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Aggiornato al 17/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Susan Brown Slizys (USA, Art signature name) - Blockchain Universe

 

Bitcoin: bolla potenziale del settore hi-tech?

di Vincenzo Rampolla

 

Il 2007 è l’anno della crisi economica-finanziaria mondiale maturata negli Usa e innescata dallo scoppio di una bolla del mercato immobiliare. È il crollo dei subprime, prestiti ad alto rischio finanziario concessi dagli Istituti di credito in favore di clienti a forte rischio debitorio.

Spinta da meccanismi finanziari di contagio e entrata nella spirale recessiva, si è aggravata in diversi Paesi europei con la crisi del debito degli Stati sovrani e ha dato il via alla crisi bancaria con crollo di fiducia nelle borse.

L’Italia, punita con tagli di rating – indicatore di gradimento dei mercati – viene sostenuta dalla BCE dell’acrobata Draghi. Questi adotta il QE (Quantitative Easing) strumento di politica monetaria espansiva per il sistema bancario e stimola la crescita economica e l'occupazione: Banca d’Italia acquista titoli di Stato con scadenza a breve termine, per abbassare i relativi interessi medi sul mercato.

Quando gli interessi sono prossimi allo zero, il metodo perde di efficacia, ma può essere tenuto in vita per un ulteriore stimolo, acquistando attività con scadenza più estesa di quella a breve termine e portando gli interessi di lungo termine oltre la curva rendimenti.

Gli effetti della crisi hanno avuto forti ripercussioni sul capitalismo imprenditoriale e manageriale, risucchiato inizialmente da un capitalismo monopolistico di stato, in seguito oggetto di volteggi verso un capitalismo assimilabile a uno stato di oligopolio.

Al centro della crisi è la questione del valore, il ciclo del valore delle cose, il valore del lavoro, dell’impegno, dell'attività produttiva stretta dalla deflazione, delle attività finanziarie con il QE, valori unici e preziosi su cui si basano le società.

Incapaci di adattarsi, i manager brancolano tra realtà difficili tutte da definire ma che producono attività, esistono e pur se nascoste agiscono da ultimo regolatore del sistema. Impotenti i manager cedono il testimone alle caste, emerse dai bassifondi.

In definitiva, unicità e preziosità sono il limite ultimo dell’evoluzione: si deve tornare alle origini, alla ri-nascita, alla biologia, alla logica dei viventi, è qui che la contesa morde e minaccia la sfida della società.

La dilagante nevrosi sociale, con la decomposizione della borghesia, il rigetto della massa migratoria, l'ascesa del populismo, la deriva della ratificazione sociale dell'omosessualità, l’impotenza della UE, l’evaporazione del bipartitismo, mette in ginocchio il dirigente conformista impreparato, inadatto a cavarsela.

Perso il contatto con il mondo, il sistema si avvita in pratiche, teorie, regole, metodi, prassi che portano a una condotta inadeguata all’adattamento … nessuna giraffa si allungherà più il collo per continuare a vivere con le ultime foglie, quelle più in alto.

In chiave economica l'emarginazione, nata con Walras, è il passo fondamentale, costitutivo della nevrosi. Il valore delle cose, dice il marginalismo, non ha nulla a che fare con lo sforzole cose valgono per il desiderio che sanno suscitare.

Aggiunge Menger: il valore è solo nella testa delle persone: il valore del desiderio e del lavoro sono i poli inseparabili del valore dei prodotti dell'attività umana.

L'ascesa delle teorie marginaliste è parallela al progresso nella soddisfazione dei bisogni vitali, è figlia della saturazione della domanda. Per continuare la crescita e garantire l'ordine sociale, ci vuole un valore svincolato dai bisogni - o lo si deve far credere - e affermare che se si maneggiano a dovere i desideri, allora questo valore incontra la sua domanda, il suo mercato.

Marginalismo e credito sfrenato vanno di pari passo, strade nuove da percorrere, nonostante i limiti oggettivi. Ai giovani emarginati delle bande di periferia si deve urlare: per esistere hai assolutamente bisogno di Nike e allo stesso tempo, gli dai il credito.

Costa meno al sistema educarli, dando loro l'opportunità di costruirsi un'identità.

E questi giovani non sono il nostro futuro? Il valore del lavoro, della fatica, della scarsezza, del pregio sono le vere valvole del sistema, ma vengono ritrattate, sigillate. Non se ne parla.

L’intero sistema si trasforma, muta e si altera. Cambiano prodotti, processi, strutture, sovrastrutture, corpi sociali. Cambiano stili e regole e influenzano l'ordine superiore, l'ordine politico, il Deep State. Chi non vede che si sfalda e si liquefa?

Oltre la politica, c'è la geopolitica, cioè la guerra o la pace. E il primo passo è il conflitto commerciale, scaramuccia già in atto. La parola d’ordine è selezionare gli avversari, truccare gli attori, mobilitare le milizie robot, mettere torpediniere Usa a scorrazzare nei mari di Taiwan mentre a Mosca, Vladimir stringe la mano a Xi e a Londra, Donald si struscia alla corte della Regina. Roba di questi giorni.

