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Aggiornato al 14/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Raffaello Sanzio (1483-1520)– Affresco Scuola di Atene (particolare) – 1509/11

Etica e tecnologie digitali.

 

A fine maggio si è svolto al Politecnico di Torino un convegno organizzato da AICA per l’assegnazione di premi a dieci tesi di laurea per il Concorso ETIC – Etica e Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione con la collaborazione del Rotary International. 

I premi sono stati assegnati a tesi di laurea e di dottorato non solo di Ingegneria informatica o di Scienze dell’informazione, ma anche a lauree in Bioingegneria, Filosofia, Architettura, a dimostrazione che l’informatica e le tecnologie digitali hanno sempre più carattere trasversale e interdisciplinare. E si evidenzia sempre più l’esigenza di adottare criteri etici sia nella programmazione del software che nelle applicazioni, tenuto conto che le tecnologie digitali sono divenute tecnologie sociali in conseguenza della diffusione degli accessi alle reti internet (oltre 3 miliardi di utenti nel mondo) e della crescente rilevanza del software nella progettazione di tutti i prodotti e servizi.

Non a caso la General Electric ha recentemente affermato di essere sempre più una società di software nello sviluppo di apparecchiature smart e di connessioni di tutti i prodotti ad Internet of Everything.

L’iniziativa di AICA è ormai al suo quarto anno e segna un continuo progresso: basti considerare che le domande di partecipazione al concorso sono salite in un anno da 28 a 40.

Nel corso del convegno sono intervenuti alcuni relatori che hanno trattato il tema dell’etica e delle tecnologie. Tra questi: Ugo Pangallo, giurista dell’Università di Torino che ha parlato delle nuove sfide giuridiche tra cui la tutela del diritto d’autore in rete su cui regna una grande confusione ed ha pronosticato che l’avvento di Internet of things si abbatterà come uno tsunami sul mondo del diritto.

Norberto Patrignani del Politecnico di Torino ha parlato della necessità di una Slow Tech cioè di una informatica buona, pulita e giusta con un approccio Human Centric che tenga conto dei limiti umani nell’approccio alle macchine.

Gianmarco Veruggio del CNR di Genova ha introdotto il concetto di Roboethics  quale approccio etico nello sviluppo dei robot chiedendosi cosa si vuole fare con i robots che stanno crescendo esponenzialmente.

In particolare si è soffermato sulla diffusione dei droni in specie in ambito militare e della loro relativa autonomia con il rischio di uccidere esseri umani senza controllo.

Giampaolo Azzoni dell’Università di Padova ha parlato del Deep Web, cioè quella parte del web non gestita dai motori di ricerca aprendo allo sviluppo di una Darknet, spazio di anonimità e illegalità potenziale.

Infine Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino ha parlato della necessità di una dichiarazione dei diritti di internet a livello internazionale per consentire una rivoluzione digitale  rispettosa dei diritti dei cittadini e della democrazia. L’Italia sta lavorando su un documento elaborato dalla Commissione Rodotà.

Inserito il:07/06/2015 22:14:11
Ultimo aggiornamento:26/06/2015 13:53:53
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