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Etica dell'AI, principi fondamentali
di Vincenzo Rampolla
Complesso e intrigante buttar giù un testo sull’AI. Sull’Etica poi, poco trattata, a tirarla in ballo minimo si storce il naso. Perché trascurata? Controversa e spinosa. Ma da tempo non è sulla bocca di tutti, esperti, dilettanti, curiosi, giovanissimi e anziani? Eppure dell’AI manca l’Etica, tema critico, rischioso, per taluni esplosivo. Parliamone. Basta una sintesi, scarna e essenziale, costruita sulla base di esperienza e operato di singole realtà. Insolite, scelte non a caso, gli Attori: Società, Organizzazioni, Accademie e persone di sommo profilo tecnico, culturale e politico, arcinoti sul Pianeta. Una manciata di nomi, accuratamente annusati, raramente portati insieme e centellinati ora sull’Etica dell’AI: l’UE per il Continente Europeo unita a OCSE per lo sviluppo economico e NIST per standard e tecnologia, IBM per l’informatica, Hewlett Packard per il software, la Pontificia Accademia per la Vita per il Vaticano, la Repubblica Popolare Cinese, l’Associazione Nazionale Esorcisti, l’Associazione Italiana Eticisti e un Filosofo, luminare di AI tra gli studiosi italiani e americani di AI e Etica AI. Un’accozzaglia? Eh, No! Allora non ci siamo capiti. Strategie concrete e azioni, niente progetti e pareri, solo princìpi, impegni messi in opera, tutti a firma di 7 CEO o Presidenti, concreti e competenti, affidabili, messi a nudo e che snebbiano ogni dubbio. Se lo fanno loro, se loro lo difendono e lo sottoscrivono, c’è da fidarsi. Dal lato della ragione e della coscienza, sta poi al lettore pensare e dibattere sui principi fondamentali di Etica dell’AI da loro disegnati e vissuti giorno dopo giorno.
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L'Etica dell'AI (Artificial Intelligence) è un settore multidisciplinare che ha la vocazione di garantire che il suo uso e il suo sviluppo apportino benefici all'umanità, riducendo al minimo rischi, discriminazioni e effetti dannosi. Questi principi trovano applicazione in ogni area, Lavoro, Sanità, Ambiente e Finanza oggi prioritarie. Di ogni Attore una sintesi dei Principi di Etica dell’AI e delle modalità d’uso, se espresse.
L’Unione Europea. La recente normativa AI Act poggia su 7 Principi etici che guidano lo sviluppo di sistemi sicuri e giusti, orientati all'essere umano e pilastri per un'AI efficiente. Essa mira a renderne alcuni vincolanti, ripresi dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico) e dal NIST (National Institute of Standards and Technology):
- Supervisione umana e Agenzia (Human-in-the-loop): L’AI deve dare pieni poteri agli individui, rispettando i diritti fondamentali e garantendo il controllo dell’uomo sulle decisioni critiche.
- Trasparenza e Spiegabilità (Explainability): tracciabili, chiari e comprensibili. Gli utenti devono essere in grado di comprendere perché una macchina ha preso una specifica decisione.
- Equità, Inclusione e Non-discriminazione: L'AI non deve creare pregiudizi (bias) sociali, diffonderli o amplificarli, garantendo a tutti un trattamento imparziale e riducendo l'iniquità.
- Solidità, Tecnica e Sicurezza: I sistemi di AI devono essere sicuri, affidabili e resilienti, in grado di gestire errori o attacchi senza causare danni fisici o psicologici.
- Privacy e Governance dei Dati: Garanzia del rispetto della privacy e della protezione dei dati personali nell'intero ciclo di vita dell'AI, assicurando alta qualità e integrità dei dati utilizzati.
- Responsabilità (Accountability): Definizione di chiara attribuzione di responsabilità legale e morale per i risultati prodotti dai sistemi di AI, specialmente in caso di problemi.
