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Aggiornato al 23/10/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Edward Hopper (Nyack, New York, 1882 - 1967) - Hotel Room

 

Covid-19 - Hotel Michelangelo

di Giovanni Armando Costa

 

L’Hotel Michelangelo di Milano, è stato la prima struttura privata dedicata all’emergenza covid-19.  Ne hanno parlato per mesi le televisioni ed i giornali italiani e stranieri. Un quattro stelle di 16 piani con 280 camere trasformato in struttura di accoglienza per le persone costrette a stare in quarantena, dopo essere risultate positive al Coronavirus o essere state a contatto stretto con persone positive. Un hotel riconvertito per accogliere persone contagiate o che non potevano restare a casa per evitare contatti coi malati.

Tecnici e sanitari del Comune, della ATS, della ASST Nord Milano, dell’associazione Medici Volontari Italiani Onlus, in collaborazione con la Prefettura, hanno effettuato sopralluoghi preliminari con la proprietà dell’immobile per valutare l’idoneità della struttura ed hanno successivamente lavorato assiduamente per garantirne il buon funzionamento.

Nel periodo compreso tra aprile e luglio 2020, l’hotel Michelangelo ha accolto più di cinquecento persone, sono stati forniti agli alloggiati più di 28 mila pasti – tra pranzi e cene – e più di 14 mila colazioni.

La media è stata di 120 ospiti al mese con un picco tra aprile e maggio di circa 200 presenze.

Tanti gli ospiti che hanno ringraziato per la gentilezza e la professionalità di tutto il personale che ha operato nella struttura, senza risparmio di energia.

Quella che segue è la spontanea testimonianza di una di loro, raccolta durante la sua permanenza nell’albergo:

“Sono positiva da 57 giorni e tanti i sentimenti che si sono succeduti dentro di me: paura, dolore, tristezza, rabbia, amore, gratitudine. Il telefono ha squillato nel reparto dove lavoravo per comunicare il primo caso di coronavirus. Due giorni dopo comincio ad avere i sintomi di questo virus mostruoso e rimango a casa. Comincia la paura del contagio per i miei conviventi: padre e due bambini. Angoscia infinita per non potermi avvicinare a loro. Mi isolo nella mia stanza, i piccoli si danno da fare per tenere in ordine la casa. Dopo 10 giorni spariscono i sintomi e comincio a stare meglio. Faccio il tampone e sono ancora positiva. Nel frattempo amici e parenti mi danno coraggio, mi sostengono con la preghiera, andrà tutto bene mi dicono. Anche il terzo tampone è positivo. Sopraggiunge in serata un intenso dolore al petto, paura, ambulanza, ospedale, accertamento, ricovero. Sono stati bravi a curarmi, mi hanno salvato la vita ma non mi hanno mandato a casa per la convalescenza. Devo riprendere forza e adesso sono qua, all’hotel Michelangelo, sola, nella mia stanza, senza contatti con nessuno tranne quelli che consentono gli strumenti tecnologici in particolare le videochiamate per rassicurare i parenti e per guardare gli occhi dei miei bambini. Ho tanta voglia di tornare a casa e al lavoro. Ringrazio di vero cuore tutte le persone che si sono prese cura di me in questo periodo così difficile. Che Dio benedica tutti gli operatori sanitari e ci aiuti a superare questa pandemia”.

A luglio del 2020 si è conclusa l’esperienza del Michelangelo ma il diffondersi dei contagi subito dopo l’estate ha spinto gli Enti preposti ad individuare strutture simili sul territorio cittadino, ad oggi ancora funzionanti.

L’arrivo del nuovo anno ha portato in regalo il vaccino, ma la situazione rimane difficile e lo attesta la classificazione in zona rossa di alcune regioni italiane tra cui la Lombardia. L’obbligo pertanto, per tutti noi, è quello di rimanere vigili e rispettare le raccomandazioni generali alla popolazione emanate dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

  • Lava spesso le mani con acqua e sapone o, in assenza, frizionale con un gel a base alcolica
  • Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani. Se non puoi evitarlo, lavati comunque le mani prima e dopo il contatto
  • Quando starnutisci copri bocca e naso con fazzoletti monouso. Se non ne hai, usa la piega del gomito
  • Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • Copri mento, bocca e naso possibilmente con una mascherina in tutti i luoghi affollati e a ogni contatto sociale con distanza minore di un metro
  • Utilizza guanti monouso per scegliere i prodotti sugli scaffali e i banchi degli esercizi commerciali
  • Evita abbracci e strette di mano
  • Evita sempre contatti ravvicinati mantenendo la distanza di almeno un metro
  • Non usare bottiglie e bicchieri toccati da altri

Praticando il distanziamento sociale e seguendo questi semplici consigli daremo il nostro piccolo e quotidiano contributo per limitare il diffondersi della pandemia.

Tecnico della Prevenzione - Giovanni Armando Costa


 

Inserito il:23/01/2021 19:54:41
Ultimo aggiornamento:23/01/2021 20:00:56
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