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Aggiornato al 02/08/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

South China Morning Post - Decoding Covid-19

 

Coronavirus. Pechino ammette l'errore: sfuggito da Wuhan

di Vincenzo Rampolla

 

Accordo Usa-Cina sulla exit strategy. E adesso?

Il virus SARS-CoV-2 sarebbe sfuggito accidentalmente dal laboratorio di Wuhan dove è stato studiato: questa la versione che la Cina, dopo lunghe indagini, sarebbe pronta ad ammettere. Gli Usa, pronti a loro volta ad accettare le dichiarazioni cinesi secondo cui Pechino avrebbe saputo della fuga del virus solo di recente, dopo oltre un anno di indagini. Verranno perseguiti gli scienziati e i ricercatori che hanno tenuto nascosta la verità, impedendo alla Cina di informare tempestivamente gli Stati Uniti e il mondo della grave minaccia. Gli Usa sono anche aperti ad aiutare Pechino a svolgere un'indagine sul coinvolgimento attivo di alcuni scienziati e ricercatori statunitensi negli studi sul virus nel laboratorio di Wuhan.

L' exit strategy dalla pandemia mondiale, secondo fonti di intelligence del Tgcom24, sarebbe stata concordata da Washington e Pechino alla luce dei risultati della nuova indagine sulle origini del coronavirus ordinata da Joe Biden ai servizi segreti americani a maggio 2021, concedendo non più di 90 giorni per la presentazione del rapporto conclusivo.

Pochi giorni fa Tedos Adahnom Ghebreyesus, Direttore OMS aveva messo in dubbio il rapporto diffuso a marzo dal suo stesso team che liquidava come improbabile la fuga dal centro ricerche di Wuhan. Serve una nuova missione in Cina, per proseguire le ricerche sull'origine del coronavirus, anche nei laboratori, c'è stata una spinta prematura a escludere la teoria del virus fuggito dal laboratorio di Wuhan, ha affermato rivolgendo un appello a Pechino: All'inizio della pandemia non tutti i dati sono stati condivisi. Chiediamo alla Cina di essere più aperta, trasparente, collaborativa. Dobbiamo la verità a milioni di morti.

Che interessa conoscere oggi l’origine del virus? A che serve la massa di vaccini sfornati ad altissima velocità, ignorando i tempi di collaudo e certificazione? Che ne sappiamo del virus? Nulla, quasi nulla, proclamano i guru del pianeta. Rivediamo in breve la cronaca dall’origine.

Riassumiamo l’ultimo documento chiave, sottoscritto da 85 scienziati del MIT in una lettera alla rivista Science: Un anno fa, chi osava ipotizzare che il virus fosse uscito da Wuhan, dove si facevano esperimenti sui pipistrelli, macachi e felini era accusato di complottismo. Oggi la tesi è insostenibile perché, non esiste alcun elemento scientifico a conferma di un passaggio diretto da animale all’uomo. Alcuni scienziati australiani, hanno detto: anche la Sars, nacque anni fa e si sviluppò allo stesso modo, partendo dai laboratori di Wuhan, tesi che ricalcano quelle del professore francese Luc Montaigner, premio Nobel della medicina nel 2008 per i suoi studi sull'Aids e che ha lavorato a Wuham e che fin dal 17 maggio 2020 ha detto che esperimenti cinesi di quel genere sui virus non erano sufficientemente sicuri.

Intanto le informazioni attendibili e dettagliate sul virus uscito dal laboratorio il 24 gennaio del 2020 sono state diffuse fin dal giorno dopo, in primis un video, sul quale Paolo Liguori, Direttore del Tgcom24 aveva già posto l'attenzione sulla sua origine. Il 25 gennaio 2020  in un editoriale si leggeva una versione diversa da quelle provenienti dalla Cina: Ho avuto notizia da una fonte attendibilissima che tutto nasce dal laboratorio di Wuhan, dove si studiano i più letali virus, dove si svolgono esperimenti militari. Un tecnico all'inizio di dicembre è entrato in contatto col virus e lo ha fatto propagare. Si apprendeva inoltre che in Cina era già noto l’allarme almeno da dicembre e, mentre approntavano le loro difese, i cinesi proibivano a chiunque di diffondere notizie, fino alla morte, alla fine di dicembre, di uno scienziato contagiato nei laboratori. Oggi queste sono notizie accertate da più fonti, ma sono state sistematicamente sottovalutate dall’informazione, perché avrebbero attribuito una precisa responsabilità all'OMS, in particolare del suo capo, l'Etiope Tedros, totalmente invischiato dagli interessi con la Repubblica Cinese.