- Sostenibilità Ambientale e Sociale: Sviluppo dell’AI in modo ecosostenibile, promuovendo il benessere delle persone e della società e preservando la solidarietà.
HPE (Hewlett Packard Enterprise). Supporta l’etica dell’AI per il bene comune e si dichiara Garante della progettazione AI per un uso responsabile e affidabile, con cognizione dell’AI e generazione di risultati che possono essere messi in discussione. L’AI è una tecnologia trasformativa in grado di amplificare le capacità umane, ma presenta anche dei rischi. HPE crede nei principi etici e responsabili dell'AI e considera di elevata serietà l’investimento nell’AI. 5 sono i Principi etici fondamentali di HPE:
- Rispetto della privacy e sicurezza dell’AI. Rispetto della privacy degli individui, sicurezza e riduzione del rischio di errori e di utilizzo non intenzionale o problematico.
- Principio dell’AI orientata all’essere umano. Rispetto dei diritti umani e progettazione con meccanismi e salvaguardie, come la supervisione umana, per prevenire l’uso improprio.
- Principio di inclusività dell’AI. Riduzione dei pregiudizi dannosi, trattamento e accesso equo e imparziale per tutti.
- Principio di solidità dell’AI. Realizzazione con test di qualità integrati, inclusione delle salvaguardie per mantenere la funzionalità, oltre a ridurre l’uso inappropriato e l’impatto del problema.
IBM (International Business Machine). Ha stabilito il proprio punto di vista anche sull' Etica dell'AI, creando Principi di fiducia e trasparenza per aiutare i clienti a comprendere quali siano i suoi valori all'interno del dialogo sull'AI. IBM ha consolidato 3 principi chiave per lo sviluppo di AI e dei dati:
- Potenziare l'intelligenza umana. È lo scopo dell'AI. Non si cerca di sostituire l'intelligenza umana con l’AI, ma di supportarla. Poiché ogni nuova innovazione tecnologica comporta cambiamenti nell'offerta e nella domanda di particolari ruoli lavorativi, IBM si impegna a sostenere i lavoratori in questa transizione investendo in iniziative globali per promuovere la giusta formazione delle competenze.
- I dati e i documenti interni appartengono ai loro creatori. I clienti IBM vengono rassicurati di essere gli unici proprietari dei propri dati. IBM non ha fornito e non fornirà al Governo l'accesso ai dati dei clienti per alcun programma di sorveglianza e si impegna a proteggere la privacy dei propri clienti.
- Le aziende tecnologiche devono avere chiarezza su chi forma i loro sistemi AI, con quali dati e, soprattutto, cosa è stato inserito nelle istruzioni dei loro algoritmi.
IBM ha anche completato i princìpi con 5 pilastri etici guida dell'adozione responsabile delle tecnologie AI:
- Spiegabilità: Un sistema AI dovrebbe essere trasparente, in particolare per i suggerimenti del suo algoritmo, in quanto rilevanti per una scelta di azionisti con una serie di obiettivi.
- Equità: Se adeguatamente calibrata, l'AI può aiutare gli esseri umani a fare scelte più eque, a contrastare i pregiudizi e promuovere l'inclusività. È riferito al trattamento equo di individui, o gruppi di individui, da parte di un sistema AI.
- Solidità: I sistemi basati sull'AI devono essere protetti attivamente da intrusioni ostili, riducendo al minimo i rischi per la sicurezza e promuovendo la fiducia nei risultati del sistema.
- Trasparenza: Per rafforzare la fiducia, gli utenti devono poter vedere e sapere come funziona il servizio, valutarne la funzionalità e capire i punti di forza e i limiti. I sistemi AI devono essere trasparenti e chiari.
- Privacy: I sistemi AI devono fornire priorità e salvaguardare la privacy e i diritti dei dati dei consumatori e dare agli utenti esplicite garanzie su come i loro dati personali verranno utilizzati e protetti.
