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Aggiornato al 06/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

James Edwin McBurney (   ?    - 1955) – The Barter – Monona Public Library - Wisconsin

 

Le  Startup:  2 -  Don’t Pay - Sell More,  Il Baratto online.

di Giacomo Cirio

 

Una nuova interessante  Start-up  creata in Torino : www.ibarter.it

Lo scambio di beni e servizi tra imprese e privati viaggia su internet e prende sempre più piede in Italia. La prima piattaforma italiana per il baratto multilaterale online, iBarter, infatti, cresce del 50% all'anno ampliando il numero di imprese e allargando l'offerta.

Il portale (www.ibarter.com) promuove lo scambio di merci e servizi, senza spendere un euro, attraverso la moneta complementare dell’iBcredits sopperendo la richiesta di liquidità delle aziende e creando una rete di interscambio che favorisce l’acquisizione di nuovi clienti e l’aumento del fatturato. Ma come funziona il circuito iBarter? Per ciascuna azienda che aderisce al sistema viene aperto un conto in crediti (iBcredit), come fosse un classico conto corrente bancario.

Ogni azienda propone i propri prodotti o servizi sia mettendosi in contatto con altre aziende e presentando direttamente proposte. A ogni vendita o acquisto, il pagamento verrà effettuato in iBcredits, accreditati o addebitati sul proprio conto. L’unità di misura, ovvero la moneta complementare di iBarter, per semplicità nelle transazioni è equiparata all’euro: 1 iBcredit = 1 euro.

Al momento dell’iscrizione, viene chiesta una fee di ingresso al circuito. "Non attingendo alla liquidità aziendale e al credito bancario, - sostiene il Manager, area marketing iBarter - questo sistema permette non solamente di avere dei vantaggi finanziari, ma anche di essere un utile canale complementare di marketing. Oltre al fatto che le aziende si trovano a pagare - in parte o totalmente - con i loro prodotti o servizi".

"Il pagamento in crediti fornisce maggiori garanzie, riducendo il rischio di insolvenza perché è iBarter che autorizza la transazione e trasferisce gli iBcredits da un cliente a un altro e il credito della vendita è immediatamente disponibile per essere speso presso altre aziende" .

"Viene stimato che solamente negli Stati Uniti siano circa 400mila le imprese che si appoggiano ad un sistema di barteraggio, sviluppando un controvalore pari a oltre 12 miliardi di dollari" sottolineano da iBarter. "Davanti ad una crisi che ha acuito i problemi di liquidità ed evidenziato la necessità di trovare nuovi clienti, il baratto rappresenta una possibile risposta - spiegano gli ideatori - innanzitutto perché non costringe le imprese a mettere mano al portafoglio, ma queste possono utilizzare come merce di scambio i propri prodotti/servizi per l’acquisto dei beni di cui hanno bisogno. In secondo luogo, le aziende si ritrovano su un’unica piattaforma che ha il preciso scopo di creare una rete dedicata allo scambio, permettendo di trovare nuovi fornitori e nuovi clienti".

Così ad esempio un albergo che rinnova il parco televisori in dotazione, paga i nuovi tv con un numero di stanze messe a disposizione; ma anche l’elettricista si avvale di una consulenza specialista marketing e mette sulla piattaforma un impianto antifurto che può essere acquistato da un’azienda terza. "Lo scambio avviene in assoluta libertà: le aziende trattano tra di loro secondo le regole del mercato e beni e servizi possono essere messi in vendita totalmente in crediti oppure ripartiti in crediti ed euro".

Le imprese che aderiscono a iBarter, oggi, sono per la maggior parte, il 90%, di  medie dimensioni, con un fatturato < 10 milioni di euro. Le categorie merceologiche sono varie: si spazia dalla chimica alla meccanica all’arredamento, passando dai servizi alle assicurazioni. Non mancano settori come l’alimentare, l’informatica, la stampa, le energie alternative, l’oggettistica da regalo e il tempo libero.

L’obiettivo è di inserire nel circuito  oltre 8.000 aziende in tre anni. Intanto hanno già aperto l’equivalente Portale in Spagna e con una certa audacia, propria dei giovani, stanno avviando contatti con Portali B2B in Cina e Area East Europe.

Inserito il:17/05/2016 10:24:01
Ultimo aggiornamento:17/05/2016 10:29:23
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