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Aggiornato al 12/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Giotto – (1267 ca -1337) – La cometa - Particolare – Cappella degli Scrovegni – 1303/5

La cometa pasquale.

 

La cometa P/2016 BA14 Panstarrs, ci ha appena sfiorati passando alle 16,31 del 22 marzo a soli 3,54 milioni di chilometri di distanza; si tratta di una cometa da podio perché soltanto altre due in precedenza avevano osato tanto: la D/1770 L1 Lexell, che il primo luglio 1770 ci lambì a 2,25 milioni di chilometri e la 55P/1366 U1 Tempel-Tuttle, che il 26 ottobre 1366 passò a 2,13 milioni di chilometri.

La distanza minima dalla Terra della cometa pasquale è certa perché misurata in tempo reale, mentre le distanze delle altre due sono state dedotte a posteriori, calcolando l’orbita percorsa in passaggi precedenti alla loro scoperta. Ci ha sfiorati dunque, apparentemente senza crearci particolari pericoli, e si è allontanata silenziosamente e precipitosamente, spaventata forse dalle follie umane osservate mentre era ancora in avvicinamento.

In altri tempi l’apparizione di una cometa era considerata un avvenimento nefasto, foriero di disgrazie, guerre, pestilenze, e carestie (a peste, fame et bello libera nos Domine si cantava nelle rogazioni in campagna), e allora il pensiero corre incredulo e infastidito alle coincidenze di quanto accaduto al pullman di Barcellona e ai fatti di Bruxelles; può un fatto casuale e imprevisto scatenare la follia umana e disturbare l’equilibrio delle menti deboli? Chissà?

Di fatto la nostra cometa era stata scoperta soltanto nel gennaio di quest’anno; in un primo momento pareva fosse un asteroide e solo in seguito si è potuto stabilire che si trattava dello stesso oggetto scoperto nel dicembre 2015 e cioè la cometa P/2016 BA14 Panstarrs.

Ma le stranezze non finiscono qui in quanto è ormai accertato che si tratta di un corpo generato dalla scissione del nucleo di una cometa precedente la 252P/LINEAR che potrebbe essere la genitrice o la gemella. Le due hanno orbite molto simili e sono passate al perigeo, punto dell’orbita più vicino alla Terra, entrambe il 22 marzo 2016, praticamente in coincidenza dell’equinozio di primavera, altra stranezza!

La cosa che considero straordinaria, è il fatto che tutto questo sia passato nel silenzio totale dei media, impegnati a fornire i loro improbabili pareri su come debellare il terrorismo, e degli astrologi catastrofisti sempre pronti a scatenare i loro cupi presentimenti sulla imminente fine del mondo.

 Tornando ai nostri oggetti, essendo corpi periodici di tipo gioviano, cioè con orbita entro quella del pianeta Giove, hanno una periodicità molto breve, tanto che le rivedremo entrambe nel giugno-luglio 2021.

Avranno quindi modo di scoprire a breve se l’uomo sarà rinsavito oppure avrà perseverato nella sua follia distruttiva, e chissà che allora queste messaggere celesti nel loro report al padre Giove, che rivedranno al loro ritorno, non possano stavolta scrivere qualcosa di più positivo.

Auguriamocelo, sarà argomento per nelfuturo.com.

 

Inserito il:25/03/2016 17:45:22
Ultimo aggiornamento:25/03/2016 18:51:45
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