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Aggiornato al 17/07/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) – Volo di Rondini

 

Le rondini sono tornate?

di Gianni Di Quattro

 

Una volta di questi tempi appena l’inverno si dileguava e il clima si temperava, il cielo diventava più chiaro e si cominciavano a dismettere, almeno da parte dei più giovani, i cappotti, si vedevano le rondini tornare. Tornavano dai paesi del Sud dove erano andate a svernare lasciando i nostri luoghi in sul finire dell’estate e affrontando un lungo viaggio pur di trovare il caldo, il tepore che per loro è vita.

Il loro ritorno nei paesi e nelle campagne si festeggiava perché era il segnale del ritorno della bella stagione e del rifiorire della natura e loro ritrovavano i loro nidi, le loro cose e riprendevano da dove avevano lasciato. Nelle città un po’ meno perché la gente normalmente guarda meno il cielo, anche se molti che lo facevano anche casualmente notavano verso il tramonto questi grandi sciami di rondini che per un momento oscuravano un tratto di cielo persino da quanti che erano.

Il ritorno delle rondini era quindi un segnale ed era una occasione di allegria, un modo per pensare alla vita ed a questi nostri amici che con noi vivevano e che appena possibile tornavano a farci compagnia. Allo stesso modo quando si vedevano partire, quando chi poteva osservava i loro nidi vuoti si veniva presi da un senso di tristezza che precedeva ed annunciava l’oscurità e il freddo invernale.

Ma da un po’ di tempo a questa parte le rondini non tornano più o perlomeno molte di loro non tornano e decidono di rimanere al caldo nei paesi dove prima andavano solo per svernare. Non si vedono più gli sciami al tramonto, non si sente più il rumore dello sbattere le ali da parte di tanti milioni di rondini, i nidi rimangono vuoti nei sottotetti.

Perché? Qualcuno attribuisce questo loro comportamento al cambio di clima, al fatto che non si fidano più delle stagioni, rischiano di arrivare che ancora fa freddo e persino di partire che ancora fa caldo e non capiscono cosa devono fare. Ma qualcuno dice che le loro giovani generazioni non hanno più voglia di affrontare due viaggi all’anno così lunghi e faticosi solo per il piacere di stare con noi per un po’ di mesi.

Qualcun altro dice che dove si stabiliscono al caldo non hanno problemi di cibo e che non hanno quindi bisogno di venire da noi per stare bene almeno per un po’ di tempo e poi che magari è proprio da noi che ormai è più difficile trovare del cibo. Per non parlare dell’aria inquinata, sempre più inquinata che trovano da noi e che hanno deciso di non sopportare ulteriormente.

Il fenomeno è importante perché riguarda il comportamento di milioni di esseri viventi e un loro ritmo di vita che seguiva un ritmo della natura. Significa che il fenomeno del cambiamento è anche genetico e che non riguarda solo gli esseri umani ma tutti quelli che ci sono nella natura e questo ci dà anche le dimensioni del fenomeno che è in corso sotto i nostri occhi anche se noi ce ne rendiamo poco conto.

Infine, è buffo pensare che mentre milioni di essere umani lasciano le loro terre natie, spesso affetti e sogni per cercare di emigrare e venire nei nostri paesi dove non sperano di trovare libertà e tanti diritti ma almeno il modo di sopravvivere, le rondini decidono di fare un percorso all’incontrario e vanno ad occupare gli spazi che gli uomini migranti lasciano liberi.

Interessante quadro di vita che il comportamento delle rondini ci offre e che vale la pena di tenere in considerazione maggiormente per capire che succede nel mondo. A meno che le rondini non abbiano deciso di non venire più dalle nostre parti per paura di Salvini e perché non vogliono correre il rischio di incorrere nel rigore del nostro superministro. E questo, in effetti, spiegherebbe un sacco di cose, non solo con riguardo alle rondini.

 

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Inserito il:28/04/2019 11:20:53
Ultimo aggiornamento:28/04/2019 11:24:54
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