Aggiornato al 19/05/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Emil Lendof (United States) - Russian Propaganda Blitzkrieg

 

La semantica dell'eufemismo nei media russi sull'invasione ucraina

di Vincenzo Rampolla

 

Giovedì mattina 24 febbraio 2022, la Russia ha deciso di invadere l’Ucraina. I media di tutto il mondo hanno commentato le operazioni militari, gli attacchi, i feriti e i morti. Ogni media a modo suo, con un linguaggio giusto e un’appropriata semantica: ogni parola, un significato. Quando alcune parole si sostituiscono ad altre per convenienza, opportunità o adeguatezza, si parla di eufemismo. Nelle edizioni di venerdì la maggior parte dei giornali del pianeta di almeno 195 Paesi si è espressa con titoli simili e toni allarmati, ha parlato dell’invasione come dell’inizio di una guerra in Europa. Il racconto fatto dai media in Russia è stato molto diverso, in un Paese di 145M di abitanti, dove tutti i media sono soggetti a un severo controllo, dove de facto la libertà di critica e dissenso è per così dire inesistente.

In genere televisioni, giornali e siti Internet hanno semplicemente riportato la propaganda di stato con cui il Governo russo aveva giustificato l’invasione, sostenendo che quella in corso in Ucraina, Paese di 45 M di abitanti, per eufemismo sia un’operazione speciale, semanticamente particolare e diversa dal solito, per difendere gli abitanti delle repubbliche autoproclamate del Donbass, Donetsk e Luhansk. Nel dizionario mediatico russo la parola guerra non esiste. Non deve. Alcuni giornali, rarissimi casi isolati, hanno parlato di un attacco ingiustificato e hanno criticato operato e Governo di Vladimir Putin. Da tempo in Russia la libertà dei media è molto limitata, dovuta anche a una dura legge del 2019 che punisce, si può dire, ogni forma di dissenso verso il Governo. Roskomnadzor, Agenzia regolatrice delle comunicazioni in Russia, ha pubblicato venerdì un avvertimento rivolto a tutti i media che si stanno occupando dell’invasione dell’Ucraina, sostenendo che nell’edizione del giorno e di quelli precedenti, sono state diffuse molte informazioni non verificate e inesatte, obbligando quindi a usare solo le fonti di informazione governative russe.

Nel discorso di annuncio dell’operazione militare, Putin aveva detto: la Russia non intende occupare l’Ucraina ma l’obiettivo è difendere le persone che sono state vittime degli abusi e del genocidio del regime di Kiev. E faremo in modo di demilitarizzare e de-nazificare l’Ucraina. È il messaggio che molti media russi hanno trasmesso, in testa il canale tv Russia 1, principale canale della rete pubblica VGTRK. Nei quotidiani, cartacei e on line, si invitano le persone a inviare il loro indirizzo postale o email per ricevere ogni settimana un documento da cui si possa capire che cosa stia succedendo e come le cose cambino ogni giorno. Basta un click nello spazio indicato.

Il notissimo conduttore Yevgeny Popov ha annunciato l’inizio dell’operazione militare dicendo: L’invasione è iniziata, ma non è stato Putin a invadere l’Ucraina. È l’Ucraina che è entrata in guerra con la Russia e il Donbass. Più tardi nel corso di un programma televisivo in cui erano raccontate le prime ore dell’invasione, la presentatrice Olga Skabeyeva ha detto che l’operazione serviva a liberare la popolazione del Donbass dopo otto anni di attesa pagata con il sangue. Nel corso della trasmissione, mentre erano mostrati video degli attacchi russi nell’Ucraina orientale, in sovrimpressione era scritto: La Russia non sta bombardando le città ucraine. Ministero della Difesa. Sempre su Russia1 Dmitry Kiselev, uno dei giornalisti più popolari del canale, nel suo programma ha paragonato ciò che stava accadendo nel Donbass alle atrocità commesse dalla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale e ha difeso Putin per aver usato la parola genocidio per definire la situazione delle popolazioni di Donetsk e Luhansk, mentre in Ucraina non sta avvenendo né è mai avvenuto alcun tipo di genocidio.

Anche su un altro canale televisivo pubblico Pervyj Kanal (Primo Canale), l’invasione è stata raccontata come una liberazione degli abitanti del Donbass. Un inviato da Donetsk ha dichiarato testualmente: Per gli abitanti della zona l’invasione è stata la migliore notizia degli ultimi anni di guerra e ora hanno fiducia nel futuro e finalmente terminerà una guerra durata anni.

Le televisioni non hanno mostrato alcuna immagine degli attacchi russi di queste ore in varie città ucraine, in alcuni casi in zone abitate da civili. Le strade sono tranquille e calme nella capitale ucraina, ha detto venerdì mattina il conduttore di una trasmissione su Pervyj Kanal, mostrando filmati realizzati nelle strade di Kiev. È un giorno normale anche a Kharkiv. […] Al contrario delle notizie dei media occidentali, tutte bugie, comprese le sanzioni contro la Russia, noi vi stiamo mostrando esattamente qual è la situazione in questo momento nelle città ucraine, ha aggiunto alla fine. Si apprende intanto che in Russia 45 giornalisti dimostranti sono stati fermati e incarcerati. Perderanno il lavoro e i loro beni saranno confiscati.

I giornali russi, nella maggior parte dei casi hanno ripetuto fedelmente la posizione di Putin. Come previsto lo ha fatto il quotidiano ufficiale del Governo. In prima pagina venerdì ha pubblicato un articolo scritto da Putin in persona, ove parla delle minacce dell’Occidente alla Russia e dice che

i leader della NATO hanno infranto la loro promessa di non espandersi a est. Il sito di uno dei tabloid più popolari della Russia, per diverse ore venerdì ha esposto un articolo in cui ha ribadito che l’invasione dell’Ucraina è un’operazione speciale sotto la piena resposabilità dell’Occidente.

Fa eccezione sulla stampa russa un quotidiano noto per la sua posizione critica nei confronti del Governo. L’edizione di venerdì, è uscita in lingua russa e ucraina, per solidarietà con il popolo ucraino. In prima pagina: La Russia bombarda l’Ucraina e nel sottotitolo: Questo giornale considera la guerra una follia, non vede il popolo ucraino come un nemico e la lingua ucraina come una lingua nemica. Gli ha fatto eco la voce isolata di un quotidiano sportivo che venerdì in prima pagina su sfondo nero ha scritto a caratteri cubitali: Non è il momento di parlare di calcio.

Emerge straordinaria e toccante la candidatura del Pontefice ai tavoli di mediazione.

(consultazione:      rossiyskaya gazeta, komsomolskaya pravda, novaya gazeta, sovetskij sport, pravda, le monde, herald tribune, jerusalem post, der spiegel, times, washington post, nytimes, mondo il post, sole24ore, la repubblica, la stampa)

 

Inserito il:28/02/2022 22:30:35
Ultimo aggiornamento:28/02/2022 22:38:05
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