Aggiornato al 28/05/2024

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Voltaire

 

Esercitazioni militari e test nucleari sul pianeta

di Vincenzo Rampolla

 

Accade il 25 ottobre 2022. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, rende noto che il Presidente Vladimir Putin ha presieduto una simulazione di un massiccio attacco nucleare in risposta a un attacco nucleare nemico. Sono le esercitazioni militari Grom, evento annuale che coinvolge anche forze strategiche nucleari e lancio di missili. La settimana precedente, la difesa americana e il Pentagono avevano detto che attendevano il loro inizio. Il Cremlino ha spiegato in un comunicato che le esercitazioni della forza di deterrenza strategica hanno interessato unità di terra, mare e cielo e sono stati lanciati missili balistici e da crociera, tra cui un missile intercontinentale Yars e un missile balistico Sineva. I bombardieri Tu-95MS hanno lanciato diversi missili da crociera. Ha fatto anche sapere che i missili hanno raggiunto i loro obiettivi e l'esercitazione è servita per verificare il livello di prontezza dei militari e delle strutture di comando e controllo.

Si tratta di test di routine, per quanto avvenuto in un contesto internazionale radicalmente cambiato. Il presidente Putin ha alzato i toni, spiegando che il suo Governo è al corrente dei piani di Kiev di usare una bomba sporca e ha denunciato l'elevato rischio di una guerra nella regione Ucraina e nel mondo.

Nello stesso periodo, il 17 ottobre 2022, la Nato ha lanciato un’iniziativa simile con Steadfast Noon operazione terminata il 30 ottobre. Ha coinvolto 14 Paesi e fino a 60 aerei di vario tipo, tra cui i Tornado italiani, e ha visto l’utilizzo di aerei da combattimento di 4ª e 5ª generazione, nonché aerei di sorveglianza e cisterna. La base di partenza è stata Ghedi (BS). Come negli anni precedenti, hanno partecipato anche i bombardieri a lungo raggio B-52 degli Usa, decollati dalla base aerea di Minot, nel North Dakota. I voli di addestramento si sono svolti sul Belgio, che ha ospitato l’esercitazione, sul Mare del Nord e su GB. Steadfast Noon è ospitata ogni anno da un diverso alleato della Nato.

A inizio del nuovo anno, marzo 2023, è iniziata Dynamic Manta 2023, la maxi esercitazione annuale della NATO al largo delle coste siciliane che vede impegnate unità da guerra, sottomarini anche nucleari, droni e cacciabombardieri. Paesi coinvolti: Italia, GB, Grecia, Turchia, Canada, Spagna, Usa, Francia e Germania. Come riporta il Comando navale della Nato l’esercitazione, conclusasi il 10 marzo, ha lo scopo di fornire a tutti i partecipanti un addestramento completo per rafforzare l’interoperabilità e le competenze nella conduzione di attività belliche anti-sottomarini e anti-navi di superficie. Le autorità hanno raccomandato a tutto il traffico nelle vicinanze di prestare adeguata attenzione nei successivi 10 giorni, durante i quali la Nato avrebbe simulato battaglie navali di vario tipo nel Mediterraneo. Sin dal 2013 Dynamic Manta rappresenta una delle più importanti e complesse esercitazioni antisommergibile della Nato, quest’anno con 5 sommergibili appartenenti a Grecia, Italia, Turchia e Usa. Le motonavi si sono addestrate con unità di superficie, navi e elicotteri forniti dagli altri Paesi coinvolti nell’operazione. L’area interessata si è estesa dal suolo ad est della Sicilia, comprese anche le regioni di informazione di volo di Atene, Malta nel Tirreno e tra Sicilia e Sardegna. Si tratta della prima esercitazione NATO ospitata dall’Italia nel 2023. Lo scorso ottobre era stata Cagliari a destarsi in assetto da guerra, con portaerei, incrociatori, corvette e sommergibili nell’ambito dell’operazione Mare Aperto 22-2.

A quella data, come ora, la cittadinanza ha fatto sentire la propria voce protestando nei confronti di tali esercitazioni militari che, fatto salvo il fattore geopolitico, preoccupano per i danni all’ambiente e alla salute. Lungo il perimetro della base di Sigonella sono apparsi diversi manifesti che recitano: Fuori dalla Sicilia le basi militari angloamericane emblema della cosiddetta esportazione della democrazia!

Che accadrebbe se su una nave a propulsione nucleare civile, in transito in acque norvegesi, venisse rilevata un’avaria dei sistemi di raffreddamento ausiliari? Quale Autorità verrebbe coinvolta se si registrasse il mancato raffreddamento di uno dei due reattori a bordo e con quali modalità?

