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Aggiornato al 13/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Piero Manrique (Perù – New York) – Swimmer

 

Incazzati pure, Manuel!

di Davide Torrielli

 

Da qualche giorno, si parla spesso, un po’ dovunque, di Manuel Bortuzzo.

Per chi non sa chi è, Manuel è una giovane promessa del nuoto nazionale, quanto promessa non lo sapremo mai in quanto il suo nome è venuto alla ribalta non tanto per i tempi in vasca che senz’altro sono ed erano ottimi, ma per la disgrazia che lo ha colpito.

Il Manuel infatti è veneto, e grazie alla sua passione e capacità sportive, si era dovuto trasferire a Ostia dove c’è un centro a livello nazionale dove pare vengano allenati e selezionati i nuovi campioni del nuoto, in gran parte destinati a farsi un mazzo tanto e non vedere il becco di un quattrino, denaro in gran parte destinato alle zucche vuote dei calciatori, insieme alle veline in perfetto stile italico.

Il Manuel dopo i soliti otto km, dico otto km., di allenamento che tradotti in vasche da 25 mt, sono 320, un numero enorme, stava tranquillamente chiacchierando con Martina, la sua ragazza, sul bordo di una strada, quando due coglionazzi criminali, urlando frasi sconesse, pieni di cocaina, gli hanno sparato tre colpi di pistola uno dei quali lo ha centrato in pieno sull’ottava vertebra dopo avergli trapassato un polmone.

Interrogati, i due hanno spiegato che … si sono sbagliati in quanto cercavano un altro signore che pare avesse stimolato una rissa poco lontano.

Carne da forno crematorio mi verrebbe da dire se non riportasse la memoria a drammi incommensurabili, ma andrebbero direttamente infornati con tanto di motorino a mille gradi.

Manuel si accascia, non sente più le gambe e di lì inizia un vero e proprio dramma, profilo del quale sono interessato a dibattere.

Il ragazzo è di ottima famiglia, di quelle con un padre solido come una pietra, una mamma come si deve etc etc gente a posto insomma….

Da subito la questione viene fagocitata dai social, dai media etc etc … si teme per la vita di Bortuzzo, ma lui è forte e ce la fa, ne esce…. È vivo con la famiglia al fianco.

I media lo assediano ed i social lo mangiano vivo: inizia la solita macabra danza: dalla D’Urso in poi tutto è valido e lui non si sottrae, sempre con l’indomito padre di fianco.

Manuel di qui, Manuel di là sempre con il solito motivo: lui è forte, il padre è forte e non guardano indietro, solo avanti. Non condannano gli aggressori, non ne parlano ed arrivano a dire che se li incontrassero, gli farebbero un sorriso in quanto la paraplegia regalata dalla associazione carne da forno, sembra che sia un dettaglio. Noi siamo forti, guardiamo avanti. Sembra che sia un graffio in testa.

E Manuel finisce in un gorgo che sono certo essere tale, dove non ne può uscire: la sua figura, creata da tutti, e, da suo padre, è quella che non permette cedimenti, lui è così, è irrimediabilmente forte e niente lo scalfisce.

Non può piangere, non può incazzarsi, minacciare i due coglioni criminali, non può essere in sintesi, umano.

L’altra sera a tavola con la mia famiglia, mia moglie Sonia mi bacchettava bonariamente su un impegno da me dimenticato come mi accade ultimamente, di più, complice il tanto, troppo, stress, ed i tanti impegni di lavoro oltre, forse, gli anni. Si inseriva quindi mia figlia Alessia, 14 anni, una perla di ragazza in tutti i sensi, che esordiva: “… ma papà è un umano …”, sdoganando quindi la possibilità che papà Davide, possa dimenticarsi e sbagliare qualcosa.

Bellissimo!

Di lì l’immediata associazione alla storia di Manuel, pizzicato com’è nella troppa perfezione di un’immagine esageratamente solida, che, ne sono certo, vorrebbe poter mandare a fare in c..o, i due signori che lo hanno condannato alla sedia a rotelle per sempre, poter piangere liberamente, essere dannatamente umano senza profilarsi necessariamente come granitico, ma esporre la propria debolezza di uomo leso, ferito e condannato ad una vita di cacca.

Ed oltre, chissà se poi il nuoto gli piaceva davvero, se le 320 vasche al giorno, le faceva perché gli piaceva o perché, qualcuno si aspettava che lui le facesse, sempre, tutti i giorni e sempre più veloci … il dubbio come si dice, a questo punto, sorge spontaneo…

Bene, Manuel, non so se nei social arriverai a leggere queste farneticazioni di un 53 enne che ogni giorno si scopre meno forte e più debole, ma sappi che se hai voglia di essere uomo, chiamami, che piangiamo insieme, mandiamo a fare in culo il destino, minacciamo quella carne da macello e urliamo alla luna il perché è dovuto capitare … proprio a te!

Una società che sempre di più non ci permette di essere uomini e donne vere, con i propri difetti e le proprie debolezze, merita una rivolta e che chi ha voglia di piangere ed abbandonarsi alla propria umanità, lo faccia!

Un forte abbraccio.

 

Inserito il:19/03/2019 22:49:32
Ultimo aggiornamento:19/03/2019 23:00:57
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