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Aggiornato al 19/04/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Edvard Munch (1863-1944) – In the Brain of Man - 1897

Gli elementi costitutivi della sessualità.


Sono necessari, clinicamente autonomi e correlati a livello profondo: una “patologia” che colpisca uno di essi si ripercuote anche sugli altri. Essi, secondo la Scuola di Sessuologia di Torino, sono rappresentati dal Desiderio, dalla Eccitazione, dall’ Orgasmo, dal Piacere, dall’ Identità, dagli Affetti, dalla Relazione, dalla Creazione e, infine, dall’Amore.

Questi elementi sono stati posti in quest’ordine dalla Scuola di Sessuologia di Torino, in modo conseguenziale, creando l’acronimo DEOPIARCA.

Prima degli anni sessanta quella che predominava era la concezione monistica della sessualità: si parlava di Impotenza e Frigidità. Master e Johnson nel 1966, sostennero la natura bifasica della reazione sessuale: eccitazione (sistema parasimpatico) e orgasmo (sistema simpatico).  

Kaplan parla di “desiderio” (inteso nel senso di creatività) ed elabora la concezione trifasica lineare della Funzione Erotica, composta da: desiderio, eccitazione ed orgasmo.

La scuola di Ginevra mette i tre elementi in rapporto circolare e individua, in aggiunta, il Piacere, che ha sede psichica. Dunque è il cervello l’organo sessuale principale, non i genitali. Tre sono i fattori che contribuiscono alla genesi di un comportamento sessualmente orientato: lo stimolo biologico istintuale, lo stimolo motivazionale-affettivo e la valutazione cognitiva ad agire un comportamento sessuale. Questa concezione pone l’accento sugli Affetti (autonomi e necessari), che valorizzano e danno significato all’atto.

Nell’ambito degli aspetti affettivi e interpersonali è necessaria la distinzione freudiana tra bisogno e desiderio: il desiderio è legato a delle tracce mnesiche, il desiderio erotico ha in sé entrambi gli aspetti, di bisogno e di desiderio, in quanto ha una tensione interna che trova il suo soddisfacimento in un’azione specifica che produca l’effetto adeguato, ma è in relazione anche con la memoria. Il desiderio può essere procrastinato, nell’attesa si accresce. Il bisogno esigerebbe un soddisfacimento immediato.

La Relazione di Coppia è un legame privilegiato, generato dalla sessualità e fonte della sessualità stessa. La Creazione è sia procreazione, creazione biologica, che simbolopoiesi, creazione psicologica.

 L’Amore è la più alta espressione della sessualità.

 Disturbo specifico dell’Amore è il Narcisismo Patologico.

La Funzione erotica, che si compone di desiderio, eccitazione, orgasmo, piacere, è un aspetto della sessualità, definibile come l’attività psicosomatica pulsionale volta alla ricerca del piacere erotico e della relazione oggettuale, che coinvolge gli organi genitali ma è relativamente indipendente dai fenomeni riproduttivi. E’ volta a produrre il piacere sessuale ed è dotata di organi e centri nervosi suoi propri.

Il Desiderio è la dimensione più sfuggente della sessualità. E’ una emozione che ha sede metapsicologica nell’Io e neurofisiologica nell’Encefalo, che segnala le prospettive creative dell’accoppiamento e che prefigura il piacere sessuale, con l’aspirazione ad unirsi con l’oggetto sessuale. Ha tre radici: una Sensoriale-somatica, il vissuto corporeo, nel cervello rettiliano, una Affettiva, i sentimenti amorosi, nel cervello limbico ed una Simbolica,  l’immaginario erotico,  che ha sede nella neocorteccia.

Da un punto di vista biologico è l’espressione della coordinazione tra sistema nervoso e sistema endocrino. Gli estrogeni nel sesso femminile hanno un’azione favorente la sessualità. Il progesterone ha una blanda azione sedativa sul desiderio sessuale. Gli androgeni esercitano un’azione attivante il desiderio, sia nell’uomo che nella donna. Donne sottoposte ad ovariectomia bilaterale perdono drasticamente tutta la produzione androgenica ovarica (Sindrome femminile da carenza di androgeni o FADS), con caduta dell’energia vitale, del desiderio, riduzione/ perdita dei peli pubici, riduzione della massa muscolare e tendenza all’aumento di peso con aumento del grasso addominale. Si usa la terapia androgenica. La prolattina ha una funzione inibitoria in entrambi i sessi. L’ossitocina presenta un picco plasmatico in coincidenza dell’orgasmo. E’ anche l’ormone mediatore dei legami affettivi.

