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Aggiornato al 09/12/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Anselm Kiefer (Donaueschingen, Germania, 1945 -   ) - Unknown Soldier

 

Aspettando il milite ignoto 

di Margherita Barsimi

 

Tra le diverse possibilità, per affermare la propria adesione all’iniziativa governativa di commemorare in modo degno l’anno del Centenario della tumulazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, quella scelta dal Comune di Verrès è stata senza dubbio originale quanto appropriata.

Originale, certo, perché ha saputo riunire attorno ad un tema di significato nazionale, le risorse artistiche del territorio: la voce potente, ma nello stesso tempo, commossa e commovente di Dario Prola, e quella dolce e suadente dell’euphonium di Floriano Rosini hanno interpretato celebri motivi musicali, strettamente connessi al momento storico dei primi anni del Novecento.

Il Concerto, svoltosi nella serata del 18 agosto scorso, pensato, coordinato e diretto, in modo appropriato, dal Maestro Fulvio Creux, si è avvalso della sapiente collaborazione dello storico Michele D’Andrea, che con arguzia ha permesso al pubblico delle Murasse di Verrès di vivere “in presa diretta” la tragedia della Grande Guerra.

L’Assessore Regionale Luciano Caveri, invitato dal Sindaco Giovenzi a portare il saluto istituzionale, ha espresso la sua soddisfazione di verrezziese e di componente della Commissione, creata per dare vita ad iniziative culturali che anche in Valle d’Aosta celebrino degnamente il Centenario.

La memoria collettiva è, seppur a volte sopita, parte integrante del tessuto sociale: basta scorrere i nomi delle vie del capoluogo regionale o alzare gli occhi ai nomi incisi sul marmo dei monumenti ai Caduti, sorti anche nei più piccoli villaggi, per rendersi conto che la guerra del ‘15/’18, pur svolgendosi nell’Italia orientale, chiese alla nostra regione, abitata allora da sole 80.000 persone, un tributo molto pesante.

I valdostani al fronte furono 8500, di cui 1157 i morti o dispersi, 3500 i ricoverati in ospedale per ferite o malattie, 850 i prigionieri: se qualcuno dice che i numeri sono aridi, di fronte a questa contabilità non potrà rimanere indifferente!

Anche se “quella” guerra fa parte ormai della Storia, quante altre giovani vite, in questo momento, in innumerevoli parti del mondo, vengono recise in nome di ideali contrapposti? Il corso della storia pregressa non può essere cambiato, ma ai posteri, che in qualche modo, hanno vissuto e stanno vivendo nel solco di ciò che tanti “militi ignoti” hanno lasciato, spetta il dovere morale di ricordarli, perché in bene e in male, siamo tutti loro eredi.

Il prossimo 4 novembre sarà la giornata culminante di un percorso della memoria partito il 1° giugno scorso, un percorso a tappe, simile a quello emozionante che, conservato dagli archivi Luce, ci permette di conoscere lo stato d’animo degli italiani che nel 1921, ad ogni stazione ferroviaria, da Aquileia a Roma, omaggiarono in devoto silenzio, la salma sconosciuta, scelta da una mamma, Maria Maddalena Blasizza, il cui figliolo Antonio Bergamas, irredento, essendo la famiglia originaria di Gradisca d’Isonzo, come tale suddito austroungarico, quando fu arruolato dall’esercito italiano, dovette rinunciare al suo cognome per assumerne uno di facciata ...

Quando fu colpito a morte sul Monte Cimone, il 18 giugno 1916, era il sottotenente Bontempelli! La sepoltura datagli dai suoi compagni, fu dopo poco tempo, sconvolta da un bombardamento; pertanto, la salma non fu mai più ritrovata …

Per tutti questi motivi, alla mamma che aveva perso il figlio, non una, ma tre volte (perché aveva rinunciato alla sua identità, per essere stato ucciso in battaglia, per essere le sue spoglie dichiarate disperse) fu chiesto di scegliere una tra le undici bare allineate nella Basilica di Aquileia.

Era il 28 ottobre, il viaggio attraverso l’Italia sarebbe terminato il 2 novembre 1921 ...

 

Inserito il:04/11/2021 11:22:25
Ultimo aggiornamento:04/11/2021 11:40:08
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