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Aggiornato al 17/12/2018

René Magritte (1898 – 1967) – Il vaso di Pandora (1951)

 

PUNTI DI VISTA (11)

di Gianni Di Quattro

 

Il DIBATTITO POLITICO ITALIANO (I). Il tentativo del nostro Ministro dell’Economia insieme a quelli di Francia, Spagna e Portogallo di far cambiare alla Unione Europea metodologia per il calcolo dei valori economici dei singoli paesi (se non ci riescono sarà durissima la prossima finanziaria e la influenza sulle prossime elezioni sarà fortissima). Il Presidente in pectore dei cinque stelle spiega in una intervista la nuova politica estera del nostro paese tra idee da bar sport e pensieri nati dal suo prato verde intellettuale (ad esempio la soluzione della crisi libica risolta scavalcando l’attuale presidente, peraltro sostenuto dall’ONU e dal mondo occidentale, con una mediazione diretta verso le tribù alla quale partecipino anche Cuba e Venezuela).

Il DIBATTITO POLITICO ITALIANO (II). La legge sulla difesa dai ladri di appartamento che appassiona tutti (secondo il principio in vigore nell’Ammiragliato inglese per cui l’importanza della decisione è inversamente proporzionale al tempo necessario per prenderla a causa della partecipazione di tutti). I vaccini dividono il mondo politico (ma sono di destra o di sinistra?), quello scientifico e quella parte (consistente) di popolazione abituata ad andare dietro a chiunque promette miracoli in qualsiasi campo.

Il DIBATTITO POLITICO ITALIANO (III).Naturalmente l’attesa per le strutture e le deleghe del nuovo PD, il mondo della sinistra (quella della dittatura del proletariato) oggi costituito da gruppi e persone che marciano per conto loro mentre qualcuno cerca tuttavia di farli cantare insieme (progetto Pisapia e nientemeno che la visione del leader massimo D’Alema confidata alla televisione), Salvini che gira come un pazzo per cercare di convincere tutti che bisogna fare come Trump (poster in camera?), Berlusconi che, sornione, cerca di stancare gli avversari e sa che costoro prima o dopo in qualche buca ci cascano. 

Il DIBATTITO POLITICO ITALIANO (IV). Le cronache giudiziarie continuano giornalmente a occupare un posto di prima fila, quelle relative a corruzioni, malversazioni, tangenti. Per il momento è popolare la storia delle ONG che potrebbero essere corrotte, naturalmente le indagini si fanno all’aperto e cioè senza alcuna riservatezza. L’Alitalia è costantemente all’attenzione e aver dato sei mesi di franchigia con quei seicento milioni (che lo Stato non rivedrà più come tutti quelli che non credono a Babbo Natale sanno) significa che il finale sarà a ridosso delle elezioni comunque. E questo vuol dire che non licenzieranno nessuno, si terranno la compagnia (che continuerà a perdere alla grande) e la inseriranno in qualche Ente e/o Azienda dello Stato per dare ulteriore dimostrazione che un paese dove la ricerca del consenso è continua non può avere un futuro brillante, anzi non può avere proprio un futuro (a meno che il partito al governo non abbia una maggioranza ampia consolidata come accadeva alla Democrazia Cristiana nei primi anni, cosa che ha consentito al paese il boom economico e  il risanamento dei conti dopo la guerra).

UNA STRANA SENSAZIONE. Il Presidente Trump sta riportando il suo paese al passato (e anche velocemente).  Ha abolito la riforma sanitaria di Obama, bloccate le leggi a favore dell’ambiente, scatenato il settore delle armi, aumentato gli investimenti militari, dimostrata inimicizia verso i settori che hanno sostenuto (con forza) i democratici come quelli della Silicon Valley, in qualche modo ostacolato gli arrivi di immigrati e di stranieri in genere (malgrado alcuni giudici buontemponi), ridimensionata l’influenza dei media, creata una atmosfera in cui si può fare di tutto, pronto il piano di riduzione delle imposte (soprattutto a favore dei più abbienti), inserite persone fidate (anche parenti) nei posti chiave (ha persino cambiato il maggiordomo). Parla al telefono con tutti spesso (con alcuni di più), invita tutti per parlare di affari (senza badare al comportamento democratico o meno e alla fedina penale), minaccia senza scrupolo e senza strategia (lei non sa chi sono io!), adesso va in Arabia Saudita (amici di affari importanti), al G8 di Taormina (per dire a voce e con forza ai big che questa è la musica), incontra il Papa (quante divisioni ha?). Il Presidente sta dimostrando che il potere non lo hai perché ti tocca o perché te lo danno, ma perché te lo prendi.

