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Aggiornato al 21/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Zoran Kutuzovic (Croazia, Multimedia artist) – Bitcoin New Chapter n.2

 

Banche alla riscossa e un nuovo denaro digitale

di Vincenzo Rampolla

 

Quando S.Nakamoto, pseudonimo dell’ignoto inventore del denaro elettronico, dichiarò nel 2008 che con la criptovaluta le Banche sarebbero state tagliate fuori, i big del credito alzarono le spalle. L’illuso aveva trovato il modo di effettuare transazioni online senza passare da un Ente Centrale di controllo. Solo un sognatore poteva crederci.

Adottando la tecnologia blockchain si escludevano le banche dalla sua gestione e il valore dipendeva da domanda e offerta degli investitori.

E allora? È la fine dei sofisticati meccanismi finanziari e delle commissioni, serve unicamente un database ripartito tra i computer (nodi) della rete che tengono traccia delle transazioni e la crittografia per gestire gli aspetti funzionali.

Stiamo a vedere come va a finire, si sono detti i potenti della finanza.

Dieci anni dopo, a dicembre 2018, a Berna, dopo analisi durate l’intero 2018, i giuristi elvetici hanno detto a commento del Rapporto del Consiglio Federale sulle basi giuridiche per la blockchain e per le tecnologie dei libri mastro distribuiti (distributed ledger): La blockchain avrà un impatto su tutta l’attività bancaria futura e porterà nuove opportunità in cui la banca si sta muovendo per essere parte attiva di questa rivoluzione e gli asset digitali potranno essere integrati nelle strategie di investimento proposte alla clientela, sia istituzionale, sia privata.

Scattano le prime modifiche legislative ai codici per riconoscere il trapasso di proprietà con lo scambio di chiavi di sicurezza (token) e con nuove regole alla legge sull’esecuzione fallimentare per assicurare al proprietario i suoi beni digitali in caso di fallimento degli enti di custodia dei beni stessi.

Se la Svizzera si muove …

Nel corso del 2018 tutte le grandi banche si sono dichiarate interessate a sviluppare la tecnologia blockchain, anche in reti chiuse. HSBC (Hong Kong and Shanghai Banking Corporation), MUFG (Mitsubishi UFJ Financial Group), Canadian Imperial Bank of Commerce, Barclays, Credit Suisse e State Street (Boston, USA), si sono unite per dare vita a una nuova forma di denaro digitale, progetto di UBS svizzera basato su blockchain e testato da altre 22 banche, incluse Intesa Sanpaolo e UniCredit.

E la State Street, come nasce? È una banca organizzata in tre divisioni principali: Global Services banca depositaria con $28.000 miliardi (!!) di assets in custodia e amministrazione, Global Advisors per servizi di investment management con $2.300 miliardi di assets gestiti e Global Markets per ricerca, investimenti e servizi di trading per investitori istituzionali.

Crea nel 1973 una joint venture al 50% con DST Systems (Boston) per servizi di intermediazione, registrazione e di investimento degli azionisti; più di 100 specialisti di IBM di alto livello sono assunti per sviluppare le applicazioni su sistemi IBM.

Nel maggio 2010 per €1,73 miliardi viene acquisito il ramo banca depositaria di Intesa Sanpaolo.

A dicembre annuncia la riduzione di 5% dei dipendenti e di 10% delle retribuzioni orarie, con un aumento dell'orario di lavoro. Entro il 2018 acquisisce River Systems, fornitore di dati di investimento e software di analisi di Burlington (Massachusetts) per circa $ 2,6 miliardi.

Secondo Wall Street è nella lista delle banche troppo grandi per fallire.

Tanto per capire come, dove e chi nella finanza si sta muovendo sul terreno della blockchain.

Se nel sistema attuale sono le banche a verificare e garantire una transazione, con la blockchain l'intermediario è sostituito da un protocollo di comunicazione in grado di certificare e approvare le transazioni della catena con la sola conferma del 50% +1 dei computer (nodi).

