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Aggiornato al 13/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Roz Abellera (Contemporaneo - Florida) - The Network

 

Rischio tumori dal 5G

I telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo amianto!

di Achille De Tommaso

 

Le radiofrequenze dei cellulari hanno altissima probabilità di essere cancerogene. Su basi scientifiche, uno stuolo di scienziati e ricercatori, ritiene che i rischi siano considerevoli.

I “negazionisti” del rischio non affermano che non vi sia pericolo: dicono solo che non vi sono abbastanza evidenze. Ma queste evidenze, come vedremo, ci sono e sono scientificamente provate.

***

Finora l’attenzione pubblica sul 5G si è concentrata sui piani delle compagnie di telecomunicazioni per installare milioni di piccole torri cellulari su pali elettrici, su edifici pubblici e su scuole, su fermate dell'autobus, in parchi pubblici e ovunque altro.

Pochissima attenzione è stata dedicata ai possibili danni per la salute che ne riceveranno i cittadini.

Di allarmi per danni alla salute, causati da onde radio, ve ne sono stati parecchi in passato, e, in vari casi, i danneggiati hanno vinto cause nei tribunali. Ma col 5G il pericolo aumenta, e difficilmente può essere scongiurato. Ma aumenta anche il silenzio da parte di media e organizzazioni ambientaliste. Gli interessi in gioco sono enormi: una guerra USA-Cina (con Europa che sta a guardare), i costruttori che si preparano a produrre apparati sempre più sofisticati e lavorano agli standard; gli operatori che preparano reti e test per le comunicazioni, che coinvolgono IoT, Industry 4.0 e AI. Ultimi, ma non ultimi, i Governi, che hanno venduto profumatamente le frequenze. Il tutto basta e avanza per far tacere media e “Grete” di turno.

Le frequenze per il 5G saranno più alte di quelle per il 4G (soprattutto le millimetriche), la densità di irraggiamento di onde radio che si permetterà col il 5G si innalzerà fino a 61V/m massimi, contro i 6 V/m massimi del 4G. Le onde di lunghezza molto più breve utilizzate per il 5G (700-3700 Mhz e 26 Ghz-millimetriche) renderanno necessario installare un maggior numero di antenne, rispetto al 4G, anche se più piccole. Nelle zone urbane ci potrebbe essere una cellula circa ogni 100 metri lungo ogni strada.

Oltre all’irraggiamento da queste antenne, e dalle eventuali stazioni di terra, vi sarà quello di migliaia di satelliti: il numero totale di satelliti che dovrebbero essere messi in orbita bassa e alta da diverse compagnie è di 20.000.

Mentre per il 4G una buona protezione da radiazioni si ottiene allontanando lo smartphone dalla testa e dagli organi riproduttivi, le onde del 5G saranno ricevute e trasmesse da nuove apparecchiature informatiche, elettrodomestici, automobili, videogames, sensori tattili, ecc. E sarà quindi difficile allontanarle dal corpo.

 

La comunità scientifica lancia allarmi da anni

Grande silenzio sui rischi da parte di media e “attivisti ecologici”, ma grandi e ripetuti allarmi da parte degli scienziati, volti a sensibilizzare le istituzioni sui pericoli del 5G per la salute

L’anno scorso, 2018, fu indetta una petizione negli USA, indirizzata all'ONU, all'OMS, all'UE, al Consiglio d'Europa e ai governi di tutte le nazioni per fermare lo sviluppo del 5G . Al 29 marzo 2019 è stata firmata da 64.000 persone, tra cui 10 scienziati di varie nazioni (1).