L’Eccitazione è un’emozione simile al desiderio, più sviluppata nelle componenti somatiche. La sua sede metapsicologica dall’Io si estende all’Es e quella neurofisiologica dall’Encefalo si estende nei centri spinali e negli organi genitali. Sul piano oggettivo corrisponde all’erezione nell’uomo e alla lubrificazione vaginale nella donna. Sul piano soggettivo produce un’attivazione generale dell’organismo, con monopolizzazione della mente da parte delle sensazioni e delle fantasie erotiche ed affievolimento delle facoltà critiche. Dei 4 elementi della funzione erotica l’eccitazione è quella più accessibile all’indagine clinica. Essa coinvolge, infatti, una serie di meccanismi e di modificazioni fisiche, genitali e sistemiche, necessari per l’atto sessuale. Tre sono i tipi di eccitazione: quella mentale, che si basa sui sogni erotici, sexual day dreams, quella periferica non genitale e quella genitale.

L’Orgasmo è un fenomeno duplice, somaticamente costituito da contrazioni muscolari ritmiche e psicologicamente da un vissuto dissolutivo, rispetto all’identità, e fusionale, rispetto all’oggetto sessuale. Dopo la scarica tensiva c’è la fase di risoluzione e momentaneamente si spegne il desiderio (periodo refrattario). Si compone di una fase di ascesa, un climax con un plateau ed una fase di discesa. L’orgasmo femminile ha implicazioni culturali, relazionali ed emotive. A livello neurofisiologico è definibile come un evento soggettivo accompagnato da risposte fisiologiche, vaginali e pelviche, di tipo riflesso. Alcune donne definiscono gli orgasmi mentali, senza contrazioni muscolari associate. L’orgasmo femminile può essere scatenato da: stimolazione clitoridea, stimolazione dell’areola mammaria, stimolazione anale, stimolazione vaginale, ma soprattutto, dalla passione amorosa, in quanto è il cervello l’organo erogeno più potente. Questo spiegherebbe gli orgasmi che derivano da stimolazione onirica, che attiva i centri cerebrali nel talamo, da stimolazione mentale cosciente con le fantasie erotiche (rara), da stimolazione mentale mediante ipnosi (rara), da stimolazione mnesica che provoca “orgasmi fantasma”….

Il Piacere è prodotto dal Sistema Limbico attraverso l’elaborazione psichica di afferenze sensoriali a cui viene attribuito inconsciamente un significato procreativo e creativo in senso più lato: è creazione di creatività (Simbolopoiesi o sviluppo della mente). Nasce, dunque, nella mente. Da un punto di vista metapsicologico ha sede nell’Io. Desiderio e Piacere sono fenomeni essenzialmente psichici, Eccitazione ed Orgasmo sono più ancorati nel soma. Desiderio, Eccitazione ed Orgasmo si relazionano in modo bidirezionale. Il piacere accompagna le tre fasi, le intensifica e da esse è generato. Il piacere del desiderio è sottile, è una aspettativa. Quello dell’eccitazione è fisico. Quello dell’orgasmo è sconvolgente.

Il Vissuto corporeo è l’Integrazione tra dimensione psichica e somatica del corpo. Il corpo si struttura attraverso vari stadi che riguardano diverse fasce di età e in cui lo schema corporeo mostra attività diversificate. L’epidermide è l’involucro primario del corpo, che segna il confine tra corpo interno e realtà esterna. L’Apparato muscolare regola la rigidità e il rilassamento. L’apparato scheletrico la postura.

L’Immaginario erotico è l’insieme di fantasie, di rappresentazioni mentali, derivanti dai desideri e dalle pulsioni, che contribuiscono a determinare l’eccitamento sessuale. Le fantasie amplificano il desiderio e in molti casi sono uno strumento per aumentare l’eccitazione e provocare l’orgasmo. Gli uomini, generalmente, hanno fantasie sessuali maggiori sia numericamente che come intensità, rispetto alle donne. Le fantasie sono più frequenti durante la masturbazione che durante i rapporti sessuali. Le fantasie femminili sono più sentimentali ma anche di subire o fare violenza. Nell’uomo sono più frequenti le fantasie voyeristiche, di poligamia, di rapporti orogenitali e di aggressività e sadismo, con un contenuto più esplicito. Secondo W. Pasini esisterebbero due tipi di fantasmi sessuali:

  1. Primari, di altissimo potenziale erogeno, invariato negli anni
  2. Secondari, che hanno un’esistenza più breve dei primi e più legata alla vita quotidiana.