La Pontificia Accademia per la Vita. Chiesa e Esorcisti, fonti chiave di guida dell'AI, con la Rome Call for AI Ethics, firmata nel 2020 dall’Accademia, introducono 5 princìpi di Algoretica, Etica degli algoritmi:
- Trasparenza: I sistemi di AI devono essere elementi comprensibili.
- Inclusione: Le esigenze di tutti gli esseri umani devono essere prese in considerazione,
- Responsabilità: Chi progetta e distribuisce l'AI deve agire con responsabilità,
- Imparzialità: È fatto veto creare o trasmettere pregiudizi a scapito della dignità umana,
- Affidabilità: Il funzionamento dei sistemi deve essere garantito sicuro.
Approccio teologico. Non viene condannata la tecnologia in sé, ma il suo uso distorto. L'allarme riguarda la capacità dell'AI di agire come strumento che trasforma il veleno dell'iniquità in menzogne e manipolazioni, allontanando le persone da Dio.
Protezione e preghiera. Di fronte alle minacce digitali, la Chiesa invita a rafforzare la preghiera di liberazione, l'uso di oggetti benedetti (la medaglia di San Benedetto) e a mantenere la vigilanza cristiana, confidando nell'intercessione di San Michele Arcangelo.
Sicurezza e privacy. 300 esorcisti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Sacrofano (Roma) dal 15 al 20 settembre 2025, per il XV Convegno internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE). Papa Leone XIV, durante il Convegno ha detto: “L’AI rappresenta la nuova frontiera del ministero della liberazione, sottolineando come il demonio possa utilizzare queste tecnologie sofisticate, inclusi chatbot per disinformazione, manipolazione e addirittura per pratiche occulte come quelle con i defunti. In sintesi, si parla di esorcizzare l'uso maligno dell'IA, proteggendo le persone dalle influenze negative nate da uso non etico e manipolatorio di tali strumenti.”
Rischi dell’AI. Nel Convegno, sono stati discussi i rischi dell’AI. Una ricercatrice, criminologa e consulente del Gris, Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, ha illustrato il rapporto fra neo-occultismo e AI, evidenziando come: “La cosiddetta Intelligenza Artificiale favorisca, ad esempio, la nascita di nuovi strumenti magico-operativi, lo sviluppo di inedite tecniche di divinazione grazie ad algoritmi che permettono la raccolta di dati personali e nuove forme di necromanzia e comunicazione con i defunti. Tali pratiche rientrano nella cosiddetta magia del caos, nuovo approccio alle pratiche occulte slegato dalle categorie tradizionali della magia e più aperto alla creatività e alla sperimentazione individuale”.
Rischi specifici: Gli esorcisti hanno evidenziato la pericolosità dell'IA Generativa nel creare contenuti deep fake e nel facilitare la magia del caos, ponendo nuove sfide alla protezione dell’individuo.
Repubblica Popolare Cinese. I princìpi di Etica dell'AI delineati dal Governo cinese, formalizzati dal National New Generation AI Governance Professional Committee, si fondano su 6 pilastri principali volti a garantire la sicurezza nazionale, l'armonia sociale e il rispetto dei valori socialisti fondamentali:
- Benessere e miglioramento della vita: l'AI deve promuovere lo sviluppo economico e sociale, migliorare il benessere delle persone ed essere al servizio dell'umanità.
- Rispetto dell'etica e dei diritti: I sistemi devono rispettare l'etica sociale, la morale, la cultura tradizionale cinese e salvaguardare la privacy, l'identità e i diritti personali.
- Equità e giustizia: I fornitori di servizi di AI devono evitare pregiudizi e discriminazioni di genere, etnia o religione durante lo sviluppo e l'uso degli algoritmi.
- Trasparenza e accuratezza: I sistemi devono essere imparziali e aperti, promuovendo una maggiore comprensibilità, affidabilità e tracciabilità delle decisioni prese dalle macchine.