Ma già nel 2013, 215 scienziati provenienti da 40 paesi diversi firmarono un appello (2), rivolto all’ONU. I firmatari sono studiosi degli effetti di “radiazioni non ionizzanti” (quelle radio) sul corpo umano; la petizione chiedeva protezione internazionale dall'esposizione a campi elettromagnetici non ionizzanti, i cui effetti includono, ma non sono limitati a: "aumento del rischio di cancro, stress cellulare, danni genetici, cambiamenti del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, eccetera ". Tutte affermazioni scientificamente circostanziate e pubblicate su letteratura scientifica; ma inascoltate. Poi, nel settembre 2017, 170 scienziati di 37 nazioni hanno ripetuto lo stesso appello (3) ; sempre inascoltato.

Mentre, poi, nel dicembre 2018, il sindaco Sala candida Milano ad essere la capitale europea del 5G, non c’è alcuna menzione sulla stampa della moratoria richiesta dai 170 scienziati nel 2017, cui faccio riferimento al link (4), e rilanciata da ISDE Italia (International Society of Doctors for Environment) al nostro Governo a settembre 2017 (5). Tutto passato sotto grande silenzio sia dalla stampa che dagli attivisti ecologici.

E sulla stampa abbiamo letto anche poco del blocco alle sperimentazioni 5G di Bruxelles. Ma non Bruxelles come UE (la UE ha prestato invece 500 milioni a Nokia per il 5G), ma come città. Il 1mo aprile 2019: “C’è l’impossibilità di valutare le emissioni delle antenne utilizzate dagli operatori e quindi mancano informazioni tecniche e scientifiche sul comportamento dei corpi delle persone soggette a queste più elevate radiazioni; e quindi decreto il blocco alle sperimentazioni” ha detto la ministra belga per l’ambiente Céline Fremault.

Interessante una lettera aperta del settembre 2017 (6), del dott. Martin Pall, scienziato esperto di biochimica dei campi elettromagnetici presso la Washington State University, Egli sosteneva che ci sono gravi effetti biologici e sulla salute, compreso un aumento del rischio di cancro tramite mutazioni del DNA, a causa dell'esposizione a reti 5G. La lettera è interessante, anche perché sostiene che la FCC è un "Agenzia Lobbizzata" soggetta ai poteri e alla volontà del settore stesso che dovrebbe regolamentare. Il che ci fa dubitare in genere dell’opinione di molte istituzioni scientifiche e di regolamentazione: perché le prime finanziate spesso dalle aziende e le seconde soggette ai poteri forti.

Nel settembre 2018, il consiglio comunale di Mill Valley (2), in California, ha votato per bloccare lo sviluppo di torri 5G e cellule relative, in aree residenziali in quanto provocano "gravi effetti negativi sulla salute e sull'ambiente causati dalle radiazioni a microonde emesse da queste torri e cellule per il 4G e il 5G”.

Cito a questo punto una delle poche risposte ufficiali che si leggono riguardo a queste petizioni: secondo (7) il “Centers for Disease Control and Prevention”, il pericolo è sovrastimato, "Non esiste alcuna prova scientifica che fornisca una risposta definitiva a questa domanda – afferma il Centro - Sono necessarie e sono in corso ulteriori ricerche prima di sapere se l'uso dei telefoni cellulari provochi effetti sulla salute". (Quindi, non riteneva che sia garantito che non vi siano danni; diceva solo che alcuni studi sono in corso). Da notarsi che, allo stesso link, si legge: “Gli scienziati stanno esaminando un possibile collegamento tra l'uso del telefono cellulare e alcuni tipi di tumore. Un tipo è chiamato neuroma acustico. Questo tipo di tumore cresce sul nervo che collega l'orecchio al cervello. Non causa il cancro, ma può portare ad altri problemi di salute, come la perdita dell'udito. Un altro tipo di tumore che gli scienziati stanno studiando è chiamato glioma. Questo è un tumore trovato nel cervello o nel sistema nervoso centrale del corpo”.

