Aggiornato al 06/12/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Mario Schifano (Homs, Libia, 1934 – Roma, 1998) - Mar Mediterraneo

 

EastMed e pipelines del Mediterraneo

di Vincenzo Rampolla

 

La guerra di Putin rivitalizza EastMed. Via alle prime gare d'appalto Al via i primi contratti. EastMed sembra sul punto di partire per realizzare l’impianto che porterà il gas e l’H₂ dai maxi-giacimenti nel Mediterraneo orientale verso l’Italia, passando per Cipro, Creta e Grecia e nel futuro integrando Israele ed Egitto con i loro giacimenti. Con 2 gare d’appalto, la prima per €1 Mld per il tratto terrestre del gasdotto, 555 km attraverso la Grecia continentale. La seconda da €250 M, per stazioni di pompaggio e misurazione a Cipro, Creta e in Grecia. Per la parte offshore, ci sarà la gara di progettazione indetta da Saipem e Allseas per €2,7 Mld. In totale EastMed misurerà oltre 2,000 km e consentirà il passaggio di 20 Mld m³ gas/anno. Bruxelles ha classificato il gasdotto come un progetto di interesse comunitario con gasdotto operativo nel 2027 e tutte le strutture di EastMed dovranno essere compatibili anche con l’H₂ per soddisfare i requisiti e la tassonomia europea. Il futuro del gasdotto è stato uno dei temi al centro delle recenti missioni di Mario Draghi. In particolare, ne ha parlato in Israele e in Turchia. Dal punto di vista autorizzazioni in Italia il progetto è completamente blindato, con proroga della data di decorrenza lavori al 1° ottobre 2023, a seguito della firma di un accordo sul gas tra Israele, Egitto e UE.

Ankara, anche dopo l’apertura degli Usa, rimane il principale ostacolo per EastMed: migliori i rapporti con Israele, ma irrisolta la questione cipriota e i forti problemi economici e finanziari interni e inflazione al 73%. Gli alti costi rappresentano comunque un punto interrogativo. A Gerusalemme e Ankara, Draghi ha discusso un’altra ipotesi: realizzazione di un gasdotto che da Israele passi per la Turchia allacciandosi al Tanap, che dall’Azerbaijan porta il gas in Italia passando per il Tap in Grecia e che sarà operativo entro il 2026.

Nella complessa rete di gasdotti del Mediterraneo orientale, si inserisce il Tap (Trans Adriatic Pipeline) gasdotto lungo 878 km che parte dai confini tra la Grecia e la Turchia attraversa l’Albania, il Mar Adriatico e termina in Puglia, nel comune di Melendugno (Lecce). La capacità di trasporto del Tap è di 10 Mld m³ di gas/anno.

In Italia il gasdotto Tap è stato avversato da movimenti politici contrari all’alleanza atlantica (no-Tap) con in testa la Bulgaria che attraverso la russa Gazprom mal tollera il progetto ed esporta gas naturale in Macedonia del Nord, Serbia e Bosnia. Il primo ramo del gasdotto Igi-Poisedon (Interconnessione Grecia-Italia) è una joint venture di Edison con la greca Depa, che il 7.7.2022 hanno avviato le procedure per l’assegnazione del progetto. 

Alla stessa data sono stati allertati i servizi, e non solo greci, per l’inaugurazione dell’Igb (Interconnessione Grecia-Bulgaria) a Kavala (Macedonia), anche qui operazione minacciata da azioni di disturbo, con fuga di dati relativi all’accordo e infiltrazioni nella società statale Bulgargaz e nella AGSC (Azerbaigian Natural Gas Sales Company). L’Igb avrà una capacità di trasporto di 3 Mld m³/anno, con upgrade a 5 Mld: per l’UE boccata di ossigeno in piena crisi energetica e per la Russia una perdita di guadagni. Al taglio del nastro nella città di Komothini oltre ai Ministri dell’Energia di Grecia e Bulgaria, anche tutti gli osservatori energetici coinvolti e quelli dei Paesi europei interessati alle nuove infrastrutture legate al gas. Secondo Kostas Skrekas, Ministro greco dell’energia: la Grecia è riuscita a migliorare la sicurezza energetica dei Paesi della regione e dell’UE attraverso le infrastrutture del gas naturale liquefatto disponibile e quelle nuove in fase di progettazione, come potrebbe essere il gasdotto Eastmed. Il tutto si somma ai programmi di potenziamento delle interconnessioni elettriche con Bulgaria, Albania, Italia ma anche alla realizzazione di un’interconnessione elettrica con l’Egitto.

Il primo ministro bulgaro Kiril Petkov ha salutato questa infrastruttura come una carta vincente per il suo Paese, certo che le forniture di gas all’Azerbaigian attraverso il nuovo gasdotto bulgaro-greco inizino a luglio. Entro agosto sarà inoltre fornito alla Bulgaria 1 Mld m³ a prezzo ben inferiore a quello di mercato. L’Azerbaijian e la Bulgaria hanno concordato di fornire 1 Mld m³ gas/anno attraverso l’Interconnector Grecia-Bulgaria nel 2021, ma i ritardi relativi ai lavori di costruzione e alle iniziative poco chiare di players esterni hanno reso necessario un intervento diretto dei Governi per fare partire la stazione di Kavala.

È noto che l’intero versante dei Balcani occidentali rappresenta il terreno su cui Mosca vuole contrastare gli sforzi europei di diversificazione del gas, opponendosi da sempre all’espansione della Nato e dell’Ue. In questo senso il ruolo della Grecia non solo è centrale con Igb, ma anche in un’altra partita che si sta giocando ad Alexandroupolis, dove $378 M serviranno a realizzare un nuovo terminale di ricezione di gas naturale liquefatto (Gnl) entro il 2023 collegato sia con Igb che con Tap. Si delinea un quadro energetico euroatlantico e si completa con il raddoppio dell’isola deposito di Revithousa, dove già arrivano ingenti quantitativi di Gnl Usa. Gli armatori greci sono molto attivi, ma suscitano reazioni negative in Usa, perché stanno pilotando ambiguamente il gas russo in Germania, grazie alla scoperta di un accordo per noleggiare una piattaforma galleggiante tra un armatore greco e il Ministero delle finanze tedesco.

Secondo Teodora Georgieva, Direttrice della società di sviluppo del progetto l’Igb tra Grecia e Bulgaria, il gasdotto entrerà in funzione a settembre/ottobre, tenuto conto che alla fine di giugno, la sua costruzione era stata completata al 98%: impianto lineare allestito, completamento saldature di tutti i tubi, interrati, ricoperti e sottoposti a collaudo idrostatico. I test hanno garantito che la struttura soddisfi tutti gli standard richiesti. A giorni è atteso il premier Kiril Petkov che ispezionerà la parte dell’Interconnettore in Bulgaria. La parte iniziale del progetto consiste in un gasdotto di

182 km, con una stazione di misurazione a Stara Zagora e due stazioni analoghe a Komotini, in Grecia. L’intera conduttura sarà sotterranea e la sua capacità raggiungerà 3Mld m³ gas/anno.

(consultazione:  f.de palo, 06/07/2022; g.carrer e o. lanzavecchia, 07/07/2022 – le formiche)

 

Inserito il:12/07/2022 17:21:05
Ultimo aggiornamento:12/07/2022 17:36:33
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