Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Portrait of Ukrainian President Volodymyr Zelensky

 

Controcanto al “putinismo” trasversale

Vittorio Feltri e gli Ucraini

di Tito Giraudo

 

Premetto: ritengo Vittorio Feltri un grande direttore di giornali, spesso sono d’accordo con lui emendandolo dalle iperboli anarcoidi cui ricorre per rendere i suoi giornali popolari e di successo. Tuttavia, l’altra sera ospite della “Palombella rosa”, se ne uscito con l’affermazione per cui il Presidente ucraino, sarebbe un guitto che per non arrendersi provoca la strage dei suoi cittadini, aggiungendo che un Paese più debole dell’invasore, se ha buon senso, non deve opporre resistenza. Con tutta l’antipatia che posso provare per la concorrente della Palombelli, la Lilly Gruber, ritengo che in qualche modo avrebbe dimostrato lo stesso disappunto che, balzando dal divano, ho provato io (e non penso solo io). Frutto dell’afflato bipartisan della sempre peggiore Rete 4?

Sull’invasione dell’Ucraina si può pensare di tutto, ma che un Paese invaso non debba nemmeno provare a difendersi, non l’avevo mai sentito, per di più Feltri sottintende, come la responsabilità (spero indiretta) delle stragi, fosse del “comico” e come sarebbe ora si levasse dalle scatole.

Non voglio enfatizzare l’esternazione del giornalista, il quale da sempre gioca ad essere controcorrente, anche se questa volta esagera nel demenziale; prendo comunque spunto per fare da controcanto al “putinismo” trasversale che, via, via, dall’invasione (la guerra si dichiara almeno in due), emerge nella politica e nei media.

Esaminiamo il fenomeno da destra e da sinistra.

Al netto della Meloni che intelligentemente dopo essersi schierata dalla parte UK tace, lasciando all’amico, avversario: Matteo Salvini il solito repertorio “cristianpacifista” che sciorina quando essendo in contraddizione con se stesso, non sa che pesci pigliare, al punto di farsi sputtanare con maglietta incorporata da un Sindaco polacco (per altro di destra come lui).

Tanto per cambiare poi, i berluscones, al solito divisi, brillano per assenza dal momento che lo stracotto Cavaliere tace. Forse ha tentato di fare il mediatore telefonando al vecchio compagno di merende sarde, il quale come minimo gli avrà chiesto di esprimergli solidarietà. Va detto che Putin, di compagni di merende ne ha avuti tanti in giro per il mondo e l’Europa, tuttavia, tutti, ma proprio tutti, si sono affrettati a rimarcare come il Putin di oggi non fosse quello di ieri. Prendendo per buona la scusa, mi è poco comprensibile il silenzio berlusconiano, il quale a suo tempo era libero di avere le amicizie personali che più gli piacevano e che, va detto, gli sono servite per il suo grande successo in politica estera di Pratica di mare. Ma ora?....

Non parlo dei Grillini perché in altre faccende affaccendati.

Un’analisi un po’ più seria voglio farla invece sull’atteggiamento della solita sinistra nostalgica, cercando di fare alcune ipotesi che ritengo degne di nota.

Premetto, parlo degli ex comunisti, quelli che provengono dal Partito che nel 21 si è incredibilmente scisso dai socialisti a maggioranza massimalisti e filo russi solo perché questi non erano ancora pronti a cacciare i turatiani.

Al netto dei vecchi dirigenti che soggiornando a lungo a Mosca, non vedevano il contesto staliniano che poi avrebbero riprodotto da noi, paro, paro nel caso che al posto degli americani ci avessero liberati i russi.

Per esperienza personale avendo militato a sinistra, non posso non sottolineare come la generazione comunista italiana post resistenziale, non potendo difendere l’indifendibile, si sia rifugiata in un comodo anti americanismo, sbandierando più o meno lo stesso pacifismo (allora manovrato da Mosca), per cui i comunisti russi in Afghanistan e quelli cinesi in Tibet, portavano libertà e progresso, a differenza degli americani (tutt’altro che stinchi di santo) biechi imperialisti.

Due sono gli argomenti che in questi giorni vengono sciorinati da questa parte. Il nazionalismo ucraino e l’inaffidabilità dell’attore Presidente, oltre al ruolo espansivo della NATO.

Guardando la biografia televisiva di Zelensky appare chiaro come questi sia un fenomeno tipico di questi eterei tempi e, se posso permettermi di fare un paragone (anche se non vorrei Z. si offendesse), non posso non pensare a Grillo e ai suoi grillini; la differenza però è sostanziale, mentre Grillo fa finta di non vedere quanto fasulli siano gli adepti grillini della prima e della seconda ondata, Z, dopo sei mesi dall’elezione ha sostituito quasi in toto i seguaci della prima ora per più affidabili professionisti. Non è di Grillo che voglio parlare ma solo segnalare come i sinistri critici del Presidente ucraino, ritengano i grillini una componente essenziale dalla sinistra, o forse i comici per andare bene devono essere sinistri? Come poi non possano non vedere in che modo la pensa la stragrande maggioranza del popolo ucraino: di Putin e della Russia, fa il paio di quando sostenevano che gli ungheresi, i cechi e i polacchi fossero biechi controrivoluzionari.

Sulla Nato, che personalmente ritengo vada superata con un’efficiente difesa europea, ma finché non c’è è “grasso che cola”, dire che si tratta di espansionismo mi sembra alquanto risibile dal momento che tedeschi dell’Est, polacchi, cecoslovacchi, ungheresi e via cantando, loro sì sono stati invasi dall’avanzata dell’armata rossa, pagando con il sangue la loro libertà, tant’è che si sono affrettati ad aderire, non solo alla NATO ma pure all’unione europea. Restano le Repubbliche baltiche le quali non sono state certo obbligate all’adesione NATO. La stessa Ucraina penso, dal momento che ha una forte componente nazionalista, preferisca il patto difensivo all’integrazione europea.

Non vorrei enfatizzare il “sinistro e cadaverico” pensiero, mi preme segnalare che in questi giorni ai nostalgici del Comunismo, si stanno aggiungendo gli ancora troppi apprendisti stregoni che sui social danno vita ad incredibili dibattiti, passando dalle teorie novax alle ancor più improbabili analisi geostrategiche.

Che tempi!

 

Inserito il:10/03/2022 22:46:34
Ultimo aggiornamento:11/03/2022 11:16:16
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445