Ma, sorpresa, sorpresa: nello stesso articolo è presente un link, che pare un aggiornamento del pensiero dell’articolista: : https://motherboard.vice.com/en_us/article/bmvvyq/cell-phone-radiation-gave-rats-cancer-now-what riguardo una veramente interessante ricerca condotta dal National Toxicology Program (NTP): “hanno scoperto che queste radiazioni possono provocare il cancro; ora come la mettiamo ?”, titola il giornalista.

 

Verifiche sperimentali confermano le teorie sui tumori

In effetti si è scoperto, da esperimenti condotti su ratti e topi, che le radiazioni in questione procurano tumori. Se ne dà lettura in una delle (a questo punto ennesime) petizioni, aggiornata al 1mo gennaio 2019 (8) ; dove si riassumono così i risultati degli esperimenti dell’NTP (che per inciso sono costati 25 milioni di dollari):”The National Toxicology Program (NTP) concluded in two final reports released November 1, 2018, that there is clear evidence that male rats exposed to high levels of radio frequency radiation, like that used in 2G and 3G cell phones, developed cancerous heart tumors. There was also some evidence of tumors in the brain and adrenal gland of exposed male rats.”

E, nel caso qualcuno obbiettasse che oggi si parla di 5G, aggiunge: ”Raccomandiamo che, in linea con i principi guida delle Nazioni Unite per i diritti delle persone e delle aziende, è necessario, che le tecnologie 5G vengano sottoposte a valutazioni indipendenti circa i danni della salute e della sicurezza prima di essere lanciate.”

Ma lo sapevate che anche gli scienziati italiani sono stati attivati?

Su “Il Fatto Quotidiano” del settembre 2018, si legge: ”c’è attesa per le nuove linee guida sulla sicurezza per l’esposizione all’elettrosmog; depositati i risultati dell’istituto bolognese Ramazzini (9) e dell’americano National Toxicology Program; esse sono al vaglio dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.”

Ebbene sì, ad un istituto italiano fu commissionato uno studio per controverificare i risultati degli studi dell’NTP. Notasi: le citate linee guida dello studio italiane erano già state depositate sei mesi prima che venisse scritto l’articolo; ad oggi sono lì da un anno e non se ne sa niente. E, nel fragoroso silenzio di ONU, EU, stampa, attivisti, ecc…proseguono le sperimentazioni 5G.

Cosa dice lo studio italiano ?

Come detto sopra, Il 22 marzo 2018 si è conclusa la ricerca che l’lstituto Ramazzini di Bologna, attraverso il Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”, ha condotto per studiare l’impatto dell’esposizione umana ai livelli di radiazioni a radiofrequenza prodotti da ripetitori e trasmettitori per la telefonia mobile.

Lo studio è il più grande mai realizzato su radiazioni a radiofrequenza (sic !), il “paper” relativo è disponibile online sulla rivista internazionale “peer-reviewed Environmental Research, edita da Elsevier.

Riporto alcuni passi di questo studio:

I ricercatori dell’Istituto Ramazzini hanno riscontrato aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni; tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta usata per gli esperimenti: 50 V/m. (per il 5G si accettano esposizioni fino a 61 V/m)

Gli studiosi italiani hanno comunque individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: l’iperplasia delle cellule di Schwann sia nei ratti maschi che femmine e gliomi maligni (tumori del cervello) anche a più bassi livelli di radiazione. Lo studio è stato condotto, infatti, anche con dosi ambientali (cioè simili a quelle che ritroviamo nel nostro ambiente di vita e di lavoro) di 5, 25 e 50 V/m: questi livelli sono stati studiati per mimare l’esposizione umana generata da ripetitori.
“L’intensità delle emissioni utilizzate per lo studio è dell’ordine di grandezza di quella delle esposizioni ambientali più comuni in Italia”, tiene a sottolineare la Dott.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini e leader dello studio.

Ripeto: da considerare che i progetti sperimentali di 5G parlano di esposizioni di intensità elettromagnetica di fino a 61V/m.