Il concetto di valore-desiderio implica dunque che il consumo di massa non avvenga offrendo più prodotti semplici e di crescente utilità, ma stabilendo una gerarchia di bisogni basata sulla complessità: più è complesso e costoso e più si accentuano le diversità sociali.

E il simbolo del valore, la carta moneta? Che sia emessa a volontà, finchè la gente crede nell'esistenza di un sostegno, di un punto di riferimento. Ma se emetti cartamoneta, quella stessa gente la nasconde, la protegge, ha paura, la immagazzina, non la fa circolare. Copia le banche, gravide di denaro inattivo. Il denaro emesso resta paralizzato, è virtuale, assicurazione illusoria … Quando sarà pronto a riconquistare il suo valore, la sua utilità concreta? È giunta l’ora.

È il momento di esibire e diffondere, la moneta virtuale, il simbolo, la pura effige del valore: il bitcoin.

E l'oro? Che sia confinato a ultimo baluardo del valore, nell’anima umana ancoraggio eterno, simbolo sacrale e universale tra i due poli della fatica e del desiderio, tra lo scavo in miniera e il possesso. Che altro potrebbe rimpiazzarlo?

Si è detto che il vacillare del capitalismo assiste all’inversione dei valori, a livello dei prodotti distribuiti e consumati con valore non basato sull'utilità o sul lavoro incluso, ma sul desiderio ... e accade che diventi appetibile e caro ciò che posso difficilmente rivendicare e ciò a cui non posso che avere difficoltà ad accedere ... la strategia marketing di Apple si basa esattamente sul principio del consumo di massa di prodotti unici e di alta innovazione con una magica stimolazione del desiderio, dell’orgoglio e del vanto di avere un Apple.

Interminabili le code per pagare l’ultimo costosissimo modello di Ipod 5 nel 2008, anno della crisi, in Svezia, Italia, Spagna e Polonia, con la variante che a Varsavia molti nelle code erano figuranti pagati da Orange, per fare pubblicità alla pubblicità, spudoratamente dichiarato dagli organizzatori. E la strategia di Samsung, suo principale concorrente?

Si basa sul tradizionale concetto di utilità marginale, decrescente secondo il prezzo, ma indipendente dalla quantità di lavoro incorporato. Può il successo delle criptovalute essere spiegato in modo analogo? Posso accedere a una tecnologia che le persone comuni non capiscono, che mi consentirà di entrare nella ristretta cerchia dei signori dell’élite? Sì!

Il bitcoin è tuo, è la carta oro American Express al massimo grado, è esentasse e ti fa diventare ricco. Perché stupirsi se in questa realtà innovativa e isterica, le grandi hi-tech si danno da fare in termini di capitalizzazione di mercato. Possedere un solo bitcoin o anche una sua frazione, è segno di distinzione sociale. Oggi solo a bisbigliare la parola criptovaluta basta a trasformarti in un guru di iniziazione al proibito. E l’intramontabile lingottino d’oro? È sulla via del ritorno all’antico status di rozza reliquia, orfana per un chip d'avanguardia.

Chi l'avrebbe detto? Così è la natura umana, manipolata ad arte, clonata a puntino.

Il complesso gioco matematico indecifrabile per la mente umana celato nella blockchain, anima del bitcoin, ne è il simbolo, e ciò che ha sapore e odore di gioco ti porta alla castafai quasi parte del giro. Tutto ciò che viene presentato e detto sul bitcoin è già tradotto, trasformato, macinato e sfida, lasciandolo senza difese, chi cerca di pensare.

Ciò che si dà a vedere è apparenza, ambiguità, inganno che deve essere decodificato, tutto per ostacolare verità e ricostruzione del significato nascosto. E ciò é vero e crudamente ancora più vero in chiave sociale e economica in un periodo di crisi.

Uno dei successi della casta è quello di essere riuscita a fare dimenticare la crisi finanziaria del 2007. Quanto ricordiamo della lezione appresa da quel tracollo? Il vero successo è aver rotto il legame che dà significato al presente.

La sfida è trovare il senso dell’agire: cessare di essere estranei a se stessi, schiacciare l’alienazione, partire dall’esperienza, dai fatti e legare l’Idea con la Realtà … E no! Così non va…

Oggi le idee non passano più. Si rigetta l’intellettualismo, si sminuisce il lavoro teorico e critico e chi lo fa si arrocca nel suo bozzolo accademico e guai a chi lo sfiora: lo contamina.

Scompare la dialettica tra l'intellettuale e il manuale: da un lato è l’apparenza, la percezione, l'immediato, le emozioni e dall’altro lo studio intelligente e il lavoro di capire l’altro, lavoro subito deriso.

I mass media bandiscono l'intelligenza perché li mette in pericolo. È l'arma per distruggere la loro pericolosità, dunque la loro influenza. Legittimare ciò che già sappiamo, per farlo accettare, questa è la funzione.