Entrambi svaniscono all’approssimarsi dell’orgasmo.

 L’identità dell’individuo è il risultato di un processo ontogenetico di individuazione e di separazione che lo stacca dai genitori e dal gruppo e lo definisce nei confronti dei medesimi. Ha due polarità: una oggettiva, relativa al mondo esterno, ed una soggettiva, relativa al mondo interno, espressa dal vissuto individuale, rappresentata dall’Io.

L’Identità sessuale (di genere) è un elemento fondamentale dell’identità generale della persona (essere maschio, essere femmina) e si compone di varie parti:

1.            Identità genetica, o cromosomica

2.            Gonadica, o gametica

3.            Somatica, dei caratteri sessuali secondari

4.            Psicologica, del vissuto

5.            Sociale, dei ruoli e status.

 

Esiste un dimorfismo sessuale: differenze non solo anatomico-funzionali, ma di ruolo, tra maschio e femmina. L’identità sessuale è un concetto multifattoriale di integrazione tra biologico, psicologico e culturale. I pilastri dell’identità femminile sono arcaici (seduttività e maternità) ed attuali (eroticità e lavoro). I pilastri dell’identità maschile sono: il potere sessuale, il potere lavorativo ed il potere riproduttivo. I periodi critici dell’identità sessuale femminile possono essere caratterizzati dalla presenza di sangue (prima mestruazione, deflorazione, parto) e dall’assenza di sangue (gravidanza e menopausa). La GENERATIVITA’, ossia la capacità biologica di avere un figlio, non necessariamente coincide con la genitorialità, ossia con la capacità di essere genitori.

Gli Affetti sono gli aspetti più umani, psichici e soggettivamente vissuti dell’emozione. L’emozione è un segnale che l’organismo emette per indicare il valore che quella situazione ha per lui, positivo o negativo. Le emozioni sono reazioni psicosomatiche attivate dal sistema limbico sulla base del significato degli stimoli sensoriali o simbolici afferenti relativi ad un determinato evento del mondo esterno od interno del soggetto. I sentimenti sono ancora più mentalizzati. Gli affetti possono essere inibenti o attivanti la funzione erotica. Sono le emozioni che accompagnano un atto sessuale, modulandolo, valorizzandolo, conferendogli anche un valore negativo, e significandolo come espressione della persona. Gli affetti si manifestano come sentimenti aggressivi o sentimenti amorosi, verso il partner e verso la coppia.

Sentimenti aggressivi sono: paura, disprezzo, rifiuto, vergogna, freddezza. In particolare la paura riconduce allo Spectatoring, che è una manifestazione ossessiva dell’ansia che consiste nel porsi nelle vesti di spettatore di fronte alla propria prestazione sessuale per giudicarla criticamente come attraverso gli occhi di un estraneo. Si tratta di una scissione mente-corpo. L’autosservazione inibisce l’eccitazione e l’orgasmo.

Sentimenti amorosi sono: fiducia, stima, accoglienza, autostima, calore. La timidezza può essere sia eccitante che inibente. I sentimenti sono quelli che mantengono viva la coppia anziana e costituiscono il cosiddetto “Amor Sacro”, in contrapposizione all’ “Amor Profano” che tiene viva, passionalmente, la coppia giovane. L’odio può diventare un collante nelle coppie più forte dell’amore.

L’Intimità è mettersi nella pelle dell’altro senza smarrire il senso della propria identità. L’intimità metterà in comune lo “spazio transizionale”, quello che il bambino ha in comune con la madre.  Freud parlava della buccia d’arancia che protegge l’interno, il succo, dai raggi del sole. Per mettersi in relazione con gli altri il guscio deve diventare permeabile.