Entrambi gli studi (di Ramazzini e di NTP) hanno pertanto rilevato aumenti statisticamente significativi nello sviluppo dello stesso tipo di tumori maligni molto rari del cuore nei ratti trattati.

“Il nostro studio conferma e rafforza i risultati del National Toxicologic Program americano; non può infatti essere dovuta al caso l’osservazione di un aumento dello stesso tipo di tumori, peraltro rari, a migliaia di chilometri di distanza, in ratti dello stesso ceppo trattati con le stesse radiofrequenze. Sulla base dei risultati comuni, riteniamo quindi che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) debba rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili agenti cancerogeni, per definirle probabili agenti cancerogeni.”.

“La salute pubblica – prosegue Ramazzini - necessita di un’azione tempestiva per ridurre l’esposizione, le compagnie devono concepire tecnologie migliori, investire in formazione e ricerca, puntare su un approccio di sicurezza piuttosto che di potenza, qualità ed efficienza del segnale radio. Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che i telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo tabacco o il prossimo amianto, cioè rischi conosciuti e ignorati per decenni”, conclude Belpoggi.

Da parte sua, l’Environmental Health Trust americano trae le seguenti conclusioni (10): ”Questo studio di Ramazzini conferma i risultati dello studio di NTP. E’ vero che lo standard 5G è nuovo e non ci sono studi che abbiano esaminato l'esposizione umana a lungo termine. Tuttavia, il corpo di ricerca che ha studiato gli effetti dall'attuale tecnologia wireless sui sistemi viventi, fornisce dati sufficienti per gli scienziati atti a giustificare la richiesta di una moratoria.

 

Di linee guida, quindi, ce ne sono, e sono lì da più di un anno; si può ancora dire che non ci sono evidenze scientifiche ? C’è qualche scienziato che si è preso magari la briga di confutarle non solo a parole?

Le parti interessate finora nello sviluppo del 5G sono state l'industria e i governi; mentre i ricercatori e gli esperti di studi di campi elettromagnetici, che hanno documentato effetti biologici su esseri viventi e sull'ambiente in migliaia di studi, sono stati per lo più esclusi.

Il motivo dell'attuale inadeguato orientamento alla sicurezza del 5G è, molto probabilmente, il conflitto di interessi degli organismi preposti.

***

NOTA 1: Leggi anche mio altro articolo sul tema (il titolo non è quello originale, ma è stato deciso dalla redazione): https://www.key4biz.it/reti-5g-ed-elettromagnetismo-un-dibattito-aperto-che-non-deve-pero-modificare-i-limiti-delle-norme-italiane/253164/

NOTA 2: Governi e organizzazioni che hanno messo al bando o lanciato allarmi sui danni da radiazioni da telefonia cellulare http://www.cellphonetaskforce.org/governments-and-organizations-that-ban-or-warn-against-wireless-technology/

 

RIFERIMENTI:

  1. https://www.5gspaceappeal.org/the-appeal/
  2. https://www.researchgate.net/publication/298533689_International_Appeal_Scientists_call_for_protection_from_non-ionizing_electromagnetic_field_exposure
  3. https://www.actu-environnement.com/media/pdf/news-29640-appel-scientifiques-5g.pdf
  4. https://www.isde.it/richiesta-moratoria-per-le-sperimentazioni-5g-su-tutto-il-territorio-nazionale/
  5. https://drive.google.com/file/d/0B14R6QNkmaXuX19qQ2lMd3ZvRVU/view
  6. https://www.cdc.gov/nceh/radiation/cell_phones._faq.html
  7. https://motherboard.vice.com/en_us/article/pa8bpk/5g-wireless-rekindles-fight-over-cellular-health-risks
  8. https://emfscientist.org/
  9. https://www.ramazzini.org/comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio/
  10. https://ehtrust.org/scientific-research-on-5g-and-health/

 

Inserito il:17/04/2019 19:50:23
Ultimo aggiornamento:17/04/2019 20:07:52
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