Aggiornato al 04/12/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Brian Coyne (from Bethesda, MD - United States) - Fall of the Berlin Wall

 

Propaganda nelle scuole

di Davide Torrielli

 

Con lo scandaloso, mellifluo, manicheo, placet dei dirigenti scolastici che in questa occasione, estraggono una umida lingua, il nuovo ministro della pubblica istruzione, e merito, diffonde una circolare che sancisce lo slecchinamento della famosa, mai sentita, giornata della libertà, nel giorno dell’abbattimento del muro di Berlino.

Invece di dedicarsi anima e corpo ad insegnare i congiuntivi e le addizioni, che i nostri ragazzi conoscono in parte, si impegna nella propaganda strumentale nel solco del silenzio verso un’attesa condanna della marcia su Roma, verso la quale è caduto il silenzio.

Il comunismo come mostro vorace, violento ed orribile, viene stigmatizzato sin dalle sue origini politico programmatiche, a vessillo di una manovra sui ragazzi che definire esecrabile è poco.

Nessuno contesta che il movimento falce e martello sia stato qualcosa di sbagliato ed abbia causato sofferenza negli uomini tutti, ma ci aspettiamo analoga veemenza verso il fascismo, contro il quale il nostro governo, o meglio, management, continua a glissare in un’ambiguità che puzza male, di qualcosa che non si dice.

Sono certo che analoga circolare sarà promossa anche in occasione del 25 Aprile.

A seguire il testo delirante per il vostro giudizio

Saluti

 

Il Ministro dell’Istruzione e Merito

Spettabili Dirigenti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione,

domani 9 novembre 2022 si celebra il “giorno della libertà”, in ricordo dell’abbattimento del muro di Berlino, istituita con Legge 15 aprile 2005, n. 61. In questa importante occasione di ripensamento della storia, ho ritenuto di scrivere la lettera indirizzata agli studenti della scuola italiana, che trovate di seguito. Colgo l’occasione per salutare ciascuno di Voi e tutto il personale delle vostre scuole, che con fatica svolge l’arduo compito educativo di istruzione e formazione.

“Care ragazze e cari ragazzi, la sera del 9 novembre del 1989 decine di migliaia di abitanti di Berlino Est attraversano i valichi del Muro e si riversano nella parte occidentale della città: è l’evento simbolo del collasso del blocco sovietico, della fine della Guerra Fredda e della riunificazione della Germania e dell’Europa. La caduta del Muro, se pure non segna la fine del comunismo – al quale continua a richiamarsi ancora oggi, fra gli altri paesi, la Repubblica Popolare Cinese – ne dimostra tuttavia l’esito drammaticamente fallimentare e ne determina l’espulsione dal Vecchio Continente.

Il comunismo è stato uno dei grandi protagonisti del ventesimo secolo, nei diversi tempi e luoghi ha assunto forme anche profondamente differenti, e minimizzarne o banalizzarne l’immenso impatto storico sarebbe un grave errore intellettuale. Nasce come una grande utopia: il sogno di una rivoluzione radicale che sradichi l’umanità dai suoi limiti storici e la proietti verso un futuro di uguaglianza, libertà, felicità assolute e perfette. Che la proietti, insomma, verso il paradiso in terra. Ma là dove prevale si converte inevitabilmente in un incubo altrettanto grande: la sua realizzazione concreta comporta ovunque annientamento delle libertà individuali, persecuzioni, povertà, morte. Perché infatti l’utopia si realizzi occorre che un potere assoluto sia esercitato senza alcuna pietà, e che tutto – umanità, giustizia, libertà, verità – sia subordinato all’obiettivo rivoluzionario. Prendono così forma regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare. La via verso il paradiso in terra si lastrica di milioni di cadaveri. E si rivela drammaticamente vera l’intuizione che Blaise Pascal aveva avuto due secoli e mezzo prima della Rivoluzione russa: «L’uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol fare l’angelo fa la bestia».

Gli storici hanno molto studiato il comunismo e continueranno a studiarlo, cercando di restituire con sempre maggiore precisione tutta la straordinaria complessità delle sue vicende. Ma da un punto di vista civile e culturale il 9 novembre resterà una ricorrenza di primaria importanza per l’Europa: il momento in cui finisce un tragico equivoco nel cui nome, per decenni, il continente è stato diviso e la sua metà orientale soffocata dal dispotismo. Questa consapevolezza è ancora più attuale oggi, di fronte al risorgere di aggressive nostalgie dell’impero sovietico e alle nuove minacce per la pace in Europa.

Il crollo del Muro di Berlino segna il fallimento definitivo dell’utopia rivoluzionaria. E non può che essere, allora, una festa della nostra liberaldemocrazia. Un ordine politico e sociale imperfetto, pieno com’è di contraddizioni, bisognoso ogni giorno di essere reinventato e ricostruito. E tuttavia, l’unico ordine politico e sociale che possa dare ragionevoli garanzie che umanità, giustizia, libertà, verità non siano mai subordinate ad alcun altro scopo, sia esso nobile o ignobile.

Per tutto questo il Parlamento italiano ha istituito il 9 novembre la "Giornata della libertà". Su tutto questo io vi invito a riflettere e a discutere.”

Prof. Giuseppe Valditara

 

Inserito il:11/11/2022 11:34:27
Ultimo aggiornamento:11/11/2022 11:41:22
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