Contemporaneamente alla simulazione di tale evento, un mese dopo l’esercitazione Nato, giovedì 27 aprile 2023 si è svolta l’esercitazione internazionale ECUREX 2023, organizzata nell’ambito del sistema europeo di pronta notifica in caso di emergenza (ECURIE - European Union Urgent Radiological Information Exchange). Per l’Italia, hanno partecipato l’Ispettorato per la sicurezza nucleare, la Radioprotezione (ISIN) e il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’Ispettorato ha partecipato attivando il Centro Emergenze Nucleari - CEN.

Queste esercitazioni internazionali, a cui tutti gli Stati membri dell’UE sono tenuti a partecipare, vengono organizzate annualmente dalla Commissione Europea per verificare l’efficacia di ECURIE. Obiettivo: affinare il meccanismo dei sistemi comunitari di pronta notifica e il rapido scambio di informazioni per incidente nucleare o emergenza radiologica. Curiose coincidenze.

E veniamo al 16 ottobre 2023. La settimana scorsa Usa e Nato hanno dato il via alle esercitazioni nucleari Steadfast Noon, operazione di routine esattamente a un anno dalla precedente.

Jens Stoltenberg, Segretario Generale della Nato ha sottolineato che l'Alleanza va avanti comunque con i test militari: Cancellarli, alla luce delle tensioni attuali, darebbe il messaggio sbagliato. Si tratta di un addestramento che si svolge ogni anno per far sì che il nostro deterrente sia sicuro ed efficace, ha detto. Steadfast Noon, mezzogiorno costante, in opposizione a mezzanotte, con cui si indica la catastrofe nucleare è annuale, dura una settimana e coinvolge jet in grado di trasportare testate nucleari, senza utilizzare alcun ordigno reale. All'esercitazione partecipano regolarmente anche jet convenzionali e aerei di sorveglianza e rifornimento e viene gestita da Usa, GB e Francia, i tre stati membri della Nato dotati di armamenti nucleari. Al via le prime esercitazioni militari dal vivo dell’UE che lavora sulla cosiddetta bussola strategica, piano d’azione per rafforzare la politica di sicurezza e difesa fino al 2030. Terminano il 26 ottobre coinvolgendo una parte del Mediterraneo e la cooperazione di 13 Paesi dell’Alleanza. Per Stoltenberg: È una operazione di routine per mandare il chiaro segnale che la Nato protegge e difende tutti i suoi alleati.

Dichiarazioni periodiche sempre identiche, rigorosamente fisse. Statuarie nel dogma americano.

