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Aggiornato al 18/11/2018

René Magritte (1898 – 1967) – Il vaso di Pandora (1951)

 

PUNTI DI VISTA (10)

di Gianni Di Quattro

 

Il DIBATTITO POLITICO. LA LEGGE ELETTORALE. Tutti dicono che ha la priorità, il Presidente Mattarella la sollecita, i Presidenti dei due rami del Parlamento spingono, tutti i partiti dichiarano che sono d’accordo e pronti a collaborare. In realtà molti prendono tempo perché non amano andare al voto prima della primavera del prossimo anno e poi perché ogni partito ha una sua soluzione in base alle proprie caratteristiche. Nessuno pensa per tutti e gli accordi sono difficili. Gli unici possibili forse potrebbero essere quelli tra i due partiti più grossi e cioè tra il PD e il movimento 5 stelle e sembra che tra di loro si stiano lanciando segnali di disponibilità (malgrado la forte incompatibilità). Forse comunque riusciranno a trovare una mediazione (perché conviene a entrambi). Quello che succede a proposito della legge elettorale è il simbolo della situazione politica del paese: incurante delle esigenze generali, dedita alla conquista del potere, poco istituzionale e patriottica, incolta e altezzosa, spesso volgare.

Il DIBATTITO POLITICO. LE ALLEANZE. È l’altro tema che anima il mondo politico. Ci sono partiti che rifiutano le alleanze come il movimento cinque stelle (almeno sinora e per principio), ci sono partiti che le considerano solo con chi è ideologicamente vicino (questo a sinistra soprattutto), ci sono partiti che le considerano solo con chi è disponibile ad accettare alcuni slogan populistici e irrealizzabili (menomale) come la Lega (fuori dall’euro e avanti con due monete come la lira e il fiorino ad esempio, fuori tutti gli immigrati, soldi a tutte le imprese piccole, banche gestite da comitati popolari). Scandalo se qualche partito dichiara di volere fare alleanze per gestire il paese (perché per esempio non ha la maggioranza parlamentare sufficiente) sulla base di un preciso programma progetto stilato in relazione alle esigenze dei cittadini e ad una visione nella quale si condividono certi valori (l’europeismo, il libero mercato, la giustizia tanto per dire). Questa fotografia del modo di interpretare le alleanze da parte della politica italiana dimostra la sua inadeguatezza a guidare un paese, soprattutto quando il cambiamento sta diventando globale e irreversibile.

TUTTI COMUNISTI? Valentino Parlato, scomparso purtroppo pochi giorni fa, diceva che un comunista non poteva avere la colf, Massimo D’Alema porta scarpe su misura e vestiti di grigia lana morbida inglese, il compagno Fausto ama il cachemire ed i pantaloni colorati. Per forza poi i partiti nella sinistra si moltiplicano.

Il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESIGNATO dal movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, noto per cavalcare spesso polemiche donchisciottesche, è andato a Boston per tenere una lezione alla Università di Harvard. Ogni tanto è difficile dare torto ai vecchi nonni quando dicono che ai loro tempi certe cose non succedevano.

ANCHE MASSIMO D’ALEMA con il suo nuovo movimento “Articolo Uno” propone una costituente per riunire tutte le sinistre al di fuori del PD, che considera ormai morto. Più o meno quello che propone Pisapia anche se poi questi non disdegnerebbe una coalizione con il PD. Non è chiaro se D’Alema lancia la sua proposta in concorrenza o in accordo con Pisapia od ancora per avere la paternità culturale e politica della iniziativa. Di costituenti di successo il leader Massimo se ne intende, come la storia può testimoniare.

LA POLEMICA SULLE ONG. Il procuratore di Catania dice al mondo che secondo lui ci sono collusioni tra gli scafisti e le ONG che recuperano gli immigrati dal mare e li portano a terra salvandoli da morte quasi sicura. Lo dice, ma dice anche che non ha prove e scatena un putiferio politico, etico e in un certo senso anche giuridico. Il procuratore di Siracusa interviene per dire che tutto ciò non è vero e che non ci sono neanche indizi come sostiene il catanese. È la prova che la magistratura ha buttato alle ortiche qualsiasi regola di comportamento e che al suo interno ci sono bande che scorazzano, sciolte o collegate a partiti, gruppi e persone. Non è una bella notizia per il paese, anzi è la peggiore.

Fa impressione come ci sia comunque tanta gente che parla di cose che non conosce, gente che interpreta telefonate intercettate dove termini marinari sono interpretati come FISCHI PER FIASCHI.

