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Aggiornato al 01/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Tony Taj (Contemporary artist) - The city - Ambient Media Portal

 

Tecnologia e sapere.

 

La tecnologia consente di sapere più cose, di avere più opinioni, di confrontare. E questa possibilità è democratica, nel senso che permette a tutti di curiosare, di migliorare, di crescere, ognuno nell’ambito di quello che è e del suo livello di partenza culturale e delle sue speranze. Naturalmente sino ad ora la grande differenza, la diseguaglianza è stata tra chi ha familiarità con la tecnologia e chi invece non riesce per conoscenza, per generazione o per qualsiasi altro motivo ad usarla o la usa in modo degradato restando così ai margini della rivoluzione della seconda metà del secolo scorso.

La tecnologia consente attraverso l’accesso ai tanti portali informativi, ai social networks, alle biblioteche e dizionari virtuali di avere a disposizione in modo semplice e gratuito tutto su praticamente tutto. Ma è anche attenta, impara continuamente e tende a definire le linee del comportamento e del sapere di ciascuno di noi mano a mano che viene usata e che viene attivata.

Infatti, appositi algoritmi nelle pieghe di tutto ciò che cerchiamo sono capaci di rilevare in continuo i nostri gusti, i nostri interessi, i nostri desideri attraverso l’annotazione di quello che ci piace e di integrare tutte le nostre presenze e ricerche con qualunque mezzo tecnologico siano effettuate. In questo modo e grazie a questo algoritmo ci viene successivamente proposto un libro, uno spettacolo, una mostra, un testo che è affine, coerente con quello che abbiamo prima cercato e visionato. E così per qualunque cosa della nostra vita, incluso l’interesse verso una persona o per una certa professione o un certo modo di vivere. Naturalmente l’algoritmo continua a rilevare i nostri comportamenti e ad arricchire la sua esperienza su ciascuno di noi sino alla pretesa di guidare e di condizionare ogni nostro atto, relazione o desiderio culturale, umano, professionale.

Dunque questo è il problema del futuro. Abbiamo più conoscenza grazie alla tecnologia, ma siamo destinati ad approfondire solo la linea di questa nostra conoscenza e con difficoltà, estrema difficoltà ci allontaneremo da essa. Vuol dire che la nostra cultura, il nostro modo di pensare sarà sempre più piano piano condizionato e influenzato dalla tecnologia e soprattutto continueremo ad arricchire solo ciò che sappiamo senza allargare i confini dei nostri orizzonti culturali che diventano poi anche umani. In altri termini se cominciamo ad usare la tecnologia e questo è inevitabile come dimostrano tutte le generazioni che stanno arrivando, non riusciremo più a svicolarci dalle sue braccia, come una mosca intrappolate dal ragno.

Questo abbraccio tecnologico toglierà o potrebbe togliere, se si vuole rimanere nell’area del dubbio, indipendenza, libero arbitrio, fantasia all’uomo del futuro che sarà più scontato, prevedibile, banale e magari pronto per presentarsi a trasmissioni televisive tipo lascia o raddoppia.

Si deve pensare che questo succederà anche per le frequentazioni e per le amicizie, sicuramente per quelle virtuali che però finiranno per influenzare anche quelle poche che saranno reali. Infatti sarà il sistema, quello principale cui saremo collegati, che ci indicherà quale amicizia è compatibile con noi e che dobbiamo attivare e quale non lo è. Il sistema lo sa, conosce i nostri gusti, come e cosa pensiamo, fa i confronti e suggerisce in modo assolutamente adeguato. Avremo amici che saranno tutti come noi, la penseranno come noi, avranno gli stessi gusti.

E anche l’amore non sfuggirà alla tecnologia, al sistema che nella nostra non consapevolezza ci guida verso un mondo che giudica il nostro mondo e che è convinto che solo questo è giusto per noi, può farci felice, può farci conoscere la serenità. Magari non l’avventura o l’estasi ma sono cose queste che la tecnologia non accetta perché potrebbero far saltare il sistema, produrre anomalie e guasti e fermi pericolosi per tutti. Come andare vicino ad un precipizio senza alcuna protezione e con il rischio della attrazione del vuoto, del niente, del piacere della libertà.

Inserito il:10/04/2016 09:32:28
Ultimo aggiornamento:10/04/2016 09:38:55
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