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Aggiornato al 21/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Pingla Rahul More (Mumbai - ) - Galaxy, Space Exploration - Doodle 4 Google National Winner

 

Quando Google fallirà

di Alessandro Sottocornola

 

Non esiste azienda al Mondo che non sia soggetta al potenziale fallimento. Tutte. Questa ipotesi spesso viene dimenticata quando ci troviamo di fronte a colossi aziendali: “too big to fail” ovvero troppo grandi per fallire. Una bugia colossale.

Pensiamo a Lehman Brother, Kodak e da noi Melegatti, Borsalino, Cavalli….

Nella nostra economia le scalate verso l’olimpo della Economia fanno da contro altare alla altrettanta velocità di caduta quindi alla domanda se Google potrebbe fallire la risposta semplice è: Sì e anche più velocemente di quanto possiate immaginare.

Questa domanda viene fuori dopo l’ultima condanna da parte della Unione Europea per la posizione dominante che l’azienda di Mountain View ha in Europa. Vedere l’articolo QUI.

Vediamo il problema da dentro Google e le mosse della società americana.

Da un punto di vista finanziario sappiamo tutti che Google non si è sottratta al doppio, triplo Sandwich Irlandese, una sorta di panino finanziario, se interessa a qualcuno spiegheremo un’altra volta, ma che di fatto questo schema finanziario azzera la tassazione sulla più parte dei guadagni.

Sempre da un punto di vista finanziario Google, la vecchia Google, ha fatto una mossa intelligente ed importante: si è creata una società a monte Alphabet.

Molti da questa mossa hanno visto il dito e non la Luna che stava puntando; molti hanno visto una sorta di emarginazione e suddivisione dei compiti dei due fondatori: Larry Page e Sergey Brin.

In realtà si è andati a realizzare una creatura più grande di Google, è stata data vita e riconoscibilità a tutte quelle aziende dove è stato investito in questi anni.

Tutte le aziende muoiono quando diventano irrilevanti. Google morirà presto se non si evolverà più velocemente delle tecnologie attraverso cui raggiunge i suoi utenti.

Esempi pratici di lotta allo sviluppo e alla sopravvivenza di Alphabet:

Perché Google creò il proprio browser Chrome, il software con cui navighiamo su internet? Questa fu una scelta strategica difensiva. Se Internet Explorer o qualsiasi altro browser avesse deciso di bloccare il motore di ricerca Google, la società sarebbe sparita in pochi giorni. e diciamo che con Bing preinstallato sopra ad ogni Windows, Microsoft ci ha provato.

Perché Google acquistò Android? Anche questa fu una decisione strategica. Se iOS, il sistema operativo di Apple, o qualsiasi altro sistema operativo mobile avessero deciso di bloccare Google, la sorte sarebbe stata la stessa di cui sopra.

Perché Google è coinvolto nella gara degli assistenti virtuali intelligenti contro Alexa e Siri? anche questa è una decisione strategica sia difensiva che di aggressione del mercato, se la ricerca la fa una macchina, chi crea il dispositivo delle ricerche, può anche dire “dove” andare a cercare.

Come stiamo vedendo tutte queste azioni e contro azioni portano ad avere molti occhi sul mercato e molte volontà di impresa parallele alla principale.

Ora, la domanda più importante è: “Alphabet morirà presto?”

Ho trovato questa immagine qui sotto sul web, non so di chi sia, me ne scuso ma è molto ben fatta.

 

 

In questa immagine si capisce bene che Google con la creazione di Alphabet sta cercando di allargare le proprie maglie di azione ben oltre il semplice web e la ricerca, ma sta andando proprio fisicamente verso lo sviluppo di materiale degli oggetti: Nest ad esempio costruisce robotica per i riscaldamenti delle case, il vecchio sacro termostato.

Un termostato alla Google!

Poi ci sono le auto comandate da pc, poi ci sono i viaggi verso lo spazio, i cavi di trasmissione.

Google morirà? Prima o poi come tutti, ma nel frattempo sarà diventata già un’altra creatura o forse più di una.

 

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Inserito il:02/04/2019 15:52:46
Ultimo aggiornamento:03/04/2019 09:29:22
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