QUEI LAVORATORI ALITALIA, anche su suggerimento dei sindacati di base (chissà perché si chiamano così!), che hanno votato no al referendum e che adesso diciamo che rischiano e comunque sono costretti ad affrontare periodi intensi di turbolenza, forse stanno pensando che non hanno pensato a sufficienza. L’affermazione “tanto poi come sempre i soldi arrivano e andiamo avanti” sembra non più tanto certa, infatti.

Timidamente ancora, ma si sta cominciando a scoprire che le PERSONE SENZA LAVORO ultra cinquantenni stanno per superare i giovani al di sotto dei trenta anni. Questo potrebbe rappresentare un grande disastro sociale pericoloso senza particolari decisioni politiche. Perché i giovani senza lavoro possono contare sull’aiuto delle famiglie e possono affrontare vari lavori (anche verso l’estero) se vogliono, essendo nel pieno delle capacità intellettuali e fisiche, mentre gli ultra cinquantenni non possono contare su nessuna delle due cose e in più hanno responsabilità familiari proprie. Un problema non analizzato a sufficienza e non considerato politicamente (ad esempio con forme contrattuali e retributive particolari per favorire il reinserimento di queste persone espulse dalle aziende come conseguenza del cambiamento anche tecnologico del mercato). Si deve inoltre considerare che costoro potrebbero essere i lavoratori maggiormente coinvolti nell’insegnamento dei mestieri e delle professioni ai giovani (e questo potrebbe giustificare trattamenti e progetti diversi).

CRITICHE A DONALD TRUMP (ulteriori) per l’invito rivolto a Rodrigo Duterte, Presidente delle Filippine e che però sembra abbia risposto che è molto occupato, e la disponibilità ad incontrare Kim Jong-un, Presidente della Corea del Nord. Il primo è un sanguinario che continua ad ammazzare gente attraverso le sue ronde dotate di immunità, poteri e voglia di uccidere. Il secondo è noto per le sue minacce, per la sua dotazione nucleare che esibisce di continuo, per la sua imprevedibilità e quindi la sua pericolosità. Si potrebbe dire che le mosse di Trump obbediscono alla real politik (tentare qualsiasi accordo prima dell’irreparabile o per raggiungere un ragionevole compromesso) e si potrebbe anche dire che nel mondo degli affari (quello di Trump) è normale tentare qualsiasi accordo per guadagnare. E guadagnare anche poco è meglio di niente o di perdere addirittura. Gli aspetti etici, le responsabilità di nazione guida non sembrano essere i valori inspiratori del Presidente americano. Forse anche in tanti altri paesi non abbandonano valori simbolici e prevale un pragmatismo che in ogni caso non promette niente di buono (ma che domina di questi tempi)

LE ELEZIONI IN GRAN BRETAGNA stanno scaldando gli animi. I sondaggi sono tutti per i conservatori di Theresa May, che peraltro continua a non far vedere una grande statura internazionale. Non è da escludere tuttavia un ritorno delle opposizioni contrarie alla Brexit che potrebbero avere in Parlamento una presenza condizionante. D’altra parte la trattativa Brexit con la Unione Europea comincia male e si annuncia lunga e complicata e assorbirà tante risorse. I dati economici del Regno non si stanno mettendo al bello. E in questo contesto Tony Blair sta per annunciare il suo ritorno in politica. Difficile fare previsioni.

LA REGINA ELISABETTA sembra si stia preparando alle dimissioni (ha 91 anni e suo marito 96) e in questi giorni c’è movimento in Buckingham Palace. Un evento di grande portata che potrebbe persino influenzare le prossime elezioni.

LE ELEZIONI IN FRANCIA. Jean Luc Mélenchon avrebbe potuto dare l’appoggio a Emmanuel Macron se questo avesse tolto dal suo programma la riforma del lavoro (la trattativa c’è stata). Macron non ha aderito e Mélenchon non lo appoggia lasciando liberi i suoi di appoggiare Marine Le Pen. Un brutto segnale.

INTANTO NEL DIBATTITO TELEVISIVO ultimo rispetto alla aggressività borgatara della Le Pen, la sicurezza di Macron probabilmente ha prevalso. Alla fine i francesi hanno apprezzato di più il ragionamento rispetto agli slogan (forse non sarebbe la stessa cosa nel nostro paese a giudicare dall’andazzo delle cose).

 

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Inserito il:04/05/2017 18:47:27
Ultimo aggiornamento:04/05/2017 18:53:38
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