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Aggiornato al 18/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Susan Brown Slizys (USA, Art signature name) - Blockchain Universe

 

Voglie cinesi, mercati finanziari e cripto valute

di Vincenzo Rampolla

 

Dal 14 al 20 ottobre 2019 si terrà a Washington il Meeting annuale del FMI (Fondo Monetario Internazionale), tema centrale da dibattere: la regolamentazione internazionale delle criptovalute. Per Christine Lagarde, presidente uscente, è l’ultimo meeting, eletta a succedere a M.Draghi il 1 novembre alla direzione della Bce (Banca Centrale Europea). Al G20 di Osaka fece il giro del mondo il video con l’irruzione di Ivanka Trump, figlia di Donald, nel colloquio tra Lagarde, Macron e altri del giro. Crudele l’espressione di sufficienza e disgusto che la parigina appena incoronata le aveva riservato.

Suo malgrado Ivanka ignorava che Christine conoscesse gli Usa essendoci vissuta e avendo lavorato per anni come avvocato d’affari, dal 1999 presidente del CdA della Backer & McKenzie, primissimo studio legale globale in Usa (ricavi 2018: $2.9 miliardi!).

Considerata tra le donne più influenti del mondo, economista fuori dagli schemi, è stata la prima donna al Ministero dell’Economia sotto N.Sarkozy, le prima donna nominata direttore generale del FMI e la prima donna a 63 anni a guidare la Bce, ovvero la politica monetaria dell’Unione.

Nei Meeting annuali il Comitato misto Banca mondiale-FMI e il Comitato monetario e finanziario internazionale dell'FMI si riuniscono per analizzare i progressi compiuti dalla Banca mondiale e dal FMI. Si svolgono seminari, briefing regionali e conferenze stampa sull'economia globale, sullo sviluppo internazionale e sui mercati finanziari mondiali.

Dopo le stravaganti invettive del Ministro delle Finanze francese Le Maire contro Libra (v. Nel Futuro: Facebook annuncia Libra, 21.06.2019), la divisa digitale stabile di Facebook, per il FMI è tempo di predisporre una regolamentazione internazionale condivisa sulle criptovalute.

Al Meeting saranno prese decisioni con effetto sul fronte dell’e-commerce, dei pagamenti digitali e delle transazioni finanziarie e nei mercati, dopo le critiche al lancio di Libra sollevate dalla Sec (Securities and Exchange Commission, Ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori). La Sec ha imposto le stesse regole che valgono per i titoli azionari e Zuckerberg, Presidente di Facebook, si è subito fatto sentire: Non è un’azione. È una divisa digitale, da equiparare al cash!

Le stranezze di Le Maire non devono sorprendere: non tutti hanno colto il significato di Libra e delle criptovalure, fa parte della leggerezza politica nei governi europei, legata più all’intuire che al capire. Che sta succedendo, si chiedono, ma quanto hanno capito di Libra?

Molto poco, dimostrato dal fatto che non fanno che contraddirsi. Un anno fa tutti acclamavano l’esplosione delle stablecoin, reputate innocue per l’assenza della volatilità tipica del bitcoin. Oggi si scagliano contro Libra, perfetto esempio di stablecoin, tutti ben intenzionati a emettere una propria moneta legata all’euro, magico toccasana tecnologico.

Si rendono conto che le CBDC (Central Bank Digital Currency), le stablecoin connesse alle fiat - valute nazionali - si sganciano dalle altre monete esistenti, bitcoin in primis, semplificando gli scambi? Di che stiamo parlando? Di una CBDC, una Digital Fiat Currency, una valuta digitale ma con il valore di una fiat, ovvero la versione digitale di una moneta a corso legale pienamente supportata dalle Banche Centrali. Si tratta, di un ulteriore passo nel superamento della dialettica tra blockchain e banche, eppure i Governi dell’UE e d’Oltre atlantico ne fanno oggetto di chiacchiere, contrasti e confusione.

La prova: in Usa la Sec invoca la applicazione del Securities Act del 1933 equiparando il mercato azionario con le criptovalute e si scontra con le lobby del Fintech (Financial Technology - fornitura di servizi e prodotti finanziari basati sulle più avanzate tecnologie dell'ICT) ansiose queste di sotterrare un corpo legislativo stantio, inadeguato per le innovazioni sfornate dalle tecnologie applicate alla finanza. Non basta.

A Bruxelles c’è pure il miracoloso risveglio dell’Antitrust europeo che all’annuncio di Libra per il 2020 apre un’indagine. D.Marcus, inventore del Progetto Libra, sbandiera Giustizia e Libertà, mantra per il miliardo di persone prive di conto corrente bancario, ma che potrebbero averlo sul loro cellulare grazie a una divisa virtuale facilmente scambiabile, senza incappare nei rischi di volatilità e opacità che hanno contraddistinto il fenomeno bitcoin e le centinaia di criptovalute concorrenti.

