Aggiornato al 25/06/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Ralph Fasanella (New York, 1914 – 1997) - "Lawrence 1912: The Bread and Roses Strike."

 

Lo sciopero generale di CGIL e UIL

di Romeo Gazzaniga

 

È ormai da anni che si è consolidata una economia di mercato operante senza lacci e lacciuoli così come patrocinava A. Smith. La mobilità dei capitali e il mercato della manodopera hanno trovato nella globalizzazione le migliori condizioni per operare e scegliere al meglio, con scarsissimi condizionamenti.

Con l'avvento del Covid si sono poi ricreate le migliori opportunità per uno degli strumenti principe utilizzati dall’economia di mercato, ogni volta che le circostanze lo consentono, per arricchirsi: la speculazione.

La contrazione della domanda del ceto medio dovuta alla pandemia, ha accumulato nei forzieri delle banche una imponente liquidità pronta a reimmettersi sul mercato appena possibile.

Ovviamente il ceto inferiore condizionato da redditi a livelli di sussistenza non ha contribuito  avendo pochissimi o nulli margini per il risparmio.

Non appena si sono manifestate alcune schiarite sulla pandemia è da poco ripartita una domanda compressa da almeno un anno e mezzo. E siccome da che mondo è mondo è a Carnevale che si vendono le maschere, da un paio di mesi sono contemporaneamente partiti consistenti aumenti nel petrolio, nel gas, nell'energia elettrica, addirittura spropositati in molte altre materie prime (tra le tante va evidenziato l’aumento stellare dell’alluminio).

Peraltro una prima avvisaglia s'era già concretamente manifestata con l'avvento nell’istruzione della DAD (didattica a distanza) che creando una forte domanda di Computer ne ha di colpo aumentati i prezzi tra il 30 e il 50%.

Una prima stima sugli effetti inflazionistici esprime un tasso compreso tra il 3 e il 3,5% con conseguenze da possibile default per un Paese come il nostro che ai  tassi pressoché azzerati degli ultimi anni faticava a pagare 70/80 Miliardi di euro di interessi su un debito di 2.300 miliardi di euro.

In questo 2021 il debito pubblico è salito a circa 2.750 Miliardi di euro cui andranno aggiunti quelli del PNRR che non sono a fondo perduto: si sconsiglia ai deboli di cuore una simulazione degli interessi annui aggiornati a questi nuovi tassi.

Interessi che il nostro Paese non sarebbe in grado di pagare con conseguente default e automatico gemellaggio del Colosseo con il Partenone.

Tutti questi sconsiderati aumenti vanificano le stime più che positive dei Pil attesi nei prossimi anni, ma sia lo Stato sia l’Imprenditoria assistono attoniti alla nuova ”Pandemia economica” che si sta abbattendo sul mercato mondiale, e con particolari effetti deflagranti nel nostro Paese, senza tacciare di irresponsabilità gli autori di questo scempio.

Del resto la speculazione è uno degli obiettivi leciti e storici dell’imprenditoria privata: Business is Business.

Accuse di irresponsabilità viceversa rovesciate, con particolare enfasi da Confindustria e da tutto il Centro-Destra, alla CGIL e UIL per aver indetto un giorno di sciopero generale per protestare, con scarsissime speranze di ottenere qualcosa, contro una manovra economica del governo sulle nuove aliquote Irpef privilegianti più i redditi medi piuttosto che quelli più  bassi.

Sciopero economico quindi a tutela degli interessi dei propri iscritti, non politico, con scarsissimo potere contrattuale in quanto a difesa di “white e blue collars” la cui offerta in ogni Nazione del Globo è più che ridondante rispetto alla domanda imprenditoriale.

Evidentemente a questi sindacati non viene nemmeno riconosciuta la licenza di tentare di vendere maschere a un Carnevale che intravedono ed a cui si illudono di partecipare.

Il tempo per scioperare non è mai opportuno ed è sempre malvisto anche da buona parte dell’opinione pubblica

Un pensiero doveroso va ai tempi in cui l’establishment economico e tradizionali Partiti di centrodestra accusavano la CGIL di organizzare scioperi più politici e di bandiera al servizio dei Partiti di estrema sinistra e non per motivi economici.

Venivano invitati ad imitare i sindacati USA che li organizzavano solo ad esclusivo interesse dei loro iscritti per aumenti salariali giustificati da un forte aumento della domanda di beni e servizi.

Ora che si comportano come loro indicato dai sedicenti salotti buoni … non va ancora bene !

E pensare che CGIL e UIL hanno indetto lo sciopero generale del 16 dicembre più per  chiedere una redistribuzione di risorse più favorevole ai lavoratori dipendenti nell’ambito della manovra economica del nostro governo, e non tanto per motivi strategici.

Di fatto alla guida delle organizzazioni sindacali si sono storicamente avvicendate, nel migliore dei casi, oneste quanto semplici figure assimilabili a passionali avvocati d’ufficio a difesa dei loro clienti e non figure manageriali con brillanti capacità negoziali e senso strategico nelle visioni.

Se ci fossero state queste figure manageriali ai tempi degli scioperi alla Fiat degli anni ’80, ove un imbarazzato quanto impotente Berlinguer non poteva che limitarsi ad una generica solidarietà con le azioni operaie, non si sarebbero sorprese ed arrese di fronte alla famosa marcia dei 40.000 white collar dipendenti Fiat scesi in piazza contro i picchetti all’ingresso delle fabbriche con un banale slogan: “Vogliamo tornare a lavorare”.

Avrebbero colto la palla al balzo con un “Bravi ! Anche noi vogliamo tornare a lavorare. Ora organizziamo subito una marcia di 100.000 white e blue collars con l’obiettivo di un nuovo e più costruttivo e produttivo rapporto fra capitale e lavoro che riequilibri la distribuzione fra profitti e salari a favore di un dignitoso recupero di quest’ultimi”.

Saremmo arrivati alla “concertazione” già in vigore da anni e con soddisfazione e successo in moltissime aziende europee in particolare in Germania ?

Questo è solo ipotizzabile mentre il corso incanalato degli eventi era certamente nel senso giusto. 

Che la Fiat avesse proprie eclatanti disponibilità finanziarie di cui disponeva a piacimento lo si era visto durante le uscite pensionistiche di vari Manager che fra liquidazioni, prebende varie e patti di non concorrenza  raggiungevano con disinvoltura cifre comprese fra i 100 e i 200 miliardi di lire.

Non è con i “se”, i “forse”, i “ma” che si rifà la Storia, ma il Postino che bussa sempre due volte (si, anche nella Storia) ci dice che se hai perso una opportunità puoi ancora rimediare al secondo scampanellio.

 

Inserito il:16/12/2021 12:23:02
Ultimo aggiornamento:16/12/2021 12:28:49
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