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Aggiornato al 25/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
operai-lavorano.JPG
Achille Beltrame – Apertura della galleria del Sempione tra Arona e Meina – Dalla Domenica del Corriere, 25 ottobre 1903

Operai che lavorano.


Stavo tornando dal mare. Sono stato colpito da un grande pannello luminoso che diceva “al km 35 ATTENZIONE! OPERAI CHE LAVORANO”.

Colpito perché di questi tempi operai che lavorano ce ne sono pochi, la crisi ha picchiato duro e le conseguenze si vedono dappertutto.

Colpito perché ho apprezzato molto che una Società, concessionaria dello Stato, attiri l’attenzione su una situazione che si va facendo sempre più rara. Mi è sembrata una particolare sensibilità a un problema davvero spinoso, e dire a tutti quelli che passano di partecipare all’evento mi è parso un atto generoso e significativo.

Mi sono dunque attrezzato per partecipare anch’io.
Ero al km. 26, ho rallentato un po’ e atteso il cartello dei lavori.
Puntualmente un po’ prima del km. 35 ho incrociato i cartelli, restringimento della carreggiata, limite di velocità per osservare meglio, pioli fitti bianchi e rossi sulla strada quasi a guidare l’attenzione.
Ma di operai al lavoro non ne ho visti. Neppure uno.
Come mai? Un disguido? Una assenza momentanea?

Mi sono fermato in una piazzola e ho telefonato alla società per chiedere se gli operai potevano essere spostati da un cantiere all’altro, una volta assegnati a un lavoro. Mi hanno detto che si, si poteva, ma solo per 25-30 km. in un senso e nell’altro dal cantiere originario.
Ho fatto mente locale. Dal km. zero non avevo trovato lavori, quindi li avrei incontrati di sicuro nei prossimi 30 km, e lì avrei certamente visto gli operai al lavoro spostati dal cantiere originario.

Mi sono rimesso in marcia con quel po’ di tensione che c’è sempre quando si attende un evento importante. Ho passato il km. 65, poi il 70, poi l’80, ma niente, nessun avviso.
Cosa poteva essere successo? I lavoratori erano assunti a termine che avevano concluso il loro periodo? Erano extracomunitari che avevano preso la palla al balzo per eclissarsi nel paese? Oppure c’era la segnalazione dei lavori, ma l’ultima spending review li aveva cancellati per finanziare l’abolizione (temporanea) dell’IMU sulle prime case (tanto cresce sulle seconde)?

Ho proseguito con tutti questi interrogativi nel cuore, e non ero molto tranquillo.
Improvvisamente un altro pannello luminoso. “al km 105 ATTENZIONE! OPERAI CHE LAVORANO”.
Ero al km 97, mancava poco.
Tutto come prima, e di operai al lavoro neppure l’ombra. E poi non potevano essere quelli di prima, fuori dal raggio di 30 km.

Mi sono messo il cuore in pace (mica tanto) ed ho proseguito verso casa.
Niente operai e niente lavoro.
Ma mi rodeva l’anima per tutti quei pannelli luminosi, quei birilli bianchi e rossi, quei cartelli, tutto inutile, per nessuno.

Sono uscito al casello, e attraversando il primo paesino ho quasi rischiato di fare un incidente. In mezzo alla strada, quasi in curva e senza alcun cartello di avviso c’era un camion del comune di traverso.
E due operai che sturavano un tombino.

Meno male, due precari del comune che lavoravano, erano già le quattro del pomeriggio e ancora lavoravano, anche se con qualche pericolo per chi passava di li’.
Ho fatto una fotografia, e mi veniva voglia di mandarla alla Società concessionaria dello Stato, ma non l’ ho fatto.

Perché alla prossima revisione si correva il rischio che abolissero anche questi due precari. Che comunque lavoravano.
Non me la sono sentita.

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Inserito il:31/10/2014 21:29:44
Ultimo aggiornamento:07/11/2014 10:20:24
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