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Aggiornato al 23/05/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Ivo Pannaggi (Macerata, 1901 - 1981) - Treno in corsa (1922)

 

Lettera aperta all’amico Achille De Tommaso

da Tito Giraudo

 

Carissimo Achille, intanto devo scusarmi con te per l’accanimento che ho dedicato ai tuoi articoli, non nel merito di questi ma del pregiudizio che vi leggevo dietro e non solo pregiudizio tecnico ma anche politico.

Davide Torrielli, di cui conosco bene il pensiero, ha poi contribuito con il suo plauso a ingenerare in me la tifoseria Si Tav, perniciosa come la No Tav.

Devi però ammettere che in un momento di discussione “calda” sui temi dell’Alta velocità, i tuoi articoli paiono portare carburante alle tesi ideologiche dei No Tav, che conosco bene per aver assistito alla loro genesi politica in Valle Susa.

I NO Tav, nascono da una costola locale di Rifondazione Comunista, a sua volta orfana del PCI cossuttiano e poi dei sommovimenti ideologici per parare il dramma (per loro) del fallimento del Comunismo sotto tutti i punti di vista.

Come sai, non potendo difendere l’indifendibile, una parte della sinistra è diventata verde, ambientalista, libertina e via discorrendo.

Ai Valsusini inizialmente, dava solo fastidio il movimento terra e l’eventuale esproprio di terreni, se l’avessero fatto, il buco, in Val Chisone, nulla avrebbero obbiettato e i rifondaroli si sarebbero rivolti (per ritardare la loro morte politica) alla Valle limitrofa.

Come si sia trasformato il tutto in ideologia antimodernista e ambientalista, senza se e senza ma, ritengo sia un fenomeno di questi tempi dove la politica è diventata simile al pallone e cioè composta da tifosi scalmanati.

Credo converrai con me che l’ultimo degli argomenti per una grande opera, è correre dietro i NO locali che tra l’altro sono stati blanditi anche dalle sinistre non estreme. Se non fosse stato così, un Governo degno di questo nome avrebbe fatto decadere i Sindaci, non per la critica ma per l’opposizione ad una legge dello Stato, quindi probabilmente, si sarebbe scavato di più e oggi il buco sarebbe irreversibile anche per i Grillini.

Ai quali Grillini della Tav non è mai importato nulla, salvo cavalcare tutte le proteste del Paese, compresi i NO TAV.

Ti assicuro che tutti gli argomenti usciti dalla Valle non hanno nulla a che vedere con le analisi che tu riporti. Forse non lo sai, ma inizialmente anche la Lega locale era NO Tav, come una parte del PD, insomma un misto tra localismo e sinistrismo antiprogressista.

Qual è il difetto politico dei tuoi articoli in un momento in cui i Grillini devono salvare la faccia dopo averla abbondantemente persa su altri fronti?

Le analisi che riporti fanno il gioco di chi sta speculando sulla superficialità con cui l’opinione pubblica affronta temi, o che non conosce o che non approfondisce.

Quota cento, reddito di cittadinanza e politica sui migranti, sono puro dilettantismo che servirà solo a far rinascere la peggior sinistra.

Non facciamo in modo che una galleria e un collegamento ferroviario ad alta velocitò facciano la stessa fine.

Converrai che avere una rete TAV nazionale che si blocca ai piedi delle Alpi (per altro a cantieri iniziati e con accordi internazionali e relativi finanziamenti europei) è come minimo da dementi perché alternative non ne esistono.

Ti assicuro, io che la conosco bene, che la linea TO Modane in nessun modo, non solo non può essere utilizzata per l’AV, è obsoleta anche per i treni moderni, la galleria ferroviaria del Frejus (a te che piace fare ricerche) è la stessa di Cavour e prima o poi dovrà essere chiusa.

La pianura finisce a Bussoleno in Italia e a S. Janne de Maurienne in Francia e quindi quel buco è necessario come è necessario l’altro buco quello di Chiusa S Michele per arrivare allo scalo di Orbassano, perché la Tav non può passare in mezzo ai paesi della cintura torinese salvo l’abbattimento di centinaia di condomini con opere per l’inquinamento sonoro faraoniche (altro che quelle della TO MI), tra l’altro l’analisi della Corte dei Conti che critica l’alta velocità ai bordi dell’autostrada ci dovrebbe dire dove si poteva fare altrimenti.

In parole povere vedrai che tutto tornerà come prima e se i Grillini vogliono salvarsi la faccia hanno solo da lasciare il Governo.

Un altro limite dei tuoi articoli è di soffiare sul fuoco dell’antieuropeismo anche se tutto quello che vi è scritto va in direzione di una maggiore integrazione europea. Europa che comunque ora sull’Alta velocità e i relativi corridoi mi sembra abbia le idee ben chiare e se ogni Paese, sul tema, si è mosso disordinatamente ci fa dire come il sovranismo sia pernicioso.

Il raddoppio del Canale di Suez e le nuovissime navi container, stanno cambiando radicalmente la logistica delle merci. Il Pireo, Genova e Trieste stanno diventando tre porti strategici, ma quando arriveranno le nuove navi che trasportano migliaia di container ci vorranno migliaia di autotreni per trasportare le merci di una sola di queste navi, e qui veniamo al punto principale che supera di gran lunga l’analisi TAV passeggeri, che tu e Torrielli, anche giustamente criticate.

Il vero problema del futuro sarà il trasporto delle merci su rotaia e quindi oltre che l’alta velocità c’è bisogno di alta capacità e appunto di alta capacità si parla per la Torino Lione, e se poi tu sai che ci siano altri mezzi per il trasporto di grandi quantità di merci che non siano il mare da una parte e l’alta capacità dall’altra, fammelo sapere. Naturalmente che non siano le bufale sulle autostrade digitali del Giggino nazionale.

Caro Achille, che se non mi sbaglio hai simpatia per la lega di Salvini. Se ti leggi i miei articoli di politica ho scritto che se devo scegliere tra Lega e Cinque stelle, non avrei dubbi a votare la Lega e dopo la svolta Zingaretti, col cavolo che torno a votare PD.

Tuttavia Salvini solo all’apparenza sta spostando l’asse della politica verso il fronte moderato, perché quando la realtà presenterà il conto delle politiche economiche di questo Governo, non credo che gli Italiani lo assolveranno ributtandosi, dalla padella alla brace, nuovamente verso il PD il che sarà l’ennesima iattura. E magari come Lazzaro risorge pure il Berlusca.

Volevo rispondere direttamente al tuo articolo ma poi i pensieri si sono accavallati e quindi ti mando questa lettera aperta, certo non esaustiva del mio pensiero ma almeno provocatoria per sollecitare un dibattito che non è il punto forte, non solo dei lettori ma anche delle firme di Nel Futuro, come se il dibattito politico lo riservassimo alle superficialissime o peggio moralistiche dieci righe su Facebook. Con grande simpatia.

Tito Giraudo

 

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Inserito il:16/03/2019 20:47:54
Ultimo aggiornamento:16/03/2019 20:53:53
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