Dopo la verifica della rete le transazioni sono archiviate in un registro pubblico (ledger) e ogni transazione tra utenti trascorsi 10 minuti viene confermata dalla rete con l’estrazione dei dati (mining). Un computer infine esegue complessi calcoli matematici per validare le operazioni.

Come compenso per questo servizio i miners (apparecchiature e operatori) registrano le commissioni sulle transazioni.

Funziona. Tutto senza il minimo intervento di un’autorità bancaria centrale di regolamentazione.

Il 20 marzo 2018, a Buenos Aires durante il G20 dei Ministri delle Finanze, si sottolinea il crescente potenziale della tecnologia blockchain e le banche centrali di Russia, Canada e Paesi Bassi annunciano di sostenere la sua crescente diffusione nel settore bancario.

Ne frattempo, fin dal 2017 i più grandi nomi dell’industria HiTech hanno iniziato a offrire soluzioni di blockchain come nuovi servizi. La blockchain è utile per condividere i processi e i dati aziendali riducendo il rischio di frodi e aumentando la trasparenza, aggiunge inoltre visibilità alla catena delle operazioni e consente a tutte le parti di avere in tempo reale una visione delle transazioni.

Ecco una selezione degli operatori e delle proposte più avanzate:

IBM Blockchain Platform. Nel 2017 il 60% dei dirigenti e leader tecnologici consideravano IBM leader del mercato blockchain. La piattaforma blockchain di IBM consente alle aziende di sviluppare, controllare e gestire un sistema blockchain in modo rapido e conveniente su una piattaforma flessibile. IBM offre iscrizione gratuita allo Starter Membership Plan e un costo relativamente basso per continuare. In aggiunta con l’Enterprise Membership Plan, offre un supporto premium e un ambiente blockchain con elevati livelli di sicurezza per completare il lavoro. La società Walmart (leader mondiale di vendita al dettaglio con supermercati e distributori vari) la sceglie e migliora la tracciabilità e la trasparenza nella catena di approvvigionamento alimentare.

La Northern Trust, la adotta e aumenta la visibilità nelle operazioni di investimenti dei privati.

Microsoft Blockchain Azure. Punto di forza della piattaforma blockchain di Microsoft è il tempo ridotto per sviluppare un’applicazione grazie a opzioni modulari e predefinite; i clienti non pagano la soluzione di blockchain, ma solo le risorse utilizzate come calcolo, supporti e reti. Altro caso è Webjet, sviluppato come servizio di riconciliazione dei pagamenti per i viaggi online.

Amazon Blockchain Templates. I blockchain di Amazon facilitano lo sviluppo di progetti costruiti per applicazioni pubbliche e cloud private. Essendo la più grande piattaforma di infrastruttura cloud al mondo, la sua blockchain è garantita e molto richiesta dagli sviluppatori.

Oracle Blockchain Cloud Service. Oracle ha lanciato il suo Blockchain Cloud Service come parte della sua già ricca offerta Platform-as-a-Service (PaaS).

Baidu Blockchain Open Platform. Baidu ha lanciato la piattaforma Blockchain-as-a-Service (BaaS) nel 2018 per facilitare la creazione e il tracciabilità delle transazioni. Molte le applicazioni tra cui: valute digitali, gestione assicurativa, fatturazione digitale e gestione del credito bancario.

Huawei Blockchain Service. Il gigante cinese delle telecomunicazioni presenta una piattaforma blockchain per le aziende orientate a contratti intelligenti (smart contract) con soluzioni per catene di approvvigionamento, per servizi pubblici (controllo d’identità) e dedicate al controllo finanziario, agli asset di sicurezza su token e alla compatibilità di contratti standard in lingue differenti.

Il 22 marzo 2019, Smile-Expo ospiterà a Praga la 5ª Blockchain & Bitcoin Annual Conference sulla blockchain con interventi di Svizzera, Usa, Cina, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Dubai.

Questa è la posta in gioco, da almeno cinque anni.

E l’Italia? 14 banche italiane hanno dato il via alla sperimentazione della tecnologia blockchain con l’Abi (Associazione Bancaria Italiana ) che coordina il progetto attraverso il suo laboratorio tecnologico Abi Lab.