Nella precedente edizione del 2022, sono stati coinvolti 14 Paesi e 60 aerei, tra cui i bombardieri a lungo raggio B-52. Per raggiungere le aree operative nel Tirreno, erano stati utilizzati i corridoi di transito estesi dalle basi di Aviano (PD), Ghedi (BS), Amendola (CS), Gioia del Colle (BA) e Trapani. Nell’operazione nucleare odierna, alcune aree speciali sono considerate temporaneamente     off-limits, coordinate con le autorità di controllo del traffico aereo civile e militare. Prevedono voli di addestramento sull’Europa meridionale e sul Mar Mediterraneo e prevedono anche ora 60 aerei e 13 Paesi Alleati con un mix di aerei, inclusi i B-52 Usa, aerei da sorveglianza, da rifornimento in volo e jet convenzionali. Un F-16 dell’aeronautica americana del 510° Squadrone di caccia, 31° stormo, decolla da una base aerea del Nord Italia e partecipano aerei da combattimento che trasportano testate nucleari, senza l’impiego di bombe reali. La maggior parte della manovra si svolge ad almeno 1.000 km dai confini della Russia, lontano dall’attuale area del conflitto in corso tra le Forze Armate di Mosca e quelle di Kiev. Steadfast Noon rientra nel concetto strategico della Nato che chiarisce che: lo scopo fondamentale della capacità nucleare della Nato è preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare l’aggressione, contribuire a garantire credibilità, efficacia e sicurezza del nostro deterrente nucleare e inviare il messaggio chiaro che la Nato difende tutti gli Alleati. Finché esisteranno le armi nucleari, la Nato rimarrà un’Alleanza nucleare. Il 18 ottobre 2023 la Puglia pacifista prende posizione contro l'esercitazione nucleare Nato Steadfast Noon. Dure critiche all'esercitazione dai Comitati per la pace di Bari, Brindisi, Corato, Foggia, Gioia del Colle, Gravina di Puglia, Lecce, Manduria, Manfredonia, Ruvo di Puglia, San Severo e Taranto. Anche Pax Christi ha annunciato una dichiarazione: L'esercitazione nucleare Nato è una minaccia per la pace e la sicurezza. Le basi aeree pugliesi di Amendola e Gioia del Colle sono diventate la rampa di lancio di un evento che sta sollevando preoccupazioni tra i residenti locali e i Comitati per la Pace della Puglia. Le preoccupazioni dei Comitati sono state espresse in un comunicato stampa: Questa esercitazione non fa che gettare benzina sul fuoco, mentre il mondo affronta già diverse sfide globali e tensioni internazionali, l'esercitazione all'uso di armi nucleari rappresenta un passo verso l'escalation che potrebbe avere conseguenze devastanti, sostengono i Comitati pugliesi. Il fatto che si stia compiendo in queste ore un'esercitazione per usare armi nucleari con prontezza e efficacia concorre ad alimentare il timore di una possibile guerra nucleare che monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo della Diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, definisce una follia, annunciando l'intenzione di intervenire in quanto presidente di Pax Christi. Un aspetto cruciale è l'adesione dell'Italia al Trattato di non proliferazione nucleare. Tale Trattato proibisce ai Paesi non nucleari il possesso e il transito di armi nucleari. In questo contesto, ospitare armi nucleari in violazione del Trattato solleva dubbi sulla coerenza dell'Italia rispetto ai suoi impegni per il rispetto del diritto internazionale. I Comitati per la Pace della Puglia, coscienti dell’assenza di ordigni nucleari reali, hanno presentato comunque una denuncia presso la Procura del Tribunale di Roma; a questa a cui si è associata Serena Pellegrino, Consigliera di opposizione AVS (Alleanza Verdi e Sinistra): L’opzione pace è ormai fuori dalla loro agenda. Nei loro proclami la dismissione bellica non è contemplata, men che meno il disarmo nucleare… invece di parlare di pace e di fame nel mondo i capi dei governi continuano ad adoperarsi per realizzare opere di distruzione di massa.
18 ottobre 2023. Mosca osserva alla finestra e non perde tempo: minaccia attacco a centrali nucleari in Est Europa. I vertici del Cremlino continuano a evocare lo spettro del nucleare, dopo che sui canali social filorussi si è diffusa la voce secondo cui le forze armate ucraine sarebbero pronte ad attaccare la centrale di Smolensk, in Russia. Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha detto che in tal caso sarà necessario esaminare uno scenario d'attacco simultaneo della Russia contro 3 centrali ucraine: Pivdennoukrainski, Rivne e Khmelnytskyi. Il 18 ottobre 2023 è la data limite che Putin ha dato alla Duma per esprimersi sulla possibilità di denuncia del CTBT (Comprehensive Test Ban Treaty) il Trattato che proibisce gli esperimenti nucleari. È difficile pensare che il Parlamento di Mosca non approvi un provvedimento su cui il leader massimo si è già espresso evocando il labile argomento che la Russia deve avere uno status analogo a quello degli Usa, dice Carlo Trezza (ex ambasciatore Repubblica di Corea, Senior Adviser dello IAI per il Disarmo e la Non Proliferazione e coordinatore del Gruppo italiano dell’ European Leadership Network). Il gesto russo darebbe un colpo mortale al CTBT poiché la Russia appartiene al gruppo di 42 paesi, tra cui l’ Italia, la cui ratifica è indispensabile per l’entrata in vigore del Trattato.

Si è detto che Putin ha dato tempo fino al 18 ottobre alla Duma per esprimersi sull’opportunità e modalità di una denuncia del CTBT. In questo caso, visto che gli Usa hanno firmato ma non ratificato il trattato, per pareggiare Mosca dovrebbe denunciare il Trattato. Il CTBT è uno dei pochissimi grandi trattati multilaterali nel campo del disarmo nucleare ancora in piedi. Il suo grande pregio è che è stato firmato o ratificato da un largo numero di Stati nucleari e applicato fino ad ora pur non essendo formalmente mai entrato in vigore. Dal 1998 in poi nessun Paese ha osato infrangere la moratoria di fatto sulla proibizione delle esplosioni nucleari. Si deve dunque a questo Trattato se sono cessate le più di 2000 esplosioni che avevano infestato atmosfera, terra, mari e il sottosuolo del pianeta. Solo la Corea del Nord ha effettuato a partire dal 2006 una serie di esplosioni, condannate e sanzionate dal Consiglio di Sicurezza ONU anche con il consenso russo. La ratifica di Mosca è stato uno dei pochi punti forti della sua politica favorevoli al disarmo. Affinché Mosca possa effettivamente abbandonare il trattato, dovrà spiegare gli eventi straordinari che hanno messo in pericolo i propri supremi interessi. Spetta poi ai giuristi valutare se la revoca del Trattato annulli anche la sua firma. Se così fosse, verrebbe meno la parità con gli Usa.