La Relazione di Coppia si articola in tre dimensioni che comprendono il percorso evolutivo della specie umana: il DRIVE o cervello rettiliano, che regola la sensorialità e il comportamento istintuale; l’INTIMACY, o cervello limbico, che regola l’affettività e l’attaccamento; il COMMITTEMENT situato nella neocorteccia che regola i processi simbolici. La relazione di coppia è privilegiata ed esclusiva. La coppia non è solo l’unione di due esseri, è un nuovo organismo: è il “noi” che si antepone all’”io” e al “tu”. La coppia è sempre esistita come archetipo immanente nella nostra mente, ma come viene intesa oggi è un’entità nuova e i fenomeni sociali che ne hanno permesso la realizzazione sono stati:

1. La parità uomo-donna, o relazione intersoggettiva di Stern

2. Il processo di individuazione e separazione della coppia: essere marito e moglie è diverso che  essere padre e madre.

Caratteristiche della nuova coppia coniugale:

1.            I sentimenti sono il fondamento del legame

2.            Maggiore egosintonia

3.            La coppia ha un ciclo vitale

4.            Maggior numero di “nascite” e di “morti”

5.            Disgiunzione coppia-famiglia

La coppia, nella sua complessità, è uno strumento di crescita mentale e vitale, con la creazione di un nuovo, comune e specifico universo spirituale e l’esigenza di unire affetto e sensualità.

La qualità della relazione di coppia occupa oggi nella scala dei valori un posto preminente. Il valore tradizionale della famiglia, della procreazione e l’illusione della coppia unica, eterna e fedele a tutti i costi è fallita.

 I nuovi problemi della coppia sono rappresentati da:

1. Conflitto fra “amor sacro” e “amor profano”, il primo tende alla stabilità e si rinforza con la durata, il secondo è assetato di nuovo e si usura nella continuità

2. Compresenza  di forze centripete coesive e  di forze centrifughe dissolutive: l’ambivalenza

3.Conflitto fra i valori della fedeltà e i valori della libertà.

Nuove soluzioni sono:

  1. la coppia a termine ma fedele, dunque una coppia che abbia una durata limitata nel tempo, ma che, per il tempo in cui, appunto dura, non ammette deroghe alla fedeltà coniugale.
  2. lo stato di single, in cui si sceglie di non stare in coppia, proprio perché il concetto stesso di “coppia” appare intollerabile.
  3. la rinascita interna, in cui la coppia viene considerata in continuo dinamismo e riformulazione di sé.
  4. l’arcipelago, caratterizzato da una coppia “principale” e da altri “isolotti” accessori, ossia da altre relazioni contemporanee.
  5. le garanzie di distanza, fondamentali, comunque si intenta la “coppia”. Ognuno dei membri deve conservare il proprio “spazio vitale”, ossia i propri interessi, al di là di quanto, invece, si faccia “in coppia”.

Suggerimenti:

1. la distanza: ognuno deve trovare la sua distanza nel rapporto. Gli ideali di fusione troppo grandi, le eccessive pretese di vicinanza e di armonia possono distruggere la coppia.

2. la tolleranza e la riparazione della distruttività intrinseca.  Più l’amore è forte, più si esperimentano momenti sublimi, ma più atroce è la sofferenza inerente al rapporto (paura di perdere la persona amata e il suo amore, vulnerabilità di fronte alla sua aggressività, odio per la dipendenza che si crea). Tanto più si è in grado di accettare la quota distruttiva della relazione, di tollerare il “male” in essa contenuto, e di “ripararlo” quando possibile, tanto più l’amore può crescere con gli anni anziché diminuire.

3. Finire non equivale a fallire: se una coppia termina ed i due membri decidono di separarsi, questo non deve essere vissuto come un fallimento, ma un punto di partenza, conclusosi un percorso, per altre strade.

4. Costruzione attiva: la coppia non è un “dono divino”.

Per il consulente è importante distinguere i disturbi sessuali dalle conflittualità coniugali.

Spesso le coppie in crisi non riescono né a stare insieme né a separarsi.

La Creazione.

La sessualità è connessa alla creatività. La creatività sessuale umana va oltre la riproduzione propria di tutti gli esseri viventi: in virtù delle facoltà simboliche neocorticali si estende agli ambiti psicologici. La creazione dunque può comprendere una procreazione biologica (i figli), ma anche una creazione psicologica, oggetti interni a sé, nella simbolopoiesi individuale e crescita psicoaffettiva, e nella simbolopoiesi di coppia e creazione di un nuovo universo semantico della coppia. Oggetti esterni creati sono i legami, le relazioni, la coppia in sé, l’amore, le creazioni artistiche, scientifiche, professionali, sociali e culturali, l’auto-ed eterorealizzazione, l’arricchimento, l’evoluzione, il rinnovamento della vita, la riparazione del “male”, il piacere, la maggiore intensità della vita. Per “creazione”, dunque, si intende la costruzione di una entità nuova (sia essa biologica, o psicologica o fattuale). Funzione erotica e funzione riproduttiva non necessariamente coincidono: donna e madre non necessariamente si sovrappongono.

