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Aggiornato al 25/11/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Jasper Johns (Augusta, Georgia, USA, 1930 - ) - Numbers

 

Ancora numeri (2)

di Silvio Hénin

 

Sono ancora qui a parlarvi della diffusione del Coronavirus. Ho deciso di farlo perché nell’ultima settimana la situazione è cambiata, ma non il modo balordo di comunicare i numeri, né quello di interpretarli. Ormai le motivazioni economiche e politiche (ricordiamo che si approssimano elezioni e referendum) stanno prendendo il sopravvento e sempre più forte sta diventando il negazionismo, perfino il complottismo, da cui non si liberano neppure i più seri mezzi di informazione. Allarmante è che il termine ‘untore’ compare sempre più spesso e, come ci insegna Manzoni nella sua Storia della colonna infame, ciò porta ad azioni impulsive, spesso controproducenti.

Siamo alla seconda ondata? Non lo sappiamo ancora. Limitandoci all’Europa e all’Italia si osserva una crescita significativa del numero assoluto di nuovi contagi in molte nazioni e questa volta non sono dati dovuti a oscillazioni casuali, ora si tratta di una vera tendenza al rialzo. Ma stiamo sempre ricevendo valori assoluti, visto che non sappiamo il numero di tamponi eseguiti in ogni paese e ogni giorno. Un esempio: ieri in Italia si inneggiava a un lieve calo, da 1210 a 953, per poi specificare, tra parentesi, che i tamponi erano dimezzati per l’effetto week-end. In base ai numeri assoluti si dividono i paesi stranieri in ‘buoni’ e ‘cattivi’ e in base a ciò si fanno controlli alle frontiere. Concentrandosi sul nostro Paese, abbiamo superato il migliaio di casi in un giorno, ma sono il risultato dei tamponi eseguiti sui numerosissimi rientri da paesi stranieri, mete dei vacanzieri nostrani. Molto meno contribuiscono i migranti, checché ne dicano alcuni politici in cerca di consenso. Il virus non fa differenza tra un centro di raccolta e una spiaggia o un locale notturno sovraffollati. Tantomeno sulla nazionalità degli infettati.

Anche l’enfasi sul basso numero di decessi e di ricoveri in terapia intensiva è fuorviante, i morti e i casi gravi di un giorno non hanno alcun riferimento con numero di contagi nello stesso giorno, sono quasi sempre persone infettate settimane prima. L’effetto dei nuovi focolai sarà misurabile non prima di una decina di giorni. Teniamo anche conto della inevitabile trasmissione del virus a parenti, amici e conviventi: i risultati li vedremo tra un mese.

Ciò che è cambiato è il campione di riferimento. Fino a un mese fa la raccolta di tamponi si concentrava sui sintomatici, sugli ospedalizzati e sugli operatori sanitari, adesso si concentra sui viaggiatori che rientrano dalle ferie. Come era da aspettarsi, quindi, è diminuita drasticamente l’età media dei contagiati e il numero di asintomatici e paucisintomatici, che non vengono ricoverati. Questo fatto è positivo perché non abbiamo il sovraccarico degli ospedali che abbiamo vissuto in marzo-aprile, ma anche negativo perché dimostra ancora una volta che non siamo in possesso di un campione rappresentativo dell’intera popolazione e non sappiamo assolutamente quanti contagiati girano oggi in Italia. Fortunatamente, gli anziani a maggior rischio hanno imparato a difendersi meglio, o almeno si spera.

Veniamo infine alle cause presunte. Certamente l’allentamento dell’attenzione nelle spiagge, nelle discoteche e nelle stradine sovraffollate dei centri turistici ha contribuito alla maggiore diffusione. La si può attribuire (ma non giustificare) con la comprensibile voglia di libertà dopo tante limitazioni, almeno in vacanza. Però, ciò è avvenuto certamente in qualunque località, non solo in Spagna, a Malta o altre località additate come pericolose. Purtroppo, si è deciso di effettuare controlli solo in aeroporti e porti marittimi, privilegiando quindi i turisti provenienti da zone lontane. Nulla si è fatto con chi rientra in auto o in treno da località vicine, italiane o estere che siano. Aggiungo che non si sono fatti controlli neppure su chi rientra da Francia, Inghilterra e Germania, dove sono scoppiati molti nuovi focolai. Sarebbe stato impossibile, ci dicono le autorità, nondimeno si conferma che i numeri pubblicati non hanno alcun significato.

In conclusione, non sappiamo ancora nulla sulla diffusione del contagio e non sappiamo assolutamente cosa succederà nei prossimi mesi, soprattutto dopo la riapertura delle scuole e delle aziende. Una cosa è certa: il virus non è morto, né ha perso forza, e l’unica difesa reale ed efficace resta la sacra triade DMI: Distanziamento, Mascherine e Igiene, in attesa di un vaccino efficace disponibile in milioni di dosi, che non arriverà prima di un anno.

 

 

Inserito il:26/08/2020 21:14:36
Ultimo aggiornamento:26/08/2020 21:20:49
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