Le Maire non ha torto quando condanna le lentezze per rendere più immediati e meno cari i pagamenti nelle transazioni internazionali, zavorra ormai per gli Stati europei che hanno ammassato assurdi ritardi, per non parlare dei problemi con Brexit sull’interfaccia dei pagamenti verso l’UE. Nel frattempo, proprio dal Regno Unito, Mark Carney, Governatore della Banca Centrale inglese, durante l’intervento all’incontro annuale di Jackson Hole (Wyoming - Simposio economico dei Banchieri Centrali organizzato dal 1978 dalla Federal Reserve Bank di Kansas City) ha auspicato la nascita di un nuovo sistema monetario e finanziario internazionale, basato su un nuovo sistema valutario che offra maggiori salvaguardie anche ai Paesi emergenti, perchè da sempre la maggior parte di loro sono tenuti sotto scacco valutario dal Re dollaro.

Carney ha evidenziato un paradosso: i conti correnti aperti negli Usa e denominati in $ americani, sono solo il 10% del commercio mondiale e il 15 % del PIL globale, eppure nel commercio mondiale il 50% delle fatture e 2/3 delle emissioni di titoli sono in $ Usa! Che significa? Che negli scambi commerciali l’ammontare di riserve in $ Usa da parte degli operatori è assimilato a una necessità, un obbligo quasi, una salvaguardia: la garanzia contro la volatilità dei cambi.

Carney ha aperto gli occhi all’uditorio: Non si può aspettare che lo yuan cinese eserciti questa egemonia per non essere soggiogati da criptovalute emesse dalle BigTech, ma occorre creare un sistema valutario globale che accolga in pieno l’innovazione digitale con una divisa digitale emessa dalle principali Banche Centrali, per bloccare lo strapotere del $ Usa sul commercio mondiale, per creare un presupposto di regole condivise per gli scambi e per eliminare una volta per tutte le guerre dei dazi.

Carney ha suggerito infine che il FMI è l’organismo più idoneo a gestire una soluzione coinvolgendo le principali Banche Centrali e C.Lagarde ha preso la palla al balzo, appena sbarcata a Francoforte e dichiaratasi pronta ad approfondire la proposta inglese.

Come spiegare il tentativo della Borsa di Londra, il Lse (London Stock Exchange) - che controlla anche Piazza Affari - terza piazza mondiale, di rafforzarsi tentando l’acquisizione della Holding Refinitiv per pararsi dai nascenti attacchi del cannibalismo orientale? Si tratta di un’operazione annunciata in estate che vede Lse impegnata a rilevare da Blackstone e Thomson Reuters per $27 miliardi il gruppo specializzato nell’elaborazione di dati in campo finanziario.

Pechino intanto osserva. Prima ha messo al bando i bitcoin, pur mantenendo in vita la rete di miniere che li producono, poi si è lanciata nella produzione di una criptovaluta nazionale. Obiettivo è accerchiare il $ Usa su più fronti: la lenta svalutazione dello yuan, la creazione di una criptovaluta legata a WeChat, l’ampliamento della sfera di influenza sulle piazze finanziarie e l’invio di qualche bordata a Donald in risposta alla sua guerra dei dazi.

Attualmente il sistema creato da WeChat, come per Alibaba e Alipay, va oltre la divisa virtuale e permette acquisti diretti con un conto corrente agganciato alla piattaforma il cui accesso digitale avviene dal cellulare, potenziato dalla diffusissima tecnologia del codice a barre a matrice QR (Quick Response).

In pratica, unendo le prime 4 banche governative con UnionPay, Alibaba e Tencent, padroni della finanza digitale cinese, prenderebbe vita un consorzio analogo a quello ideato da Facebook per Libra. Ancora una volta l’arte cinese di copiare emerge insuperabile. L’11 novembre, Singles’ Day, (Guanggun Jie), giorno di celebrazione cinese dell’orgoglio di essere scapolo e giorno dell’e-commerce digitale cinese, verrà attivato l’accesso alla nuova criptovaluta, mettendo le mani su 1,3 miliardi di cinesi. Nel 2017 la festa si trasformò nella più grande giornata di shopping online e offline del mondo, con spese nei centri Alibaba superiori a $25,4 miliardi. Nella sua bibbia del marketing, 40 anni fa P.Kotler lo chiamò vantaggio competitivo.

E lo yuan e il suo futuro? Al presidente Xi Jinping il compito di vedere i risultati di questa esperienza di marketing occidentale trapiantato lungo la Grande Muraglia, sotto il fuoco della guerra dei dazi, vorace bubbone per gli imprenditori cinesi.

Non è un caso se nella frenetica corsa alla moneta digitale anche la BHK (Borsa di Hong Kong) sia partita all’attacco del Lse, dirottando l’attenzione dalla guerra dei dazi verso un nuovo ipotetico fronte di dazi non più commerciali ma finanziari, legati all’accesso a divise digitali e mercati finanziari. BHK ha lanciato un'offerta d’acquisto del Lse, proposta non sollecitata e del valore di €36 miliardi inclusi debiti, contanti, azioni e altre rettifiche.

Questo il commento di Charles Li, CEO di BHK: Entrambe le aziende hanno grandi marchi, forza finanziaria e solida esperienza di crescita. La fusione creerebbe un gruppo dal valore di oltre $70 miliardi con una base e attività diversificate, idealmente posizionate per sfruttare il mutevole panorama macroeconomico globale, collegando i mercati occidentali con i mercati finanziari orientali emergenti, soprattutto in Cina.