- Responsabilità e controllo: È richiesto il mantenimento del controllo umano sui sistemi di AI, definendo chiare responsabilità per i vari attori nella catena di sviluppo e utilizzo.
- Sicurezza e affidabilità: La protezione è il focus centrale. I sistemi non devono violare salute pubblica, sicurezza nazionale e sistemi ecologici. Devono prevenire attivamente i rischi legati all'uso improprio.
Questi princìpi sono stati integrati nel corso degli anni da specifiche normative e regolamenti del cyberspazio, come le misure che obbligano le Aziende a rispettare i valori socialisti fondamentali e le disposizioni sulla governance degli algoritmi di suggerimento e dell'AI Generativa.
Associazione Eticisti dell’AI. E. Panai, Presidente fondatore dell’Associazione Eticisti AI e Docente di Etica alla Cattolica (MI). 3 Princìpi tratti dal libro L’intelligenza artificiale spiegata a mio figlio.
- Equità e fiducia. Responsabilità algoritmica, verso la necessità di ripensare la fiducia nell’IA. Smontare la falsa dicotomia tra macchine buone e macchine cattive.
- Responsabilità. L’AI non è morale né immorale: è amoralmente efficiente. È la nostra etica che deve decidere la direzione. Fidarsi di un algoritmo è atto di fede laica e scommessa economica e politica. La maturità etica consiste nel navigarla senza pretendere di dominarla. Non si può chiedere alle persone di affidarsi a ciò che non possono comprendere.
- Supervisione umana. Chi risponde di un errore dell’IA? Il programmatore? L’azienda? L’utente?
- Illustrare una decisione algoritmica riduce la velocità, ma aumenta il valore nel futuro.
- Chi progetta sistemi di AI è consapevole che la sincerità ha un prezzo.
Filosofia dell’Informazione. 5 Principi di etica e 4 Modalità per realizzare una “Società per la buona AI”, secondo L. Floridi, filosofo, nato a Roma nel 1964, naturalizzato britannico John K. Castle, accademico italiano tra i massimi esperti mondiali di Etica del digitale e fondatore della Filosofia dell’Informazione. Docente di Etica all’Università di Bologna e di Practice of Cognitive Science, dirige il Digital Ethics Center presso la Yale University (New Heaven - Connecticut). Vive e lavora tra Italia e Stati Uniti.
Principi 1. Beneficenza: Promuovere il benessere, preservare la dignità, sostenere il Pianeta,
2. Abnegazione: Privacy, sicurezza e riguardo delle capacità altrui,
3. Autonomia: Il potere di decidere di decidere,
4. Giustizia: Promuovere la prosperità, preservare la solidarietà, evitare l’iniquità,
5. Esplicabilità: Rendere possibili gli altri principi tramite l’intelligibilità e la responsabilità.
Modalità 1. Diventare: Attuare la realizzazione umana di sé, senza svalutare le capacità umane,
2. Fare: Migliorare l’agire umano, senza rimuovere la responsabilità dell’uomo,
3. Conseguire: Incrementare le capacità della società, senza ridurre il controllo umano,
4. Interagire: Coltivare la coesione sociale, senza erodere l’autodeterminazione umana.
Conclusione. Se chiaro e senza ambiguità permane il distinguo tra Etica e Morale, se Etica è il ragionamento, la riflessione prodotta dalla ragione sulle regole del giusto vivere umano, se Morale è base di quelle regole e somma dei valori di vita individuale e sociale garantiti dalla coscienza, se dunque Morale risponde a cosa è giusto e Etica a perché è giusto, allora non sia vano l’impegno a chiarire la missione dell’AI, oggi e nel futuro.
Consultazione: Rapporti UE, AI, IBM, Hewlett Packard; Rivista AI Maggio‘26, Associazione Italiana Esorcisti, Interventi domenicali Papa Leone XIV. Enrico Panai; Dina - Novembre 2025; Luciano Florisi - Etica dell’AI.

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