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Aggiornato al 21/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Rudolf Claudus (Odenburg, Vienna, 1893 - Roma, 1964) - Il Mare

 

Linguaggio, vergogna e speranza

di Giorgio Panattoni

 

Le cose che sono successe in questi mesi estivi meritano di sicuro qualche riflessione, che vorrei fare tirandomi fuori dalle consuete polemiche di parte.

La prima cosa che colpisce è IL LINGUAGGIO che i due Vice Presidenti del Consiglio usano per comunicare la loro politica (il Presidente non c’è o non conta).

Linguaggio diretto, incisivo, molto lontano da quello un po’ aulico dei protagonisti precedenti.

Questo è il primo GOVERNO che non prende soldi dai Benetton. Non un partito, una fondazione, una associazione, ma il governo! Roba da querela immediata.

La gara Autostrade non è valida, ma non si può cancellare. E perché? Delle due l’una.

E poi ha aggiunto E’ STATO ESEGUITO IL DELITTO PERFETTO (!!!!!)

Voi terremotati di Ischia siete di serie C. Lo dirà anche a quelli di Amatrice?

Se l’Europa non ci aiuta con gli immigrati sospenderemo il contributo che l’Italia versa. Cioè, usciamo dall’Europa. A prescindere dal bilancio di quanto versiamo e di quanto riceviamo, sempre che si sia capaci di utilizzarlo.

E via di seguito.

A prescindere dalla correttezza delle dichiarazioni, sempre almeno discutibili se non gratuite, chi riceve questi messaggi li capisce e li elabora come veri, messaggi che mirano a rendere diverso questo governo e a continuare e consolidare quel clima da campagna elettorale che è diventato solido strumento di comunicazione.

Occorrerebbe usare analogo linguaggio per rispondere, ma così non si fa.

Si potrebbe argomentare su ognuna di queste affermazioni, ma per il momento non lo faccio.

Poi c’è il problema della AUTORITA’ DEL GOVERNO. Prendo ad esempio non le numerose contrapposizioni interne, uno che ordina una cosa e un altro che la contesta, senza che succeda nulla di significativo.

Vorrei considerare il caso della nave della GUARDIA COSTIERA Italiana, cioè una nave militare, alla quale viene contestata la possibilità di attraccare in un porto italiano (che non vuol dire solo sistemare le funi in banchina), e ciò in barba alle potestà del comandante, che dice di aver appreso il divieto di sbarco dai media. Eppure c’è una gerarchia militare e un ministro responsabile, che dovrebbero schierarsi in prima persona sulla questione. Ma si preferisce lasciare alle roboanti dichiarazioni del vice presidente del consiglio la gestione della vicenda, senza alcun rispetto per le persone trattenute sulla nave.

Tanto serve a fare propaganda sulla pelle di questi poveracci.

Che strana teoria, quella che si possono salvare vite in pericolo in mare (come prescrive la legge in vigore), ma non si possono poi sbarcare, condannandole a subire oltre al resto le umiliazioni relative e le conseguenze cliniche e fisiche di questa prassi.

E minacciare di rispedirli nei paesi di provenienza significa non averli salvati.

Devo dire che mi sono vergognato, come cittadino e come uomo. E ho firmato tutte le richieste e gli appelli per la soluzione del problema.

E poi ho ascoltato le dichiarazioni/preghiera, di Papa Francesco, che ho trovato chiare e incisive. Ma che pare non abbiano alcun spessore politico.

Infine mi sono imbattuto nella fiction televisiva di don Matteo, e anche questa volta gli obiettivi, le parole, le indicazioni mi sono sembrate indirizzate alla speranza, in palese contraddizione con quanto sta succedendo nel paese.

Io non sono credente ma mi è venuto di considerare che se don Matteo scendesse in politica, con il supporto di Papa Francesco e di quanti credono che il futuro debba essere di per sé una speranza di migliorare e una prospettiva di impegno positivo per il bene comune, e non di qualche parte specifica, avrebbe la possibilità di vincere.

In fondo la grande audience di questa fiction sta a dimostrare che una alternativa è possibile. Se si vuole e se ci si crede.

Cambiando rapporti e linguaggio, chiamando tutti a fare la loro parte, come già migliaia di vigili del fuoco e di volontari e tanti cani addestrati stanno facendo nei disastri nazionali.

Poi ho letto di Trump e la speranza si è sciolta colando via.

 

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Inserito il:25/08/2018 09:53:14
Ultimo aggiornamento:25/08/2018 09:58:22
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