In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 18/11/2018

Macron conferma il declino del Populismo?

di Bruno Lamborghini

 

Il risultato elettorale di ieri in Francia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi temeva il peggio. Ma ha anche espresso alcuni cambiamenti socio-politici di cui l’Europa e l’Italia dovranno tener conto.

I risultati di ieri hanno mostrato il pesante regresso, se non proprio la fine, delle due grandi aree partitiche, Socialisti e Gaullisti, che hanno da sempre dominato la scena politica francese.

A loro posto, sono stati votati (43,5%) due nuovi schieramenti, En Marche di Macron e il Parti de Gauche di Melenchon, nati in occasione delle elezioni e rappresentanti l’uno il nuovo Centro e l’altro la nuova Sinistra.

Ma ancor più significativo è il modesto risultato del Front National (21.4%), non al primo posto ed in calo rispetto alle precedenti analisi ed alle e per il quale si temeva il possibile impatto dell’attentato degli Champs Elysees.

Si può parlare di svolta storica che avvia il declino anche in Francia dei partiti populistici, come già avvenuto in Olanda, Spagna, Austria ed anche nelle elezioni regionali in Germania? Non parliamo del trumpismo che è altra cosa, rispetto ai populismi europei ed è più qualificabile con l’espressione “Government Sachs”, cioè la finanza al potere!

Occorre peraltro considerare che alla base dei populismi europei vi è la cosiddetta società del malessere, costituita dalle fasce deboli dei disoccupati, dei nuovi poveri e dal clima di paura  e di incertezza dominante che in Francia trova spazio in queste elezioni, non solo  in Marine Le Pen, ma ora anche nel partito di sinistra non populista di Melenchon. Assieme i due rappresentano il 41% dei voti. E di questa rilevante componente sociale si dovrà tenere conto nelle scelte politiche che verranno prese.

Il 7 maggio consacrerà Macron con il voto sia in parte dei Republicains che dei socialisti, ma solo con le elezioni politiche di giugno si saprà su quali forze potrà contare Macron, se En Marche sarà sufficientemente radicata a livello territoriale e se potrà contare sui voti dei due grandi partiti perdenti.

Macron ha chiaramente dichiarato la sua volontà di rilanciare l’Unione Europea e se potrà trovare alleanza con l’Italia e la Spagna (l’area mediterranea), forse riuscirà a definire e riequilibrare nei confronti della preponderante Germania un rafforzamento ed un nuovo futuro dell’Unione europea, ruolo oggi più che mai necessario nel pericoloso e confuso contesto politico internazionale.

I risultati francesi devono fa riflettere anche l’Italia che ha perso forse definitivamente l’occasione di disporre di qualcosa di simile al modello elettorale francese, in grado di dare governabilità. Ma in cui la capacità di esprimere e dibattere chiari contenuti di governo e scelte politiche in grado di rispondere alle reali esigenze dei cittadini italiani potrà e dovrà sempre più contrapporsi a formule populistiche fine a se stesse.

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:24/04/2017 12:11:07
Ultimo aggiornamento:24/04/2017 12:13:53
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
nel futuro, web magazine di informazione e cultura nel futuro, archivio
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology