In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Anonimo (anno 1951) - Hospital room - Tempera

 

L’ottimizzazione dei costi nella sanità pubblica, mito o realtà

di Giuseppe Talarico

 

E’ stato scritto: “La Pubblica Amministrazione italiana spesso è vittima di pregiudizi e luoghi comuni, la burocrazia viene spesso descritta come farraginosa e antiquata. Il mondo della Pubblica Amministrazione può apparire come enigmatico, complesso ed ostico”.

E’ stato detto: “Al nome del popolo si ricorre quando si vuole conquistare il potere e non si hanno programmi o progetti da sottoporre alla volontà popolare. In nome del popolo sono stati commessi misfatti spaventosi nella storia. In un sistema democratico aperto uomini di pochi scrupoli o dediti alla ciarlataneria carpiscono l’ingenuità popolare che abbocca con facilità verso coloro che promettono e lusingano.”

 

- In nome di qualcosa -

Shakespeare, attraverso Marco Antonio, insegna “Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro”.

Cosa hanno in comune questi tre concetti? Apparentemente nulla.

Se è noto che a molti utenti la Pubblica Amministrazione appare enigmatica e ostica, meno noto è che un sentimento che anima molti operatori della P.A. è lo stupore che trasla verso la rabbia e si arena verso l’inedia dell’impotenza.

Ancora più marcato è questo stato d’animo nel campo della sanità pubblica che ha assistito negli ultimi decenni ad una trasformazione epocale: medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti hanno vissuto lo stupore di una passaggio d’ufficio da professionisti sanitari a figure con compiti  amministrativi; hanno sentito la rabbia per la delusione professionale che ne è derivata; stanno scivolando verso l’inedia emotiva davanti a continue nuove trasformazioni, difficilmente interpretabili dal dipendente che vorrebbe avere come obiettivo personale e professionale l’assistenza al cittadino malato, ma che spesso si ritrova a erogare assistenza al processo amministrativo di nuova introduzione.

 

- Pubblica Amministrazione ostica ed enigmatica -

Da qualche anno il “mantra” che aleggia in tutti i locali della P.A. è ridurre, risparmiare, ottimizzare.

“In nome del risparmio” tutto si deve fare.

Pregevole obiettivo ottimizzare. Ma ottimizzare la spesa non vuol dire fornire i reparti ospedalieri dei flaconi di insulina al posto delle più dispendiose, ma pratiche e sicure, penne da insulina. Alla fine dell’anno il costo della voce relativa all’acquisto di insulina sarà certamente calato preferendo i flaconi alle penne. Tuttavia, una corretta analisi dei costi dovrebbe prevedere la quantificazione del costo della siringa da insulina + un ago per l’aspirazione dal flacone per ogni somministrazione; il costo relativo al maggior tempo per preparare la siringa rispetto alla penna pre caricata; il maggior spreco di farmaco nella preparazione della siringa; la maggiore difficoltà nell’aspirare il giusto dosaggio di farmaco ed il relativo costo delle conseguenze di una errore; la maggiore probabilità di inquinamento del flacone e le relative conseguenze economiche; la maggiore difficoltà nell’educare il paziente alla auto-somministrazione col flacone rispetto alla penna e le sue conseguenze economiche. Sommando il corrispettivo economico di tutte queste voci, sarà ben difficile dimostrare che la fornitura di insulina in flacone rappresenti una ottimizzazione dei costi.

Ottimizzare la spesa non vuol dire comprare balle di ovatta in sostituzione dei più pratici, puliti, sicuri batuffoli di tessuto da decenni utilizzati per la pulizia e disinfezione della cute. Alla fine dell’anno la voce di spesa relativa a questo cespite è sicuramente e sensibilmente ridotta acquistando le balle di ovatta; ma una attenta analisi dei costi che contempli il costo del disimballaggio, della riduzione in batuffolini di ovatta in ambiente pulito e sanificato, l’impacchettamento in contenitori puliti e sanificati; la distribuzione negli armadi e carrelli dei vari locali di utilizzo, il rischio di inquinamento e il costo della gestione delle conseguenze, il costo di tutto il personale impiegato, ancorché già stipendiato per altre mansioni, certamente fa salire il costo della balla di ovatta molto più in alto.

Ed è proprio il personale assunto e retribuito per altre mansioni che viene impiegato per svolgere i nuovi compiti che in nome del risparmio vengono generati. Giammai nuove figure e quindi nuovi dipendenti, aumenterebbero la spesa!

 

-In nome del risparmio-

Queste decisioni, questi nuovi obiettivi aziendali, queste soluzione illuminate, che interferiscono in maniera pesante e degradante nella quotidianità professionale di ogni operatore sanitario, cadono sempre dall’alto, ideate, progettate, comandate da persone che in nome del risparmio decidono, non sempre perseguendo effettivamente l’idea prospettica di risparmio ed ottimizzazione.

Le conseguenze sociali di quanto è in corso negli ambienti sanitari non si vede nell’immediato. Ci vorranno anni.

Più prestazioni sanitarie si erogano al cittadino, maggiore è il gettito di denaro per l’ospedale o l’ambulatorio pubblico. Perciò le visite mediche, gli esami specialistici, le prestazioni sanitarie vengono erogate sempre più in fretta, poiché breve è il tempo indicato (ma sarebbe meglio dire imposto) per la loro esecuzione; tempo durante il quale bisogna anche soddisfare tutte le incombenze burocratico amministrative che i nuovi processi richiedono, a scapito del tempo da dedicare al malato ambulatoriale o ricoverato.  Paradossalmente ogni Sanitario è valutato non già in base alla qualità professionale che è capace di produrre, ma in base a quante prestazioni esegue e a quanto è preciso nelle incombenze burocratiche.

Tuttavia, se ad un malato si dedica troppo poco tempo si sentirà poco curato o poco malato, assumerà meno o con meno costanza i farmaci, farà meno controlli, rischierà nuove complicanze, re-ospedalizzazioni, afferenza a cure per acuti.

Tutto incredibilmente più costoso a medio-lungo termine.

- Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro -

 

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:30/03/2017 10:07:46
Ultimo aggiornamento:30/03/2017 10:14:21
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology