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Aggiornato al 17/12/2018

Caro Jost ( Munich, 1965 - New York) – Invoice painting (2017)

 

La fattura elettronica l’hai chiesta, ma non te lo ricordi

di Alessandro Sottocornola

 

Chi di noi oggi non ha sentito almeno una volta una pubblicità sulla Fattura Elettronica? Siamo vicini alla data di introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica, 1° gennaio 2019 e di conseguenza piccole e grandi imprese, liberi professionisti e artigiani siamo tutti a rincorrere la soluzione software da adottare per emettere o ricevere queste fatture.

Tranquilli, i privati sono già stati dispensati fino al 30 giugno 2019 e allo stato attuale scommetterei che verso il 20 dicembre il Governo alzerà bandiera bianca e fornirà una proroga di almeno 6 mesi anche per le imprese e le partite iva.

Ma veniamo al perchè siamo stati proprio noi cittadini e imprese ad aver chiesto l’introduzione di questo strumento, lo abbiamo fatto nel tempo, senza accorcergene e adesso ci dobbiamo avviare ad un percorso doloroso e faticoso di modifica della nostra modalità di fatturazione.
Scriverò qualche caso concreto di analisi e studio. Vediamoli.

Facciamo un passo indietro e banalizziamo i concetti di base di fiducia e controllo.

Da un lato abbiamo Paesi e società che tendenzialmente si fondano sul forte rispetto dei cittadini gli uni verso gli altri e che si sono dotati regole rigorose, mi vengono in mente i Paesi del Nord Europa.
Dall’altro lato ci sono Paesi in cui le individualità prevalgono sul senso di società e collettività fino a raggiungere livelli eccessivi: direi che ci rientrano tutti i Paesi dell’area mediterranea.

Nei primi Paesi lo Stato si è dotato di poche regole perché è la società stessa che si controlla, mentre nel secondo gruppo di paesi sono state introdotte moltissime regole e dei forti controlli per tutelare chi le regole le rispetta.

In questo paradosso l’Italia evidentemente sta nel secondo gruppo di Paesi, viviamo in una società di individualisti, dove non esiste la fiducia ed il rispetto degli altri cittadini.
Cautelativamente il Sistema Paese per sorreggersi ha introdotto una infinità di organi di controllo, uffici di controllo degli uffici di controllo.

Abbiamo per anni, e lo faremo anche in futuro, cercato di contrastare il malaffare con i super controlli, invece di creare una nuova cultura del rispetto.

Più malaffare, più controlli: una spirale che ha strangolato l’economia.

Quante volte avete detto queste frasi: “almeno in America si portano tutti gli scontrini dal commercialista, si scaricano tutte le spese e anche “io pagherei volentieri le tasse sul mio reddito vero”.

Ecco, se avete detto queste frasi, benvenuti nel mondo della economia quasi strangolata dalla super produzione di documenti e controlli.
Ma la Fattura Elettronica ci potrà salvare.

Questo strumento porta con sé una ventata di novità e nel lungo periodo sarà adottata come oggi usiamo la mail, con frequenza, dimestichezza, direi con naturalezza.

Ma non preoccupatevi, questo cambiamento non avverrà tra 40 giorni semplicemente perché questo strumento non è pronto per essere usato da tutti, mancano le regole applicative, mancano la gestione delle eccezioni, mancano le risposte da dare al tassista Giorgio che mi racconta: “ma io oggi da qui, dal mio taxi, non riesco a fare una fattura per il cliente che è appena salito, non è semplice, ho solo un cellulare a portata di mano e non è così semplice compilarla” oppure “ho provato a scaricare la fattura della benzina, ci ho perso una mattinata e poi l’ho fatto fare al commercialista”.

Mi spiace dirlo a Giorgio, ma la fattura elettronica ci sarà e sarà per tutti, ma adesso ha ragione lui: il sistema non è pronto per questo strumento, almeno non in via diffusa.

Questo strumento sarà molto più utile di quanto possiate immaginare: pensate a tutte quelle rendicontazioni da dover produrre alla Pubblica Amministrazione dove viene chiesto, dopo l’invio elettronico dei documenti, anche l’invio del cartaceo (ne ho scritto in merito a questo episodio anche sul mio blog).

Follia, ma succede molto spesso.

Ecco, da domani, invece, chi emetterà fattura direttamente alla Pubblica Amministrazioni o dove la Pubblica Amministrazione è terza parte coinvolta, avrà subito a disposizione uno strumento di condivisione.

Fattura compilata e con un click una copia l’avrà il cliente, una l’Ufficio delle Entrate e una la Pubblica Amministrazione. Tutte queste fatture saranno sui cloud, sui computer on line, niente più fogli, niente più raccomandate da spedire.

Vediamo altre novità positive.

Lo Stato potrà gestire i “meta dati” ovvero una montagna di dati per capire in tempo quasi reale cosa si vende e cosa si compra nel Paese. Non preoccupatevi, lo Stato non controllerà così i singoli acquisti dei singoli cittadini, ma potrà avere dati più importanti, quelli della collettività.
Così finalmente si smetterà di calcolare l’aumento dei prezzi da parte dell’ISTAT su un paniere di beni presi più o meno a caso bensì avremo uno strumento di misura diretto e reale sui prezzi, avremo un andamento in tempo reale.

Ed ancora, avremo, ad esempio, in tempo reale il potenziale gettito dell’IVA.
Insomma avremo uno Stato che se vuole governare l’andamento dell’economia lo potrà fare con dati freschi, attuali e non presunti.

Poi “ça va sans dire” come governerà o dove ci condurrà il capitano di questa barca-paese dipenderà sempre e comunque da chi tiene il timone in mano e continuando su questa retorica, avremo non più un formidabile skipper che sarà bravo nell’ intuire da dove arriverà la prossima folata di vento, ma uno skipper di una barca a vela ultra tecnologica che saprà da dove spira il vento e che dovrà decidere che rotta prendere.

La fattura elettronica? E’ solo uno strumento.

 

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Inserito il:22/11/2018 15:28:55
Ultimo aggiornamento:22/11/2018 15:36:09
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