Come nasce questa iniziativa di Hong Kong senza l’accordo preventivo di Pechino?
La ricerca di economie di scala e la concorrenza al ribasso, ad esempio sulle commissioni per il trading, hanno spinto le fusioni fuori dal Vecchio continente. Le società di gestione dei mercati europei sono all’avanguardia sul fronte dell’innovazione e dell’efficienza riguardo alla micro struttura dei mercati e le Borse del Far East hanno tutto l’interesse a realizzare operazioni che consentano loro di mettersi alla pari rispetto agli standard tecnologici occidendali.

Pechino osserva e agisce attraverso le vie della Seta (terrestri, per mare e digitali) tenta di aumentare la propria influenza nel mondo Occidentale e proprio nel momento in cui la Gran Bretagna sta per tagliare i ponti con l’Europa, la corteggia per farne un partner importante.

Opzione interessante sempre che Donald non ci ficchi il naso. I giochi sono aperti.

Una delle condizioni che la BHK ha posto all’operazione è la cancellazione dell’accordo di Lse per acquisire Refinitiv. Dopo un silenzio iniziale, il gruppo Lse ha risposto che prenderà in esame l’offerta fatta dai cinesi definendo la proposta non richiesta, preliminare e altamente condizionante, aggiungendo che per ora intende restare impegnato nel progetto di acquisizione di Refinitiv.

Venti anni dopo il passaggio dalla sovranità britannica a quella cinese, con una prospettiva di altri 30 anni, pur nella sua totale autonomia come regione amministrativa speciale (esclusi gli Affari esteri e la Difesa), Hong Kong si dibatte accanitamente contro la durezza delle direttive imposte dalla Governatrice Carrie Lam, simbolo dell’immensa forza del Comando.

Teme la lenta tattica cinese di sgretolamento e vede avvicinarsi il 2047. Sente l’alito di Pechino che potenzia i poli finanziari di Shenzen e di Shangai e che nel lungo tempo pianifica la riduzione della centralità del listino di BHK, linfa vitale per il benessere dell’isola e per la libertà del suoi 7,5 milioni di abitanti.

Il forte timore di una inesorabile emarginazione, porta Hong Kong a giocare le sue carte con manifestazioni di massa, l’unica arma a disposizione per fronteggiare il Governo Centrale.

Tra mercati finanziari, criptovalute e voglie cinesi, la verità è che la Libra di Facebook per la Casa Bianca potrebbe diventare un importante strumento per arginare le imprese cinesi e rompere l’assedio al $; Usa e Cina si scannano a vicenda eppure stanno percorrendo il medesimo binario e adottano i sistemi digitali più avanzati. Attendono entrambi di capire l’inserimento del 5G. Manca solo il Criptorublo della Russia, velleità che Putin vorrebbe agganciare all’oro nero in una convulsa ricerca di alleati all’OPEC e in Asia Centrale.

Nello scenario decisamente complesso del meeting del FMI si riscoprirà l’indissolubile legame tra valute e mercati, si capirà alla fine che le valute digitali sono esposte agli stessi rischi di volatilità delle valute tradizionali e che il primo passo sulla via della seta, ovvero la prima esca per il potere può solo essere quella sociale: dare soluzioni accessibili ai cittadini che non hanno mai messo piede in una banca. Del passo successivo il poeta Giusti direbbe: strumento cieco di occhiuta rapina, che lor non tocca e forse non sanno. A colpi di miliardi di persone, Usa e Cina si spartiscono il pianeta.

 

Al mosaico dinamico che si configura sul pianeta globalizzato, alle logiche di accettazione del concetto di criptovaluta - logiche finanziarie, economiche, politiche e sociali - si aggiunge un’ultimissima tessera: il debutto a giorni dei future base su Bitcoin, il 23 settembre, emissione nelle mani di una controllata di ICE (InterContinental Exchange, finanziaria di Atlanta).

Ha rilevato per $8,2 miliardi il Nyse, la borsa di NY, è titolare del Liffe di Londra, opera in mercati basati su Internet, commercia in futures, energia, commodity e prodotti finanziari derivati nei mercati over the counter ed è terzo polo mondiale di mercato dopo Deutsche Boerse e Cme (Chicago Mercantile Exchange).

Che altro? Il puzzle è completo, lucidamente chiaro. Il mosto fermenta. Le Big-tech continuano i loro programmi.

Apple, annuncia l’integrazione dei servizi basati su Bitcoin nel sistema di pagamento proprietario Apple Pay.

Samsung ha iniziato a dotare i top di gamma con portafogli elettronici per criptovalute. Si va avanti. A chi toccherà l’ubriacatura?

(consultazione: il fatto quotidiano, herald tribune, le monde, start magazine, first on line-criptovalute e dazi finanziari, investire oggi, webnews, sole 24 ore, )

 

Inserito il:21/09/2019 18:16:43
Ultimo aggiornamento:21/09/2019 22:08:14
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