In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 18/11/2018

René Magritte (1898 – 1967) – Il vaso di Pandora (1951)

 

 

PUNTI DI VISTA (01)

di Gianni Di Quattro

 

Fa impressione vedere quelli dell’MDP (cioè I FUORI USCITI DAL PD perché hanno accusato Renzi e il suo staff di essere poco di sinistra) corteggiare il movimento 5 stelle, dato dai sondaggi per sicuro vincente. Lo fanno per cercare di avere un posticino nel futuro governo o solamente per danneggiare il PD, cioè lo fanno per cercare di continuare ad esistere o solamente per invidia e per odio?

I MAGISTRATI, come tutti i cittadini, possono decidere di entrare in politica. Ma perché possono farlo senza dimettersi e mantenendo posto, anzianità, promozioni automatiche, oltre alla possibilità di cumulare tutto questo con i privilegi dei parlamentari? Non trovano, loro che parlano spesso di morale, che questa condizione proprio dal punto di vista morale non è il massimo?

Dicono che l’editore Cairo (Corriere della Sera e tanti altri giornali e la televisione La 7) si è spostato VERSO IL MOVIMENTO 5 STELLE. Forse Cairo pensa solo agli affari anche se non può dispiacerle essere considerato vicino a chi sembra si accinga a prendere il potere in Italia. La verità è che si sono spostati verso il movimento 5 stelle i suoi giornalisti (da Mentana e Gruber a Fontana ed altri).

Certo che osservare partiti che hanno poco o nessun RISPETTO PER LE ISTITUZIONI e le regole democratiche, al di là di quelli che possono essere le idee e i programmi presentati democraticamente ai cittadini e sui quali cercano consenso, viene da pensare che questi partiti non sono democratici. Oppure la democrazia è un concetto variabile che ciascuno può adattare al proprio modo di comportarsi e forse nel nostro paese è così.

ALITALIA è una azienda fallita da molto tempo e per cercare di salvarla sono stati spesi tanti soldi pubblici (cioè dei cittadini) e sono stati commessi molti errori voluti o non voluti magari per interessi politici (acchiappare voti). Bisogna prendere atto che l’azienda non è più risanabile, non ha competitività e management. L’unico problema che i sindacati e il governo dovrebbero porsi è come e sino a che punto proteggere i lavoratori.

Le indagini che le Procure siciliane stanno facendo su POSSIBILI COMPLICITA’ tra chi fa partire i migranti dalle coste libiche e chi li raccoglie sono estremamente inquietanti. Perché potrebbero essere coinvolti imprenditori, strutture umanitarie e alti funzionari di istituzioni nazionali ed internazionali. Il business sarebbe milionario, moralmente e umanamente infame e legalmente nella scala più alta della delittuosità.

LE NOMINE fatte recentemente dal Ministero dell’Economia e dal Governo hanno suscitato polemiche. Ma queste hanno riguardato soprattutto (alcuni) nomi degli amministratori delegati nominati e di cui tutti i giornali hanno parlato. I giornali non hanno parlato delle nomine che sono state tante (una cinquantina) dei consiglieri di amministrazione delle varie aziende in cui la maggioranza è statale. Nel nostro paese si ignorano queste figure che sono molto importanti e che dovrebbero esserlo ancora di più nel futuro. Infatti, la maggioranza dei consiglieri di norma nelle aziende pubbliche (ma spesso anche nelle aziende private) è costituito da accademici e professionisti della consulenza, ma raramente da persone che conoscono il business. Quindi il ruolo dei consiglieri è generico e non specifico nella conduzione aziendale.

LA VICENDA DEI TASSISTI è una storia che è basata sul fatto che si consente la vendita diretta della licenza. In altri termini, la licenza viene concessa a una persona che decide di fare il tassista e non costa, ma questo stesso signore quando per qualsiasi motivo decide di smettere può vendere la sua licenza che acquista valore perché di licenze se ne concedono poche da parte dei comuni. Basterebbe vietare la vendita diretta delle licenze per riportare il settore a una sana e giusta competitività. Il problema a questo punto sarebbe quello di proteggere quelli che la licenza la hanno comprata da colleghi a prezzo alto. Per esempio con contributi da parte di chi, come UBER, vuole entrare nel settore o con altre forme di remunerazione.

 

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:23/03/2017 18:55:53
Ultimo aggiornamento:14/04/2017 23:27:48
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
nel futuro, web magazine di informazione e cultura nel futuro, archivio
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology