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Aggiornato al 05/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Roz Abellera (Contemporaneo - Florida)  - The Network

 

Buon lavoro, Diego Piacentini!

di Massimo Biondi

 

C’è una cosa che mi ha sempre un po' disturbato nel mercato delle telecomunicazioni ed effetti collaterali: le lamentele. Diciamo pure piagnistei.

Lamentele intendo quelle che … il mercato … le normative … la politica … le infrastrutture … gli investimenti (pubblici, ovviamente) … eccetera; insomma tutto ciò che non riguarda il malandare eventualmente dovuto ai lamentosi stessi, alla miopia, agli errori o almeno ai ritardi dell’offerta.  

Questo è un mercato eccezionale. Quale altro propone un’innovazione così rapida e intensa? Quale altro si espande così rapidamente? Si espande anche grazie alla sua straordinaria pervasività, alle innovazioni che consente. Credo che non ci sia un solo settore economico i cui piani non prevedano investimenti in tecnologie e in particolare nelle telecomunicazioni, che non “sono” l’innovazione ma che spessissimo ne sono un imprescindibile fattore abilitante.  

Certo possiamo discutere di numeri, di dati di mercato, a condizione di misurare cose significative: si può ancora distinguere le vendite di PC da quelle di tablet e smartphone? O collocare il fatturato di un system integrator nell’informatica come se non riguardasse anche le telecomunicazioni? IBM, Google e Telecom sono nel medesimo business, in molti casi in concorrenza tra loro. Un mercatone, difficilmente segmentabile.  

Ciò nonostante però si può legittimamente assecondare anche l’indole lamentosa, e la categoria con la quale prendersela è fondamentalmente quella degli “italiani”. In questo caso lato domanda.

La domanda spesso non c’è, si sa. Allora l’offerta la deve stimolare, o addirittura creare. Di Thomas J. Watson si dice che negli anni ’40 abbia giudicato che per i grandi computer IBM, della quale era presidente, il mercato mondiale fosse di 5 unità. Poi si è dato da fare.

Va comunque riconosciuto che qualche volta la domanda non solo non c’è, ma quella che potrebbe esserci viene boicottata. Penso ai burocrati pregiudizialmente ostili (a qualunque novità, peraltro). Ci sono anche nel privato, numerosi, ma nel pubblico sono tutelati anche da normative antiquate che per diversi motivi è faticoso aggiornare.

Penso agli impiegati che senza carta e firme in originale non mandano avanti nessuna pratica, ma anche al giudice che ha respinto un’istanza perché gli allegati sono stati forniti in formato digitale. Accade in Italia del Nord, anno 2016. E il processo telematico?

I frenatori sono tantissimi, in Italia, ma dobbiamo andare avanti comunque, dove si può, come si può. Il meglio seguirà.  

Come per i 730 precompilati. L’anno scorso, e un po' anche quest’anno, diffuse lamentele: “ci vuole il PIN” (!); incompleti; troppo complicati. Però ci sono milioni di persone che li hanno utilizzati. E quelli che non sono capaci? Che non hanno il PC a casa? Ignoriamoli. Il precompilato non è un obbligo: vadano al CAF come hanno sempre fatto, che cambia per loro? Però chi vuole e può vada avanti, sfrutti gli strumenti a disposizione. Se poi toglie lavoro a sindacati e commercialisti pazienza. Il cambiamento di solito porta dolori a qualcuno e opportunità ad altri.

A proposito di commercialisti, recentemente ne ho scoperti due, di Milano, che ignoravano la possibilità offerta dal Comune di Milano di procurarsi certificati anagrafici online. Due è una percentuale che va oltre il 50% del mio minuscolo campione.

E che dire dello scarso uso della posta elettronica certificata? Non sarà mica un problema di infrastrutture! Eppure qui si fanno ancora code alla Posta, come prima del computer, altro che produttività!

Perciò parliamo di un settore fantastico, con prospettive straordinarie, in Italia rallentato nel suo sviluppo da pigrizia mentale, conservatorismo, disinteresse, riluttanza all’adozione di elementi innovativi. Se siamo in fondo alla classifica DESI io dico che in gran parte è per colpa nostra. Perciò: buon lavoro a tutti, ma soprattutto a Diego Piacentini!

 

Inserito il:18/05/2016 12:56:07
Ultimo aggiornamento:18/05/2016 12:59:57
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