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Aggiornato al 17/12/2018

Cory Green (Wasilia, AK, USA, Contemporary) - Family - A Group Of People United By Certain Convictions Or A Common Affiliation. Fellowship - 2012

 

 

La comunità di Nel Futuro

di Gianni Di Quattro

 

In un giorno normale i soci ed autori di Nel Futuro si sono incontrati, non c’erano tutti perché alcuni non sono riusciti a venire impediti da problemi personali ed hanno tuttavia comunicato il loro rammarico, pregando di considerarli come presenti. Si sono incontrati in una antica e tradizionale trattoria milanese per fare un pranzo quasi dal sapore antico, per il piacere di prendere atto fisicamente che ci sono e che nessuno di loro è solo, che la voglia di partecipare è forte, che credono nella libertà, nel pensiero e nell’amicizia, che si sentono davvero una piccola comunità, che vogliono crescere non a tutti i costi ma nel modo migliore. E che credono sia bello e importante in un mondo che sta perdendo la propria pelle, mentre nessuno ha ancora certezza di quale sarà la nuova.

Questi amici in trattoria hanno parlato di orientare maggiormente il documento comune, e che è disponibile nel web, verso il futuro, di continuare a parlare di tutto (la multidisciplinarietà) ma sempre cercando di capire cosa c’è e cosa ci si può aspettare dietro l’angolo. Hanno ribadito di volere essere liberi e indipendenti come Nel Futuro è riuscito ad essere sino ad ora.

Ed hanno detto che sarà bene cercare di integrare molti temi tra di loro, di studiarne la interdipendenza, la tecnologia con l’economia, la politica con la comunicazione, il modo di vivere con l’automazione, la formazione con la società, la cultura come collante e il lavoro come dignità a prescindere.

Gli amici hanno parlato di temi specifici come quello delle web tax, di come supportare e diffondere esperienze sociali come per esempio l’aggregazione di comunità, di come affrontare i vari aspetti della partecipazione democratica, della interpretazione delle speranze di giustizia sociale, della necessità di contribuire a far tornare la politica ad essere politica e non un grimaldello per gruppi più o meno spregiudicati o furbi o capaci di trascinare masse sociali fragili allo scopo di prendere potere e denaro.

La comunità di Nel Futuro vuole quindi essere presente, attiva, rappresentare uno stimolo culturale, un luogo di incontro di idee e pensieri, di intelligenze e di speranze e vuole farlo per se stessa e per tutti coloro che sono interessati a confrontare convincimenti e dubbi con uomini liberi e spesso valorosi.

Naturalmente Nel Futuro deve essere ancora più aperto di ora, se possibile, dal punto di vista tecnologico per esempio dando spazio alle immagini e utilizzandole anche al posto della parola e questo anche per parlare un linguaggio oggi molto più giovanile. Ma più aperto verso altre iniziative con le quali cercare un collegamento per integrare lavori e analisi, esperienze e proposte.

Un aspetto che gli amici hanno discusso è quello relativo al coinvolgimento di giovani su aspetti della nostra società e del nostro futuro. Oltre ai giovani che già collaborano per studiare la pubblica amministrazione intesa come struttura, efficienza, conoscenza e servizio e iniziativa professionale, si deve cercare di interessare gruppi di giovani sul tema della automazione vista dal punto di vista della produzione, industriale, ma anche dal punto di vista della famiglia e del cittadino. Il rapporto dell’uomo con il robot è il sogno dei primi grandi visionari della fantascienza ma ora è realtà ed è necessario capire come l’uomo cambierà di conseguenza e come sarà capace di interagire con un automa che sarà pure senza anima ma che diventerà sempre più intelligente mano a mano che il tempo scorre e le sue esperienze si moltiplicano.

Di tutto questo hanno parlato gli amici della comunità di Nel Futuro, molti si sono abbracciati perché si sono ritrovati, molti hanno deciso di costituire piccoli gruppi di confronto, di fare cose e di fare di più, ma senza cadere nella trappola di costituire un movimento o un gruppo di influenza. Un gruppo che vuole ragionare e criticare il film che stiamo tutti vedendo con libertà e libertà è partecipazione come diceva Gaber. Sono usciti dalla trattoria con una certa allegria perché in modo cosciente o incosciente hanno pensato che queste sono le cose che riempiono il cuore e non certo per il buon dolcetto che si è bevuto a pranzo. Ecco una bella storia, vuol dire che non tutto è perduto!

 

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Inserito il:19/11/2017 21:33:24
Ultimo aggiornamento:19/11/2017 21:42:06
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