Un primo gruppo di Istituti di credito italiani, tra cui Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena e Bnl, ha iniziato il test di creazione e gestione di un grande database distribuito per condividere in sicurezza informazioni e transazioni tra più nodi di una rete. Obiettivo? Dice una nota ufficiale Abi (dai toni decisamente formali): Verificare i vantaggi derivati dalla trasparenza e visibilità delle informazioni, dalla maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e dagli scambi e controlli eseguiti direttamente sull’applicazione. Dopo il periodo di test, la sperimentazione sarà estesa a altri Istituti e in nuovi ambiti e processi.

È di notevole interesse lo studio di un’alternativa al Bitcoin (BTC) sviluppata dal MIT di Boston (Massachusetts Institute of Technology). Non è opera di attori della finanza, ma di quelli della ricerca (con dietro le quinte la stampella delle grandi banche …).

Si tratta di Vault (dal nome di un rinomato e aristocratico centro commerciale di Boston), nuova criptovaluta che sulla carta può ridurre fino al 99% le risorse necessarie per verificare le transazioni rispetto alle criptovalute più note come BTC ed Ethereum.

Il progetto parla italiano e si basa sugli studi sulla blockchain di Silvio Micali, il genio informatico italiano docente al MIT dal 1983, unico scienziato italiano che si sia aggiudicato il prestigioso Premio Turing oltre al Premio Gödel.

Ha il supporto finanziario di Pantera Capital Management LP, sponsor di fondi hedge di proprietà dei 10 soci, tutti con Master o Ph.D, chi con due lauree in Economia e Ingegneria elettronica e chi con 14 anni a Wall Street e con l’Amministratore Delegato uscito da Princeton e poi da Goldman Sachs. La posizione chiave di Direttore del Trading è nelle mani di un laureato alla Berkeley, Unit Manager nella banca State Street. Sì, non è coincidenza. Nella banca che da mezzo secolo coltiva indissolubile l’intreccio tra finanza, ricerca e tecnologia, tanto per vedere come vanno a braccetto gli interessi finanziari con quelli industriali e commerciali in un contesto di operatori di massimo livello. Pantera gestisce su blockchain investimenti azionari specializzati e di breve/lungo termine, fornisce servizi a clienti privati con elevato patrimonio netto, a Istituti bancari o di risparmio, società di investimento, piani pensionistici e di partecipazione agli utili e investimenti messi in comune, investe nei mercati azionari pubblici, obbligazionari, valutari e delle materie prime in tutto il mondo, inclusi i mercati emergenti e pone l'analisi macroeconomica alla base degli investimenti.

Intanto anche Wall Street si prepara ad aprire le porte al BTC e tutti si stanno preparando a lanciare prodotti e servizi basati per gli investitori istituzionali.

Il gigante bancario Citigroup arriva con uno strumento per investire senza dovere possedere direttamente criptovalute, Morgan Stanley è pronta tecnicamente per offrire il trading di BTC e la Borsa di NY è l’ultima a salire sul carro e pronta a creare Bakkt, una struttura che offrirà agli investitori contratti futures sul BTC.

L’iniziativa si allinea con la visione degli esperti del settore che ritengono che il BTC possa diventare la valuta di Internet. Mentre le cryptovalute affrontano problemi come regolamentazione, volatilità e stabilità dei prezzi, la blockchain è ancora lontana dalla maturità e da una massiccia adozione e deve vincere le sfide della velocità operativa e della adattabilità alle piattaforme esistenti.

Nuove tecnologie che si sviluppano a un ritmo accelerato? Anche per loro è una questione di tempo. Nel frattempo l’ignoto inventore della criptomoneta sta alla finestra.

All’inizio, da sognatore, si era acquistato un milione di Bitcoin (BTC), quando valevano centesimi di euro. Oggi sono a €3.500. Alla faccia …

 

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Inserito il:06/02/2019 09:56:29
Ultimo aggiornamento:06/02/2019 10:17:28
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