I TEMPI CAMBIANO. La Gran Bretagna deve pagare per uscire dalla Unione, secondo gli accordi sottoscritti a suo tempo e i conti fatti dalla stessa Unione, circa cento miliardi di euro. Il dato è contestato dal governo inglese e sarà al centro delle discussioni (molto accese certamente) dei prossimi anni. Gli inglesi (a partire dalla May) promotori di Brexit sperano che qualcun altro in Europa segua il loro esempio (in due si canta meglio). Intanto spaccano il loro paese tra centro e periferia, tra anziani e giovani, tra europei e British, mettono in difficoltà le imprese, cercano l’alleanza di Trump sino a rischiare di diventarne succubi (succederà per caso o per volere?).  Da un po’ di tempo però gli inglesi sbagliano sempre come una volta non succedeva.

LA DEMOCRAZIA IN TURCHIA è stata decisamente accantonata e su questo non ci sono davvero dubbi. Poteri assoluti al Presidente Erdogan, allungamento del suo mandato, limitazione della libertà di stampa, processi e galera per oppositori, i capi dell’Esercito licenziati o imprigionati e sostituiti da compiacenti (l’Esercito è forte ed ha tanto prestigio in quel paese). La cosa importante da notare è che tuttavia il Presidente Erdogan ha molto seguito nel paese, soprattutto tra le donne, ma anche nelle imprese, negli ambienti religiosi e in buona parte della burocrazia, mentre l’opposizione è divisa e non coordinata. Questo, alla fine, è la vera garanzia del potere per il Presidente.

UNA BRUTTA STORIA. Il 27 di aprile dopo che la Corte Suprema venezuelana aveva sospeso le funzioni dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che invitava il Governo di quel paese a fare ritirare tale decisione della Corte (poi ritirata infatti sua sponte), a liberare i prigionieri politici e porre fine alla violenta repressione. In quella occasione 35 deputati (il 6% di tutta l’Assemblea) ha votato contro. Tra questi deputati i nazisti greci e quelli tedeschi insieme a gruppi della sinistra oltranzista francese e di altri paesi e tre deputati della Lega Nord italiana (Salvini incluso). I giornali italiani hanno trascurato questa notizia che è invece molto grave perché configura i pericoli del futuro dei sistemi istituzionali europei e dimostra senza necessità di ulteriori esplicazioni la natura culturale e sociale di tanti gruppi ormai presenti in molti paesi. Dimostra, inoltre, da che parte sta la Lega italiana e il fatto che le estreme hanno gli stessi riferimenti politici e sociali.

LA DESTRA E LA SINISTRA. Diceva Norberto Bobbio che la destra pone un maggior accento sulla libertà e la sinistra invece sulla uguaglianza. È questo è vero ancora, anche se le teorie politiche della attuale modernità indicano che entrambi questi valori sono necessari e quasi in egual misura per costruire una società moderna (questo lo va predicando anche Macron in Francia). Però esiste una sinistra (che si individua come estrema sinistra) antiglobalizzazione, protezionista, antieuropea e partitaria della democrazia diretta e allo stesso modo una destra (che si individua come estrema destra) che dice le stesse cose. Come si spiega questo? Forse cominciando ad ammettere che quelli che dicono queste cose sono semplicemente estremisti senza altre necessità di qualificazione al di là di quello che loro pensano di se stessi.

UN SUGGERIMENTO. Jean Luc Mélenchon, il francese comunista che pur non dicendolo ufficialmente vota per il partito fascista di Marine Le Pen, porta alla giacca un piccolo triangolo rosso. Era il segno che nei campi nazisti veniva imposto ai prigionieri politici per distinguerli dagli ebrei (triangolo giallo), dagli zingari (triangolo nero), dagli omosessuali (triangolo rosa) e dagli apolidi (triangolo azzurro). È ora di toglierlo quel triangolo.

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Inserito il:06/05/2017 08:36:42
Ultimo aggiornamento:06/05/2017 08:40:15
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