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Aggiornato al 10/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Atsushi Koyama (1978 – Tokio) – Man Machine

 

Quanto è bella la tecnologia?

di Gianni Di Quattro

 

Archivia tutto e per sempre, ci fa parlare con tutti in tutto il mondo senza francobollo, gestisce i soldi di chi li ha e li investe, ci dice che tempo fa, dove comprare e anzi compra per noi, si preoccupa di aprire e chiudere il riscaldamento, guarda dentro al frigo, supervisiona il sistema di allarme, chiama il taxi, ordina il pranzo, regola la nostra dieta, ci dice quello che possiamo fare e dove andare, ci informa di quello che ritiene debba interessarci, ci manda in ospedale quando dobbiamo e ci dice quello che dobbiamo sapere in merito a ciò che avviene nel mondo e anche quello che non vorremmo sapere. Insomma la tecnologia è la nostra vita personale, familiare, della nostra comunità, del nostro paese e continente, del mondo.

Passiamo insieme ad altri milioni, anzi miliardi di umani la nostra vita attaccati a strumenti, a guardare strumenti, a curare strumenti ed entriamo nella disperazione quando per un qualsiasi motivo rimaniamo scollegati. È come se ci mancasse l’aria, come se ci dovessimo trovare in un ambiente ristretto dal quale grandi ventole aspirano tutta l’aria terrorizzandoci mentre cominciamo ad ansimare. E quando vediamo qualcuno che non ha in mano uno strumento e che non è collegato lo additiamo e lo segnaliamo come individuo pericoloso, come persona capace di atti inconsulti perché non guidato dalla tecnologia ma assolutamente naturale e cioè senza alcun freno inibitore.

Lentamente ma inesorabilmente ci abitueremo a non pensare, ad affidare la nostra vita al computer che è in linea sempre con gli archivi dove ci sono registrati i nostri percorsi e le nostre tendenze e previsioni e che contiene anche i nostri desideri e le nostre capacità e sa come indirizzarci in modo da essere sempre nel nostro ruolo, da non destare sospetti nella società, tra gli amici e i conviventi. Anche la nostra morte sarà presto prevista nel modo e nei tempi e sapremo quindi affrontarla in modo adeguato e saremo nelle condizioni di sistemare tutte le cose della nostra vita, ci penserà il computer e quando avrà visto tutto saprà rassicurarci in merito magari prima dell’ora ics e noi potremo serenamente affrontare l’evento.

E nel futuro i sentimenti, le emozioni? La nostra vita ne sarà certamente ricca, anzi anche più ricca perché la tecnologia saprà per ogni individuo calcolare la sensibilità, i bisogni, le reazioni, i desideri e farà in modo che ciascuno possa avere quello che la natura ha stabilito che può avere e che prima della tecnologia non sempre avrebbe potuto avere e comunque lo avrebbe avuto in modo disordinato. Invece la tecnologia saprà scegliere i momenti, le persone, le situazioni e potrà riempire la vita di tutti con i sentimenti e le emozioni che ci spettano. Forse, ecco, non si chiameranno più così, forse saranno diversi da quelli che oggi ciascuno di noi ha disordinatamente e con sofferenza. Quest’ultima scomparirà, non si soffrirà più per amore, la gelosia scomparirà e i tradimenti saranno accettati come necessari anche perché si sa che sarà l’intreccio dei computer e delle loro banche dati a determinarli e quindi saranno esterni all’area di competenza dell’umano libero arbitrio.

Il libero arbitrio ci sarà sempre ma sarà limitato alla scelta dei giochi ed all’impiego del tempo libero e nella professione nelle occasioni che lo stesso computer indicherà in modo da consentire mosse strategiche non prevedibili in quanto umane. Questo per non abbandonare la libera competizione del mercato e per continuare a coltivare il rischio di nostri comportamenti che rappresenta senza dubbio uno stimolo per tutti a tutti i livelli e che determina conseguentemente sconfitte e vittorie che saranno comunque successivamente gestite dalla tecnologia in modo appropriato.

Le religioni saranno seguite con partecipazione attiva e nella vita di ciascuno saranno alternate secondo uno schema che la tecnologia determinerà in modo da coprire tutte le possibili alternative che possono portare bene alla esistenza oltre la morte che però sembra si debba prevedere purtroppo senza tecnologia e quindi faticosa da costruire e da percorrere, ma che in compenso sarà eterna.

Ma tutto ciò è pura fantasia o è dietro l’angolo? Forse è un sogno di fine estate mentre si annuncia l’autunno e i mezzi di comunicazione sono pieni di notizie strampalate su persone mediocri, inutili incontri ad alto livello e guerre feroci che sembrano finte e dove l’unica cosa reale è la morte di tante persone.

Inserito il:18/09/2016 11:26:25
Ultimo aggiornamento:18/09/2016 11:29:45
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