aiuto immediato. Pertanto, con un piano d’allarme e apparecchi adeguati bisogna fare in modo che una richiesta di aiuto giunga ai soccorritori in modo tempestivo e sicuro.

 

Matrice dei rischi

Probabilità

A  frequente                   più di 1 volta al mese

B  occasionale                  da 1 x all’anno a 1 x al mese

C  raro                            da 1 x ogni 5 anni a 1 x all’anno

D  improbabile                   da 1 x ogni 20 anni a 1 x ogni 5 anni

E  praticamente impossibile da 1 x ogni 100 anni a 1 x ogni 20 anni

 

Gravità del danno

V molto bassa              ferita lieve senza interruzione del lavoro

IV bassa                       ferita curabile con interruzione del lavoro
III media                       invalidità lieve
II alta                            invalidità grave

I molto alta                   decesso

Utilizzando la matrice dei rischi sopra riportata si può stabilire se un’attività isolata è consentita e quali sono le misure da rispettare. Il rischio è determinato in base alla gravità del danno ed alla probabilità di accadimento. La gravità del danno è suddivisa in 5 categorie: dalla ferita lieve che non comporta alcuna interruzione del lavoro fino alla morte.

La gravità del danno deve essere determinata a partire dal pericolo più grande connesso all’attività lavorativa, senza tenere conto di eventuali problemi di salute personali. Questi sono esclusi dall’analisi perché il datore di lavoro deve impiegare solo persone idonee dal punto di vista fisico, psichico e intellettuale.

Anche la probabilità è suddivisa in 5 categorie. La stima riguarda 1000 lavoratori che svolgono la stessa attività. Le cifre riportate nella tabella sono puramente indicative.

 

Misure da adottare

In base a questi due criteri si può stabilire quali misure bisogna adottare per un determinato posto di lavoro/attività tra quelle descritte da 1 a 4. Lo scopo della matrice è di indicare la situazione specifica di pericolo connessa al lavoro in questione. Stimando la probabilità di accadimento di un infortunio unitamente alla gravità del danno, si possono dedurre le misure di protezione necessarie.

 

 

Come già ricordato, bisogna garantire che lavorino da soli solo coloro che sono idonei dal punto di vista fisico, psichico e intellettuale. Impiegare soggetti idonei permette di ridurre la probabilità che le persone tenute a lavorare da sole prendano decisioni sbagliate, commettano errori o si comportino in modo pericoloso. Il datore di lavoro deve quindi dedicare un'attenzione particolare nella selezione delle persone adatte a svolgere l’attività lavorativa in questione.

Queste ultime devono conoscere esattamente il loro compito, aver compreso perfettamente la formazione ricevuta ed essere in grado di capire tutte le eventuali istruzioni o indicazioni scritte.

Certi lavori sono peraltro talmente critici (ad esempio lavori in zone o con sostanze che possono provocare svenimenti da esalazioni tossiche o per carenza di ossigeno) che la persona in servizio deve essere sempre sorvegliata direttamente da un’altra persona che ha unicamente questo incarico e non può svolgere altri compiti.

Per questi casi occorre elaborare misure di intervento particolari con la collaborazione di specialisti della sicurezza sul lavoro.

I mezzi di soccorso necessari devono essere messi a disposizione sul posto prima di iniziare i lavori. In caso d’infortunio o di fronte a una situazione critica, il sorvegliante deve dare immediatamente l’allarme e quindi deve essere istruito, prima di iniziare i lavori, sui possibili pericoli, sui compiti di sorveglianza e su come prestare i primi soccorsi.

 

 

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Inserito il:16/05/2017 17:59:53
Ultimo aggiornamento:14/06/2017 12:51:25
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