L’Amore.

E’ la più alta ed evoluta, ambita espressione della sessualità. Ne hanno parlato i poeti, i filosofi, gli antropologi… Esso è stato la “sorgente” di così tante opere letterarie che vale sicuramente la pena “analizzarlo” anche nei suoi aspetti meno palesi.…

Va distinto dalle altre emozioni apparentemente simili. Nell’Amore vi è il superamento della dinamica pulsionale ( come voleva Freud con il suo concetto di libido) ed oggettuale (quando  M. Klein parlava di relazione). L’Amore tiene la “coincidentia oppositorum” se è amore disinteressato. E’ indipendente da qualsiasi gratificazione. E’ fuori dal tempo e dallo spazio. Distanza e vicinanza nell’amore si annullano. La dimensione dell’Amore è “per sempre”. Quando si è innamorati la vita è piena di senso non ci si chiede più il senso della vita.

Ma proprio perché così coimvolgente, secondo G. Abraham tutti cerchiamo l’Amore ma al tempo stesso lo evitiamo per paura. Il “vero” Amore si caratterizza per alcuni attributi fondamentali:

1. Superamento dei limiti del programma  genetico sociobiologico: chi ama può rinunciare alla trasmissione dei propri geni, quando, ad esempio, ci si sposa con una persona sterile.

2. Superamento della dinamica pulsionale e oggettuale: preoccupazione per l’oggetto in sé, indipendentemente dalla gratificazione, dai bisogni, dalle istanze superegoiche che possono legare il soggetto con l’oggetto.

3.Tutta la luce dell’Universo si concentra sulla persona amata, che diventa porta di accesso alla nostra natura più autentica.

4. Massima liberazione della creatività: si produce vita, pensiero, si progettano figli, si crea un nuovo mondo.

5. Fonte semantica (contatto con l’Essere): la vita viene riempita di senso come  in nessun’altra condizione; tempo e spazio tendono ad annullarsi, ci si sente immersi nella bellezza, qualsiasi cosa o azione, anche la più noiosa, diventa nell’amore un’esperienza meravigliosa, come se l’amore aprisse una finestra sull’eternità. Nella Filosofia esistenzialista l’amore è una manifestazione della “coscienza assoluta” di Jaspers.

6. Se una coppia si ama, la prognosi della disfunzione sessuale decisamente è favorevole.

Secondo Alberoni esiste un processo di storicizzazione dell’amore di coppia, la coppia è un legame intersoggettivo in cui l’”Io” non precede ma segue la comparsa del “Tu” ed il “Noi” si antepone ad entrambi. L’innamoramento è “stato nascente”, è un processo in fieri non può essere statico. Se si “staticizza” è destinato a morire.

Alberoni ne “L’ Arte di amare” (2012 ) ha descritto l’innamoramento come un processo che dura nel tempo. Il vero amore conserva immutata in sé la vividezza dello stato nascente, è in continua “rinascita”. L’innamoramento è, dunque, un delicato meccanismo elastico che consiste nell’avvicinarsi e nell’ allontanarsi dall’altro.

In un meccanismo così delicato come è questo, l’atto del coito, diventa solo uno strumento e non il fine da raggiungere.

Se la relazione sessuale viene vissuta con Amore, ciò che eccita e predispone al sesso non è, semplicemente e banalmente, un corpo nudo, ma l’intersoggettività,  il “NOI”.

Allorquando si viva, invece, il sesso come due individui separati e non in coppia e, dunque, in ultima analisi, senza Amore, ci possono essere certo, comunque, orgasmi, ma non gioia sessuale.

 

Riferimenti Bibliografici

Alberoni F. L'arte di amare. Il grande amore erotico che dura, Venezia, Sonzogno Editori, 2012

Cociglio G, a cura di, Il Manuale del Consulente Sessuale, Volume I La Sessualità, Milano, Franco Angeli, 2002

 

 

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Inserito il:11/05/2015 09:53:14
Ultimo aggiornamento:31/05/2015 21:36:31
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