Aggiornato al 23/02/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

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Moneta “fiat” e debito

di Ruggero Cerizza

 

L’ultimo trentennio (1995 - 2025) è contraddistinto, dal punto di vista economico-finanziario, dall’accentuazione e velocizzazione di alcuni processi: la digitalizzazione (personal computer, reti dati fisse e mobili, internet, social network e social media), la globalizzazione (apertura della Cina al WTO, integrazione internazionale dei flussi logistici, delocalizzazione dei processi produttivi, alta dipendenza tra le diverse economie nazionali), la finanziarizzazione (trasformazione del debito in asset finanziario, “positivizzazione” del debito e dell’usura, nascita dell’”industria finanziaria”).

Questi mega-trend, le cui radici si perdono nei secoli passati, sono stati oggetto di analisi e studi approfonditi e di ampia valutazione di segno positivo e negativo, tuttavia a mio avviso poco è stato detto a proposito dell’avvenimento che ha rappresentato l’unica vera e reale novità: la fine della convertibilità delle valute nazionali, in particolare del dollaro, con l’oro (15 Agosto 1971 il cosiddetto Nixon Shock).

Ebbene, se ci pensiamo, questo è l’unico evento cha ha effettivamente rappresentato una rivoluzione epocale, infatti per la prima volta da che esiste la storia economica, la moneta, a livello mondiale, non è stata rappresentata fisicamente o collateralmente da un bene fisico (conchiglie, rame, argento, oro, ecc.).

In realtà, per i primi due decenni successivi, il collaterale del dollaro, moneta di scambio internazionale, è stato il petrolio, infatti si iniziò a parlare di “petroldollari” ed oggi di “eurodollaro”, tuttavia gli stati nazionali cominciarono a convivere con lo strumento della “moneta fiat”, una moneta, cioè, che basa il suo valore unicamente sulla “fiducia” che lo Stato emittente sia in grado di rimborsare il proprio debito alla scadenza e, cosa ben più importante, sia in grado di sostenere nel tempo il suo costo, cioè l’interesse.

La liberazione degli Stati dal vincolo di mantenere riserve “fisiche” a garanzia della propria moneta, ha generato progressivamente una spiccata propensione al finanziamento “spensierato” della propria spesa ricorrendo al deficit di bilancio sistematico. Indebitamento questo che, se efficientemente orientato a dotarsi di moderne infrastrutture è senz’altro un investimento produttivo, se invece è utilizzato, specialmente nei regimi democratici, per “comperare il consenso” (welfare, bonus, contributi a pioggia e spese superflue) è evidentemente un comportamento autolesionista.

L’adozione generalizzata della “moneta fiat” ha introdotto l’idea che essa sia sostanzialmente una risorsa illimitata, cosa che ovviamente non è e non può essere.

Lo “sdoganamento” del debito, che ricordo altro non è che un’anticipazione del reddito futuro appesantito dall’interesse, ha portato progressivamente al sovra-indebitamento delle aziende produttive (da capitale proprio a capitale a prestito), delle banche (amplificato dai multipli in leva), delle famiglie (distorsione nei valori dei mutui immobiliari e anticipazione dei consumi) e naturalmente di tutti gli stati nazionali (trilioni di titoli di stato).

Quando l’indebitamento supera le soglie tecniche, non solo ne è messa in discussione la sua rimborsabilità, ma anche il solo pagamento del relativo interesse diventa difficilmente sostenibile, in specie in quelle situazioni, che sono oramai la norma, di entrate fiscali non incrementabili perché già eccessivamente penalizzanti per l’economia privata.

Si arriva così alla situazione assurda di doversi indebitare in continuo non già per investire ma per rifinanziare il debito pregresso e pagarne i relativi interessi, riducendo così i gradi di libertà della politica economica.

Tutto questo ad esclusivo beneficio non già di chi lavora ma di chi “fa girare il debito”, spostando il focus dal reddito produttivo alla rendita finanziaria.

Come in tutte le cose l’esagerazione prima o poi presenterà il conto.

 

Inserito il:23/02/2026 15:01:09
Ultimo aggiornamento:23/02/2026 22:56:52
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