Aggiornato al 13/01/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

Clicca qui per ascoltare 

 

Conoscere Putin - (8/11) - Gli ucraini per lo zar: carne da mortaio contro i loro fratelli

di Vincenzo Rampolla 

 

Secondo una delle più gettonate illusioni di fine anno 2025, la pace in Ucraina non sarebbe mai stata così vicina. La realtà è tutto il contrario: la guerra scatenata 4 anni fa da Putin non si fermerà nemmeno se Zelensky dovesse cedere alla Russia l’intero Donbass, come Putin sogna e pretende.

Sono due le ragioni per cui la Russia non si fermerà, entrambe ideologiche.

Una: Putin rifiuta l’esistenza stessa di un’Ucraina indipendente. Lo spiega Vladislav Surkov, stratega, eminenza grigia del Cremlino, vice capo dello staff presidenziale. sommo sacerdote del culto della personalità di Putin: L’Ucraina non esiste. Esiste solo l’ucrainismo, che è un disturbo mentale specifico. [Sublime dialettica al cianuro…]

La seconda: Coerente con la Teoria del Chaos, l’obiettivo di Putin non è assolutamente il Donbass, bensì l’Ucraina intera, destinata all’assimilazione forzata. In tale contesto, la pace può essere al massimo una tregua. Sapersi ucraini e non russi equivale a essere matti. Surkov riafferma le proprie idee sulla necessaria futura divisione dell’Ucraina come antidoto fondamentale per la Russia al predominio dell’Occidente e della Nato. [Maestro di diplomazia geopolitica…]

Per questo il sacrificio della vita dell’Ucraina concerne anche la demografia della Russia e la sua economia. In 4 anni, la guerra di Putin ha causato la morte o il ferimento grave di 1.194.500 persone, di cui 789.500 russe: 359.230 nel 2023, 430.000 nel 2024 e 105.960 nel 2025. Il terreno conquistato è stato di 530 km² nel 2023 e di 3.600 km² nel 2024. Nello stesso periodo Mosca ha incorporato a forza territori ucraini con 5.000.000 di abitanti e da inizio guerra ha costituito una nuova forza militare pari a 1.500.000 unità. Centinaia di migliaia sono stati i deportati in Russia e tra loro decine di migliaia di minori, spesso adottati illegalmente da famiglie fedeli al regime e sottoposti a lavaggio del cervello, educati e plasmati in nazionalisti russi fanatici: al momento giusto sono arruolati e vengono spediti al fronte contro i loro stessi compatrioti. Gli ucraini rimasti nei territori occupati costituiscono la cosiddetta fanteria di massa, impiegata in attacchi tritacarne.

Analisti occidentali calcolano che oggi circa il 16% dei militari russi schierati sul fronte ucraino siano in realtà ucraini costretti a indossare l’uniforme dell’invasore dietro pesanti minacce ai loro familiari. Insiste Surkov: Qual è la strategia ottimale di Putin? Pochi russi che cadono al fronte morti per la causa russa (oltre 1.000 vittime al giorno in media) e molti ucraini nuovi cittadini di dubbia fedeltà uccisi o suicidi per disperazione. In pratica: alla Russia afflitta da denatalità di lunga durata e da una tragica emorragia di giovani vite al fronte, serve biomassa slava reclutata fino ad oggi nella parte di Ucraina occupata. Rimangono in quel Paese altri 40.000.000 circa di ucraini, in realtà che ignorano di essere russi, da assimilare sotto torchio per fare numero e rimpolpare l’armata. Chi infatti meglio dei “nuovi russi”, gentaglia che da 4 anni si rifiuta di aderire alla riunificazione, potrà fare da carne da mortaio per la prossima guerra in Europa orientale? E perché mai la Russia di Putin dovrebbe rinunciare a riconquistare l’impero che fu degli zar e di Stalin? Non è solo una presunta missione storica, vale anche lo stato di un’economia che si regge ormai solo grazie alla produzione di armi a ritmi serrati. Putin non ha scampo. Non può più fermarsi, pena il rischio di recessione e crisi sociale in patria. Scatenato a suo dire contro la timida vergine UE: Paesi baltici, Moldavia, Finlandia, Polonia... Se l’Ucraina cade, non mancheranno i fanti da inviare al fronte con puntate alla schiena le baionette dei “russi doc”.

Pochi giorni fa, in un’incursione nel nord dell’Ucraina, i soldati russi hanno sequestrato 50 civili. Qual è il loro destino?

I bambini sequestrati. Dei sessanta bambini da 0 a 4 anni ospitati durante l’occupazione nel seminterrato della chiesa di Golgota a Kherson, non si sa più nulla. A causa di una foto pubblicata per errore da una maestra, il nascondiglio viene scoperto e i rappresentanti dell’FSB, agenzia russa di intelligence, arrivano armati ordinando di consegnare i bambini. Ai bambini abbiamo detto che saremmo andati a fare un giro in macchina spiega il parroco Pavlo Smolnyak era tutto quello che si poteva dire loro.

Recuperare i bambini è quasi impossibile perché la Russia sta intensificando l’imposizione forzata dei passaporti e facilita le adozioni grazie ad un decreto ad hoc del Governo.

L’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (HRW) ha pubblicato un corposo e approfondito rapporto sulla russificazione forzata del sistema scolastico nei territori ucraini occupati, documentando l’imposizione nelle scuole dei programmi e della lingua russa, intimidazioni, minacce e pressioni su insegnanti, genitori o dirigenti scolastici, e sistematiche violazioni del diritto internazionale in materia di diritti umani e diritto all’istruzione. È incluso l’obbligo mattutino dell’alzabandiera con inno e vessillo russo.

Il governo ucraino ha stimato che 1.000.000 di bambini in età scolare viva attualmente nei territori del paese controllati dalla Russia, di cui 458.000 nella sola Crimea.

In alcune scuole della Russia e dei territori occupati in Ucraina, i bambini imparano a smontare un fucile d’assalto prima ancora di aprire un libro. La mente di un bambino è come una spugna, assorbe qualsiasi informazione gli venga data, osserva Yuriy Boyechko, Ceo dell’organizzazione umanitaria Hope for Ukraine.

Il Ministero degli Esteri ucraino sostiene che Mosca abbia destinato 66 Mld rubli (circa $733 M) alle politiche giovanili, con l’obiettivo di portare la percentuale di giovani patriotticamente orientati dal 40 al 70 % entro il 2030.

Dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, i bambini originari del Paese sono stati trasferiti in una rete di almeno 210 strutture all'interno della Russia e nel territorio ucraino temporaneamente occupato, per essere indottrinati, rieducati, russificati e militarizzati. A rivelarlo un report della Yale School: la rete include campi, scuole, basi militari, servizi medici, siti religiosi e università. Più della metà, sarebbero gestite dal Governo russo. A riportare la notizia è il Guardian, che cita il rapporto Ukraine's Stolen Children: Inside Russia's Network of Re-Education and Militarization redatto e pubblicato dall'Humanitarian Research Lab presso la Yale School of Public Health.

(Consultazione: R.Fabbri giornalista, scrittore – il Giornale, Feltrinelli; Vladislav Surkov stratega del Cremlino, quotidiano.net;dagospia.com; Il Post; L’Espresso; Ticino News; TG la7; RSI; Rapporto Human Rights Watch; Organizzazione umanitaria Hope for Ukraine; Guardian - Humanitarian Research Lab presso la Yale School of Public Health;)

 

Inserito il:11/01/2026 12:10:46
Ultimo aggiornamento:12/01/2026 15:08:28
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445