La casta lavora per i padroni, i dominanti. Chi ha capito che si è varcata la soglia della dominazione? Il lavoro dell'intelligence è allora confinato su altri temi: giochi, calcio, TV, social network,videopoker … pur di non pensare.

Una delle armi delle caste dominanti è la radicale distruzione della nozione di verità.

Non viviamo né nel vero né nel falso, si va oltre la menzogna, in un mondo in cui le categorie della tradizione non sono più degne.

Anche il discorso politico o pubblicitario non è né vero né falso, crea un altro mondo, un mondo di credenze. Deve essere ambiguo, deve dare vita a un’altra realtà, strutturarla e plasmarne gli esseri, i soggetti stessi.

E’ il mondo del mago di Oz. Riemerge crudele la nevrosi sociale con la verità.

La verità è centrale, figlia della libertà. Se non c'è verità, il mondo cade in mano ai sofisti, quelli che hanno il diritto e l'accesso alla parola.

E le caste hanno fatto un grande passo, hanno dirottato la scienza riuscendo a convincere il popolo che la verità non esiste. Con il pretesto che la scienza rivede costantemente le proprie conoscenze, hanno dato a intendere che tutto sia da rivedere, che esista l'anti-verità, l'ambiguità. Si altera il valore delle parole. Al potere con la modernità!

Il nuovo valore porta alla distruzione della verità e fa appello alla magia: tutto ciò che avverrà domani sarà superiore a quello che c’è oggi. Nasce l’uomo-oggetto, uomo-prodotto, ectoplasma tecnologico.

Nuovo valore è anche l’illusione, l’abbaglio di onnipotenza e di dominio su ogni cosa, tra cui unicità e valore, antichi tesori riportati alla luce come valori della modernità. Nasce un universo parallelo di titoli finanziari, di giochi, di promesse di ricchezza, di beni virtuali, di sogni, di risultati che non hanno alcuna possibilità di trasformarsi in fatti reali, a meno di non accettare la distruzione di ciò che li contraddistingue: la valuta.

Muore la valuta e spuntano dal nulla le monete virtuali. Nasce il bitcoin.

I potenti plaudono e all’unisono giocano lo stesso gioco, muovono i passi in quella direzione: comprate la virtualità, annegatevi nella volatilità, risucchiatevi i vostri risparmi... questa è la modernità.

Nel contesto economico di mercato il bitcoin è la bolla potenziale del settore hi-tech. Non è strumento QE utilizzato da una Banca Centrale, ma ha raggiunto lo stesso obiettivo e molto più velocemente. Grande follia quella dell’assenza di un’Autorità centrale!

Ciò che ha richiesto decenni e anni affinché venisse recepito in altri mercati, il bitcoin lo ha fatto in pochi mesi. È vero che aumenta di valore solo perché è garantito dal dollaro e acquistato da altre valute estere, ma la sua dote è un tasso di variabilità quasi infinito.

Come ci è arrivata la FED (Banca Centrale Usa)? Accantonata l’inflazione si è concentrata sulla velocità del dollaro in costante calo dalla crisi bancaria. La velocità del denaro è quella con cui il denaro si muove nell'economia e viene speso. Le migliaia di miliardi di dollari iniettati dalla FED con il QE nei bilanci delle banche in crisi, non sono guadagni per l'economia, è denaro suonante messo a tappare le falle. Non produce ricchezza. La FED lo sa, $50 B al mese per almeno 10 anni. Non interviene. Insiste. È complice.

Se si studiano i grafici degli andamenti, la velocità del denaro è diminuita drasticamente nello stesso periodo in cui è stato introdotto il bitcoin. Coincidenza? Non esiste… Chi c’è sotto?

La FED in persona … sì, il funambolo d’oltre oceano.

In un articolo su Fedcoin del Washington Post si legge: La carta moneta ha il vantaggio innegabile di essere anonima. Puoi mettere quei soldi sotto il materasso o in una cassaforte, e nessun altro lo sa. Una moneta elettronica nazionale renderebbe molto più difficile per i criminali accumulare denaro perché ogni transazione sarebbe registrata nel libro mastro del Governo … il bitcoin non è anonimo e chi lo usa non se ne rende conto. Lo storytelling sul bitcoin è perfetto, parole imbastite per mascherare la verità, parole da decifrare: la FED è incalzata dal bisogno di un sistema perfettamente controllabile, una moneta virtuale per digitalizzare l’economia in caso di crisi. Allora? Faccio nascere il bitcoin e posso continuare a mascherare il grande bluff della relazione tra debito, massa monetaria e velocità della moneta: nell’economia reale continua a non circolare. Finché dura.

(ricerche su: reinformation.tv/chine, zero hedge, leskerfrancophone.net, brunocortez.com, depossession, 24hgold.com, dedefensa.org, agefi.com, the wolf, E-transformation du monde, or-argent.ere/goldman-sachs, wikipedia)

(Continua)

 

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Inserito il:11/06/2019 10:12:28
Ultimo aggiornamento:11/06/2019 23:16:33
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