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Aggiornato al 10/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Julie Mehretu (1970- Addis Abeba, Etiopia) - Dispersion - 2002

 

Una proposta per il futuro dei linked data

di Riccardo Grosso

 

Nel mondo dei linked data si stanno facendo due errori:

1) preoccuparsi della cornice e non del quadro, ovvero sono ancora troppo pochi i dati open

2) si tende a semplificare vedendo un solo livello di interoperabilità dei dati, ovvero si tende a trasformare tutti gli open data in linked open data.

Sul punto 2), stante le mie esperienze pregresse di molti anni di lavoro nel campo dei database, si sta sbagliando. E' lo stesso errore che ho convinto a non fare sia in Iveco che in alcune p.a. anni fa.

Ovvero considerare la base dati come espressione uno a uno del modello concettuale.

Ho cercato di spiegarlo nello speech a open data sicilia 2016 recentemente:

http://www.slideshare.net/riccardogrosso/linked-data-parliamo-di-semantica-del-web-v0

Il lavoro da fare è su due piani differenti:

un piano concettuale, dove si fanno inferenze sui metadati e mettendoli in relazione con ontologie di riferimento, ma SOLO e SOLTANTO lavorando sulle strutture dei dati, che siano in SQL o in RDF poco importa.

Questo è diciamo il piano superiore, dove si mette tutto in relazione per favorire l'interoperabilità.

Le strutture ottenute per inferenza, si correlano col piano inferiore, fatto dai database fisici, ed è su questi ultimi che si fanno le interrogazioni SUI DATI.

Ma devo avere necessariamente TUTTI, o comunque molti più di oggi, i database fisici delle pubbliche amministrazioni a disposizione, o meglio devo avere tutto il mondo p.a. in opendata.

Sono le mie opinioni frutto di esperienze dirette, fonte dei miei trascorsi lavori.

Inserito il:26/10/2016 10:23:51
Ultimo aggiornamento:16/11/2016 19:17:52
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