Quali interessi? Economici per miliardi e geopolitici. Forte dei primi vaccini e di un monopolio sul virus, la Cina ha proposto nuovi accordi di scambio a tutti i paesi dell’Oriente e poi si è rivolta all’Africa e al Sud America. Gli Usa hanno reagito e messo in guardia gli alleati europei: attenzione agli accordi bilaterali con Pechino, rischiano di essere senza ritorno. A inizio 2020, pur nella dominante congiura del silenzio, dalla initerrotta ricerca approfondita di dati tecnici e politici, si scopre che Taiwan per prima era al corrente degli esperimenti a Wuhan e li giudicava Bio Weapon (armi biologiche), e sullla stessa onda  l’intelligence Usa, Britannica, Francese, Australiana e Israeliana e forse anche Tedesca. Questi organismi però non comunicavano tra loro, essendo il rapporto con la Cina  delicato e bilaterale e volendo ognuno capire e decidere autonomamente il da farsi. Nel frattempo mentre l’OMS ha continuato a difendere un muro di disinformazione, sono circolati studi e ricerche che affrontavano i vari aspetti sulla congiura del silenzio. Nel libro di Joseph Tritto Covid-19, si parla del Virus Chimera, dove chimere significa manipolato in laboratorio. Poi, viene pubblicato l’Infinito errore, di Fabrizio Gatti, giornalista che dopo mesi di meticolose ricerche ha spiegato che gli esperimenti sui virus in Cina esistono da almeno 5 anni e sono militari, sotto il controllo diretto del PCC. L'ultima pubblicazione è di Francesco Zambon, il Pesce Piccolo. Chiarisce l’inganno dell’OMS, da cui è stato cacciato, per aver pubblicato integralmente un rapporto che doveva restare segreto. Si parla di una polemica tutta italiana, bazzecole al confronto all’affaire OMS, organismo manipolato dalla Cina. Ieri, quando il coronavirus non aveva ancora un nome definito e il mondo non ne conosceva pienamente il pericolo, molti illustri biologi trattavano da complottisti chi dava le informazioni, oggi si sono convertiti e stanno facendo marcia indietro e si aprono al dubbio. Trascorsi 16 mesi, anche Joe Biden ha ordinato all'intelligence di indagare sulla comparsa del Covid-19, sulla cui origine vengono a galla posizioni sempre più ostili verso la Cina, accusata da molteplici parti di scarsa trasparenza. Gli Usa, ha affermato Biden il 26 maggio 2021, continueranno a lavorare con i partner nel mondo per fare pressione sulla Cina affinché partecipi a un'indagine piena, trasparente e basata sulle evidenze… Sono rimaste solo due teorie plausibili: il virus potrebbe provenire da un animale, oppure da un incidente di laboratorio. Nello stesso giorno, Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca per il Covid-19, ha dichiarato di non essere convinto che il coronavirus si sia sviluppato per vie naturali. Dovremmo indagare su ciò che è successo in Cina. Certo le persone che stanno indagando sostengono che l'emergenza nasce da un animale che ha contagiato gli individui, ma potrebbe essere stato qualcos'altro. È stata la lettera di un gruppo di scienziati internazionali che parteggia per la strada dell'incidente umano e del salto specie, pubblicata il 14 maggio 2021 oltre al materiale di intelligence disponibile a spingere la Casa Bianca a chiedere il massimo impegno per nuove indagini. Nascono i primi seri dubbi, dopo le indagini svolte a Wuhan tra gennaio e febbraio 2021 dagli esperti OMS che hanno potuto accedere solo parzialmente alla documentazione cinese. E il

16 gennaio 2020, mentre il team internazionale OMS si trovava a Wuhan alla ricerca delle radici della pandemia, Mike Pompeo, segretario di Stato Usa, aveva apertamente accusato la Cina di aver coperto l'origine del virus: Pechino continua a nascondere queste informazioni vitali di cui gli scienziati hanno bisogno per proteggere il mondo da questo virus mortale. Nel settembre del 2020 era stata la virologa cinese Li-Meng Yan, ricercatrice alla Hong Kong School of Public Health, a lanciare in diretta tv la granata: Il coronavirus è stato creato in laboratorio a Wuhan, durante il talk show britannico Loose Women con un’accusa micidiale contro il Governo cinese: Pechino è a conoscenza dell'origine dell'epidemia e ha nascosto intenzionalmente al mondo la minaccia. Un anno prima, a giugno 2020, era stato Sir Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti inglesi, a dire in un'intervista al Telegraph che il coronavirus è stato creato dall'uomo in un laboratorio in Cina e si è propagato nel mondo in seguito a un incidente. Anche per il virologo Montagnier, la sequenza del virus Hiv è stata inserita nel genoma del coronavirus per tentare di produrre un vaccino e il Covid-19 è stato manipolato e rilasciato casualmente da un laboratorio di Wuhan nel quarto trimestre 2019.

Il 1° maggio 2020, Donald Trump aveva dichiarato pubblicamente di aver un alto livello di fiducia nell'ipotesi che l'origine del coronavirus fosse legata ad un laboratorio di Wuhan, senza spiegare di più. Fino a pochi mesi fa, si è visto che l'ipotesi più probabile era l'origine naturale del coronavirus e chiunque sosteneva il contrario veniva messo alla gogna. Ora le cose sono cambiate. Radicalmente. La dimostrazione arriva anche da Facebook, che dal 27 maggio 2021 ha deciso di non censurare più i post che affermano che il Covid-19 sia una creazione umana o il risultato di manipolazioni di laboratorio.

E adesso? C’è ben poco da aggiungere. È sufficiente rileggere gli ultimi dati forniti dalla stampa cinese il 20 luglio e riflettere sui politici d’Italia amanti della Via della Seta.

(consultazione:  tgcom24 - paolo liguori - il giornale; le monde; the times; washington post; south china morning post)

 

Inserito il:21/07/2021 10:03:55
Ultimo aggiornamento:21/07/2021 11:34:36
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