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Aggiornato al 27/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Nancy Eckels (Contemporanea California) – Mingle and Merge – Acrilico su tela - 2012

Il significato di una possibile fusione Dell-Emc.


Le voci dal fronte del consolidamento del mercato delle tecnologie (un fenomeno che è sempre esistito senza soluzioni di continuità ma che gli analisti fingono di giudicare "stagionale") ci dicono che Dell vorrebbe acquisire Emc, il leader delle soluzioni di storage per reti aziendali.

Dell è un costruttore di computer che in questi anni ha cercato di acquisire una forte anima di servizio e capacità di offerta di soluzioni integrate, con un certo successo anche se, essendo diventata una azienda a capitale privato, non è più così facile giudicare e ci si deve fidare di dichiarazioni come quelle contenute nell'ultimo annual report: 4% di crescita del fatturato nell'ultimo anno e +38% di entrate operative.

Dell ha molti meriti nel settore del pc, a partire dal suo modello diretto che ha rivoluzionato la tradizione commerciale.
Sul piano dell'innovazione tecnologica - anche se negli ultimi sei anni afferma di aver investito 14 miliardi di dollari per l'acquisizione di venti aziende - forse ha fatto un po' meno di Emc, soprattutto della Emc successiva all'acquisizione, ormai ultradecennale, di VmWare, il leader della virtualizzazione. Che è poi la cosa che probabilmente interessa di più insieme alle tecnologie acquisite da Emc in ambito cloud, big data, sicurezza...

Prima di questo rumor c'era stato quello relativo alla possibile fusione tra Emc e Hp, ma questa non era a suo tempo andata in porto e anzi nella realtà Hp ha addirittura deciso per uno split in due realtà abbastanza diverse tra loro.

Emc fattura intorno ai 25 miliardi, Dell non è più quotata dal 2013 e l'ultimo statement pubblico era di 56 miliardi di fatturato.
Il prezzo offerto per Emc sarebbe di circa 50 mld, che aggiunti ai debiti già accumulati costringerebbe Dell a mettere in atto una notevole leva finanziaria.
È inevitabile farsi venire in mente gli errori di un'altra azienda texana, Compaq, in passato, o della stessa Hp, e anche le difficoltà incontrate da Dell nel corso del lungo tramonto del pc "assemblato" (mai dimenticare che il giovane fondatore di Dell in origine era uno dei tanti cantinari che metteva insieme il computer per conto degli amici).

Michael Dell è sempre stato un forte "personalizzatore" della sua azienda, fondata 31 anni fa. Non è giovanissimo, ma a 50 anni sarebbe probabilmente in grado di pilotare la "nuova" Dell per i prossimi 5-10 anni, in un passaggio di trasformazione da un settore, quello del pc, che non ha più moltissimo da dire a un altro, quello della crescente virtualizzazione dell'hardware (il software finirà per mangiarsi tutto), che invece rappresenta una buona quota di futuro, soprattutto nell'enterprise.
Dell ha cercato di diventare una Ibm più piccola e focalizzata, priva del peso specifico che Big Blue continua ad attribuire alla ricerca.
Un paragone lo si può fare, oltre che con Hp, con un solution provider come Microsoft, anche lui abbastanza motivato sul fronte del client hardware, ma che però appare decisamente più avanti, forse oltre la soglia della raggiungibilità, sul terreno del cloud e del suo software infrastrutturale (Microsoft Azure viene visto oggi con grande rispetto).

Nel caso in cui l'accordo Dell-Emc si concretizzi, Dell avrà fatto un passo in più verso il modello Ibm (che dal pc ha deciso di affrancarsi completamente) ma resterebbero da vedere gli esiti dello scontro culturale da un lato e del peso dei debiti dall'altro (la capacità di ripagarli dipende molto da quanto siamo davvero usciti dalla crisi). Interessante anche capire l'evoluzione e il destino ultimo di queste grandi fusioni, dell'intero modello delle grandi aggregazioni e concentrazioni.

Come si è detto sono sempre state un trend caratteristico di questa industria fatta di grandi corporation (dalla storia spesso travagliata e ricca di svolte) e di innovazione suddivisa tra pochi corporate lab e tantissime imprese rivoluzionarie, che solo raramente si trasformano a loro volta in colossi e più spesso alimentano l'innovazione dei grandi tramite appunto successive acquisizioni, come è avvenuto a Emc.

Nel settore del software poi domina il tema dell'open source come modello di innovazione molto efficiente e un po' paradossale perché a sostenere l'open source sono proprio le corporation arricchitesi con le tecnologie proprietarie, ma esposte costantemente ai rischi finanziari e di mercato.

Insomma, uno scenario molto fluido, come sempre.

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Inserito il:09/10/2015 17:41:56
Ultimo aggiornamento:27/10/2015 15:11:08
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