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Aggiornato al 19/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Beniamino Giannini (Contemporaneo - 1949) – Pensiero

Ovvietà di fine anno 2015 (quasi una copia della nota dello scorso anno).

Mi è venuta la tentazione di farvi uno scherzetto: riproporvi la mia nota di un anno fa semplicemente cambiando la data: ci sareste cascati tutti prendendo per attuale quello che scrivevo a fine 2014. ( Questo anche per la limitatezza delle mie idee, arteriosclerosi,…)

Di fatto, nel nostro paese, è cambiato ben poco ma almeno il segno è positivo.

Infatti la variazione del  PIL  è finalmente diventata positiva, c’è  un ripresina piccola piccola ma la cosa importante è che si è “cambiato direzione”.

Merito in   parte di fenomeni esogeni e non controllati da noi.

Abbiamo avuto anche una certa fortuna: turismo favorito dalle disgrazie altrui, vendita di rottami di aziende ( una per tutte: Alitalia). Da ricordare anche l’EXPO e i suoi civilissimi visitatori.

Non abbiamo però minimamente sfruttato la buona situazione (energia, tassi, commercio internazionale,..) per fare un minimo di riformicchie: spending review, riforme tasse, PA, debito pubblico , … sono rimaste al palo o meglio messe in congelatore.

Anzi stiamo facendo una battaglia per “sforare”: in altre parole per indebitarci ancora di più!

Il 2016 andrà, mi sembra, ancora un poco meglio del 2015 e  arriveremo ad un incremento del PIL non da “prefisso teleselettivo”.

Anche nel 2016 avremmo condizioni ideali per fare interventi strutturali: riduzione del debito, spostare tasse dalle persone e imprese alle cose, qualche vera infrastruttura,… ma temo che non coglieremo l’occasione.

E  quando, prima o poi,  il vento esterno calerà ci troveremo come prima.

Guardando all’anno trascorso si vede del gran grigio (smog ovviamente) ma anche qualche buon segno: l’Italia sta acquisendo una certa attrattività non solo per l’acquisto di nostre imprese ma perfino per nuove significative installazioni.

Vicino a me tre multinazionali stanno costruendo, da zero, tre importanti insediamenti industriali.

Lamborghini, Philips Morris e la ben poco conosciuta TOPCON occuperanno 500 persone ciascuna nel giro di poco tempo.

Merito del job act, di incentivi regionali, dei nostri “cervelli”? L’importante è che siano arrivate !

E’ la controprova che il nostro paese è basato sul “lavoro industriale” e che questo andrebbe incentivato per quanto possibile: è ancora l’industria  ed il suo export che ci dà da mangiare.

Nel breve non c’è che puntare sulla “vecchia” economia industriale dove manteniamo una buona  posizione ( vedi Fortis)

Nel lungo temo che questo modello diciamo “tedesco” tenda ad esaurirsi.


 salmon-andamento-pil.JPG

 

Guardate questa figura: rappresenta l’andamento del PIL in Emilia Romagna dal 1980 ad oggi: ha l’aspetto della curva logistica: una sua estrapolazione per gli anni venturi non incute certo ottimismo. Un anno fa dicevo “sumo panà”, siamo fritti: è ancora vero !

In mancanza di ogni alternativa reale ( vi ricordate la new economy ? oggi start up, spinn off universitari,…) non ci resta  che ottimizzare, fin che dura,  il modello attuale ancora tenuto in piedi dall’export delle industrie .

A proposito di industrie “c’era una volta” ho scritto un mio amarcord, come e-book, reperibile su Amazon intitolato:

ANNI 70: UN CASO DI  INNOVAZIONE E DI VITA ALLA OLIVETTI magari vi interessa.

Grazie dell’attenzione, saluti ed auguri.

 

Inserito il:31/12/2015 19:27:18
Ultimo aggiornamento:23/01/2016 10:24:56
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