L’Amministrazione Biden si finge amareggiata. Tutte le Amministrazioni democratiche hanno voluto ratificare questo Trattato ma non sono mai riuscite ad ottenere la maggioranza qualificata al Senato. Esulta la bellicosa destra repubblicana che lo ha sempre rigettato e aveva richiesto la revoca della sua firma. Promuoverà il ritorno alle esplosioni anche da parte Usa? Tutti gli Stati europei, inclusi quelli militarmente nucleari, hanno firmato e ratificato il CTBT. L’Europa è quindi qualificata per esprimersi energicamente a favore della salvaguardia del Trattato. La partita si gioca ora in aula e le istanze parlamentari nazionali e europee hanno titolo per intervenire.

Un altro passo indietro sul disarmo?

L’ultima parola spetta alle toghe dei giudici. L’esercitazione nucleare Steadfast Noon è in contrasto con l’adesione dell’Italia al Trattato di non proliferazione nucleare, che proibisce ai Paesi non nucleari possesso, importazione, esportazione e transito di armi nucleari. L’Italia ha dato attuazione al divieto costituzionale delle armi di sterminio di massa con l’adesione al Trattato e ha ribadito il divieto di fabbricazione, importazione, esportazione e transito delle armi nucleari con la legge che regola il commercio delle armi (L. 185/90).

Nonostante ciò, la partecipazione dell’Italia all’esercitazione nucleare annuale condotta dalla Nato per testare le strategie dell’Alleanza atlantica, costituisce una flagrante contraddizione dei principi di civiltà giuridica italica della Costituzione e delle leggi. L’Italia non può fare esercitazioni che prevedono che i suoi aerei trasportino e simulino l’impiego delle armi nucleari che (illecitamente) vi sono dislocate. L’uso di armi di sterminio di massa non è ammissibile neanche in caso di guerra difensiva, per questo non è tollerabile che le forze armate italiane si esercitino all’uso di armi nucleari che l’Italia non può né possedere, né controllare. Jens Stoltenberg l’ha detto, cambiando musica: Si tratta di mostrare i muscoli nucleari, mostrando di avere la capacità di usare armi nucleari e che queste sono pronte all’uso. La Corte Internazionale di Giustizia, con la sua pronuncia dell’8 luglio 1996, ha però dichiarato illegittimo non solo l’uso ma anche la minaccia dell’uso di armi nucleari. Da che parte sta l’Italia?

L’Italia non è esente dalla minaccia nucleare sbandierata a più riprese da Putin. Tra le 2 basi militari di Ghedi (BS) e Aviano (PN) sono state collocate bombe nucleari, tutte di fabbricazione americana. Nella prima si realizza il Nato nuclear sharing group dove il Paese ospitante mette a disposizione il vettore, mentre gli Usa forniscono l’ordigno. Oggi i Tornado e a breve gli F35, sono dotati di bombe di questo genere. Una prima stima parla di 60 ordigni, per Il Sole 24 Ore risultano un centinaio. Ad Aviano ci sono le B-61, bombe nucleari di fabbricazione Usa e non della Nato, per l’impiego tattico e strategico di caccia e bombardieri. In Europa sono schierate le varianti tattiche Mod.3 e Mod.4, con un potenziale regolabile fino ai 45-60 Kt. Aviano è sede militare dove gli americani si muovono in autonomia mentre a Ghedi ci sono regole militari condivise tra i Paesi Alleati.  Con le minacce dichiarate da Putin, con il suo flirt con la Cina e l’Iran, con l’odore di nucleare dietro le quinte delle vicende a Gaza, sorprende che le due basi militari siano oggi in stato di massima allerta?

(consultazioni:  carlo trezza giornalista; domenico gallo - giurista; salvatore toscano, giornalista; redazione peace link; marco ludovico, giornalista; piero batacchi - direttore rid - rivista italiana difesa; il sole 24 ore - immagini di aerei riprese durante la Steadfast Noon di ottobre 2023 ) 

 

Inserito il:20/10/2023 16:29:47
Ultimo aggiornamento:20/10/2023 16:43:30
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