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Aggiornato al 18/11/2018

Tutti insieme appassionatamente

di Gianni Di Quattro

 

Fra pochi giorni si vota in Francia, fra poche settimane in Gran Bretagna (decisione di questa settimana della Premier e del Parlamento) e fra pochi mesi in Germania e fra non molto anche in Italia (forse prima di quando tanti si augurano).

Tutta l’Europa si è messa in attesa dunque, perché rinnovare i Parlamenti, in un lasso di tempo così breve, di questi rilevanti paesi è un fatto inusuale e che può produrre effetti imprevedibili. Da queste tornate elettorali dipende il futuro di queste nazioni e della intera Unione Europea. È del tutto evidente che una vittoria degli antieuropeisti in Francia e poi in Italia (paese fondatore della Unione) sarebbe un colpo mortale per la organizzazione sostenuta dai 27. Un colpo mortale dal punto di vista economico, ma soprattutto politico per la perdita della credibilità e per la sconfitta che sarebbe definitiva ovviamente.

L’attesa riguarderà la politica della immigrazione, per fare un esempio importante, che ogni giorno presenta aspetti più devastanti per le situazioni di miseria e di guerra dei territori africani e del medio oriente, per la spregiudicatezza degli speculatori sulla speranza di quelle genti, per la ricerca di futuro e di pace e di lavoro che tanti vogliono trovare scappando.

L’attesa sarà anche di tante imprese, anche internazionali, le quali prima di effettuare investimenti e definire piani strategici hanno la necessità di capire quale sarà lo scenario continentale e quali saranno le regole del business.

In gioco c’è anche di più: la difesa dei diritti conquistati negli ultimi decenni, c’è lo scambio di lavoratori e progetti industriali, la difesa comune contro il terrorismo che ormai non si può più considerare una cosa eccezionale e che condiziona la vita di tutti i paesi del continente, la ricerca scientifica, la politica monetaria (potrebbe vivere l’euro senza l’Unione e con quali regole?). Ed ancora cosa e come fare verso i paesi che condizionano la politica economica e finanziaria del mondo (la Cina che negli ultimi tempi pare più aggressiva, per esempio).

E’ alto il rischio di un indebolimento dei singoli paesi davanti alla globalizzazione da qualsiasi parte essa provenga (e che comunque non è eliminabile) o, in alternativa, la nascita di situazioni di autarchia che progressivamente potrebbero impoverire pesantemente le classi meno abbienti con effetti dirompenti sul piano sociale soprattutto in alcuni paesi, come il nostro, devastati da situazioni economiche e finanziarie estremamente precarie.

Il caso, o forse non solo quello, ha voluto questa concentrazione elettorale che può fare esplodere l’Europa e che fra l’altro si svolge nell’ambito di scenari politici internazionali a dir poco complessi e basta citare la ancora incerta politica estera di Trump, il caso Corea del Nord, il Medio Oriente in cerca di assetto e, dulcis in fundo, la Turchia che nella sua nuova versione politica è destinata a destabilizzare le attuali procedure diplomatiche della regione e non solo.

Nel nostro paese, in particolare, l’incertezza politica, il possibile rovesciamento delle prassi istituzionali che hanno guidato il paese dalla fine della seconda guerra mondiale, la sconfitta molto probabile della sinistra (come in altri paesi europei), la situazione economica, la diffusione della povertà, la mancanza di progetti per il futuro, il problema dei giovani senza lavoro e senza opportunità, rappresentano una bomba sociale, politica ed economica le cui dimensioni sono difficilmente calcolabili così come le sue conseguenze.

Le prossime elezioni in importanti paesi europei e che avranno luogo nell’arco di pochi mesi dovranno dare tante risposte per il futuro!

 

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Inserito il:20/04/2017 19:05:53
Ultimo aggiornamento:20/04/2017 19:08:12
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